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L'Associazione dei cereali ucraina chiede al ministero di verificare la presunta restrizione polacca sullo stoccaggio temporaneo del grano in transito

L'Associazione ucraina dei cereali (UZA) ha chiesto al Ministero della Politica Agraria di verificare le informazioni secondo cui la dogana polacca avrebbe introdotto un divieto verbale di utilizzo dei depositi doganali per lo stoccaggio temporaneo del grano ucraino in transito. La misura, che non è stata accompagnata da alcun documento scritto, riguarderebbe lo stoccaggio necessario per la riconversione dei carri dalla scorta larga ucraina a quella europea. Il Ministero ucraino sta verificando se esista una restrizione sistemica e su quali impianti si applichi.

Punti chiave

  • L'8 settembre gli operatori del mercato ucraino hanno ricevuto informazioni, da un terminal ferroviario polacco e da trasportatori, di un presunto divieto orale introdotto dalla dogana polacca sull'uso dei depositi doganali per lo stoccaggio temporaneo del grano di origine ucraina.
  • Nessun provvedimento scritto è stato fornito agli operatori: la restrizione sarebbe stata comunicata solo verbalmente.
  • L'UZA ha chiesto al Ministero della Politica Agraria di verificare urgentemente la situazione e, se confermata, di ottenere dalla parte polacca una spiegazione scritta su basi giuridiche, portata e durata.
  • Lo stoccaggio temporaneo è una fase necessaria del transito ferroviario perché il grano arriva su carri a scarta larga ucraina e va ricaricato su quelli a scarta europea, con tempi non continui.
  • L'UZA avverte che un divieto di fatto aumenterebbe i tempi di inattività dei carri, creerebbe congestione ai valichi e ai terminal, ridurrebbe la capacità della rete ferroviaria polacca e farebbe salire i costi logistici.
  • Il Ministero della Politica Agraria ucraino ha dichiarato di stare esaminando la situazione per stabilire se esista una restrizione sistemica e su quali impianti si applichi.

Perché è importante

Il transito ferroviario attraverso la Polonia è una delle principali rotte terrestri per le esportazioni agricole ucraine, soprattutto mentre gli attacchi russi colpiscono le infrastrutture portuali e ferroviarie. I depositi doganali fanno da cuscinetto logistico tra l'arrivo dei carri a scarta larga e la riconversione su quelli a scarta europea: una restrizione al loro uso rischia di congestionare valichi e terminal, far lievitare i costi e rendere più fragile l'intera catena di esportazione. Il carattere soltanto verbale della misura aggiunge un'incertezza giuridica e operativa non solo per gli esportatori ucraini, ma anche per i terminal polacchi, gli operatori del trasporto e gli acquirenti europei.

Che cosa è successo

L'8 settembre operatori del mercato ucraino del grano hanno ricevuto, da un terminal ferroviario polacco e da aziende di trasporto, la segnalazione che la dogana polacca avrebbe introdotto un divieto orale sull'uso dei depositi doganali o silos per lo stoccaggio temporaneo del grano di origine ucraina. Nessun provvedimento scritto o atto normativo che istituisca la restrizione è stato comunicato agli operatori. L'Associazione ucraina dei cereali (UZA) si è rivolta al Ministero della Politica Agraria e dell'Alimentazione chiedendo di verificare urgentemente l'informazione e, in caso di conferma, di ottenere dalla parte polacca una spiegazione scritta su basi giuridiche, portata e durata della decisione, e di sollevare la questione presso il governo polacco e le autorità competenti. L'UZA ha ricordato che lo stoccaggio temporaneo è parte integrante del transito ferroviario, perché il grano ucraino arriva su carri a scarta larga e va ricaricato su quelli a scarta europea in modo non continuo per via dell'irregolarità degli arrivi, della disponibilità di carri, locomotive e capacità di riconversione, e che i depositi doganali fungono da cuscinetto logistico tra arrivi, riconversione e spedizione verso i mercati UE e terzi. L'associazione ha avvertito che un divieto di fatto potrebbe complicare significativamente le esportazioni agricole ucraine, aumentando i tempi di inattività dei carri, congestionando valichi e terminal, riducendo la capacità della rete polacca e facendo salire i costi logistici. Il Ministero ucraino ha dichiarato di star esaminando la situazione per verificare se esista una restrizione sistemica e su quali impianti si applichi, lavorando con gli operatori ucraini e con la parte polacca. Il ministro Taras Vysotsky ha sottolineato la necessità di preservare la stabilità di tutte le rotte di esportazione disponibili, in un contesto di attacchi russi alle infrastrutture portuali e ferroviarie.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine sottolineano la minaccia economica e strategica alle esportazioni agricole e alla stabilità dei corridoi di esportazione terrestri occidentali in tempo di guerra. Evidenziano il carattere non trasparente e verbale della presunta misura polacca, che creerebbe incertezza giuridica e operativa per tutti gli attori della catena di transito. Sottolineano la dipendenza dell'Ucraina da un comportamento costruttivo dei partner europei per mantenere prevedibile il transito in un contesto di attacchi russi alle infrastrutture portuali e ferroviarie.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono sullo status della restrizione: l'UZA e gli operatori di mercato descrivono un divieto verbale introdotto dalla dogana polacca, di cui non è stato fornito alcun documento scritto, mentre il Ministero della Politica Agraria sta ancora verificando se esista una restrizione sistemica e su quali impianti specifici essa si applichi. In altre parole, ciò che per gli operatori è un divieto di fatto, per il Ministero è ancora un'informazione da accertare.

Contesto

Un regolamento polacco del 15 settembre 2023 vieta l'importazione in Polonia di alcuni prodotti agricoli ucraini, ma ne consente il transito attraverso il territorio polacco. La Camera di commercio polacco-ucraina si è rivolta al ministro polacco delle Finanze e dell'Economia con una proposta di modifica del regolamento per consentire lo stoccaggio temporaneo del grano ucraino nei depositi doganali polacchi, a condizione che resti sotto controllo doganale, non venga immesso in libera pratica in Polonia e, dopo lo stoccaggio, prosegua in regime di transito esterno o comune. Secondo le stime dell'UZA, se l'export via mare dai porti resta bloccato, la produzione ucraina di grano potrebbe calare di 12 milioni di tonnellate già nel 2027, costringendo gli agricoltori a ridurre le superfici seminate.