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Sondaggio KIIS: il 72% degli ucraini ritiene Zelensky responsabile della corruzione del suo entourage

Un sondaggio dell'Istituto internazionale di sociologia di Kyiv (KIIS), condotto tra il 12 e il 21 settembre 2026 su 1.002 adulti residenti nelle aree controllate dal governo ucraino, rileva che il 72% degli intervistati attribuisce al presidente Volodymyr Zelensky la responsabilità personale per le azioni corruttive del suo entourage. Il 25% lo esclude, mentre il 3% non risponde. Secondo KIIS, la nozione di "responsabilità personale" va interpretata come responsabilità politica più che come coinvolgimento diretto in atti di corruzione. Il sondaggio mostra inoltre che la corruzione è il tema che preoccupa di più gli ucraini (50%), davanti ai massicci attacchi russi con missili e droni (40%).

Punti chiave

  • Sondaggio KIIS condotto dal 12 al 21 settembre 2026 su 1.002 intervistati adulti nelle aree controllate dal governo ucraino.
  • 72% degli intervistati attribuisce a Zelensky la responsabilità personale per la corruzione del suo entourage; 25% lo esclude; 3% non risponde.
  • 50% indica la corruzione come preoccupazione principale; 40% indica i massicci attacchi russi con missili e droni.
  • Il 64% sceglie corruzione o incompetenza delle autorità; il 53% sceglie attacchi missilistici o situazione al fronte.
  • 72% ritiene che il livello di corruzione sia aumentato dal'inizio dell'invasione su larga scala; 6% lo ritiene diminuito.
  • Tra chi si fida pienamente di Zelensky il 3% lo considera responsabile della corruzione del suo entourage, mentre tra chi non si fida affatto la quota sale all'85%.
  • Margine di errore teorico non superiore a 4,1% per gli indicatori intorno al 50% (con probabilità 0,95 ed effetto di disegno 1,3), con ulteriore deviazione sistematica in contesto bellico.

Perché è importante

Il 72% che attribuisce al presidente la responsabilità personale per la corruzione del suo entourage è un giudizio negativo di portata inusuale da parte dei cittadini verso un leader in tempo di guerra. La misura in cui l'insoddisfazione verso le autorità (64%, corruzione o incompetenza) eguaglia o supera di poco le preoccupazioni legate alla guerra (53%) segnala che il fronte interno anti-corruzione è ormai comparabile, come rilevanza, al fattore bellico. Il fatto che il 72% percepisca la corruzione in aumento dall'inizio dell'invasione indica che, nell'opinione pubblica, la guerra non ha sospeso le pratiche corruttive ma ne ha coinciso con l'aumento. La rilevazione arriva in un contesto di inchieste anticorruzione che coinvolgono organismi statali, elemento che contribuisce a inquadrare il clima in cui si forma questo consenso.

Che cosa è successo

Il Kyiv International Institute of Sociology (KIIS) ha condotto dal 12 al 21 settembre 2026 un sondaggio telefonico (CATI) su un campione casuale di numeri di cellulare, intervistando 1.002 cittadini ucraini maggiorenni residenti sul territorio controllato dal governo. Ne sono esclusi i residenti delle aree non controllate e i cittadini che hanno lasciato l'Ucraina dopo il 24 febbraio 2022. Il margine teorico di errore non supera il 4,1% per gli indicatori vicini al 50% (con probabilità 0,95 ed effetto di disegno 1,3), e KIIS avverte che in condizioni di guerra va aggiunta un'ulteriore deviazione sistematica, pur mantenendo un'elevata rappresentatività. Il sondaggio è stato realizzato nell'ambito dell'Omnibus nazionale di KIIS, con domande sulla corruzione commissionate dall'ONG Forum. Sulle preoccupazioni principali (12 opzioni, fino a tre risposte), il 50% ha indicato la corruzione nelle autorità e il 40% i massicci attacchi russi con missili e droni; sommando le opzioni, il 64% cita corruzione o incompetenza delle autorità, mentre il 53% cita attacchi missilistici o situazione al fronte, con KIIS che rileva una lieve prevalenza dell'insoddisfazione verso le autorità. Il 72% ritiene che il livello di corruzione sia aumentato dall'inizio dell'invasione su larga scala (6% diminuito, 17% rimasto invariato). Sul giudizio personale, il 72% attribuisce a Zelensky la responsabilità personale per le azioni corruttive del suo entourage, il 25% lo esclude e il 3% non risponde; il dato varia linearmente con la fiducia nel presidente: dal 3% tra chi si fida pienamente all'85% tra chi non si fida affatto. KIIS precisa che, nella percezione dei cittadini, "responsabilità personale" va letta soprattutto come responsabilità politica, non come accusa di coinvolgimento diretto in atti di corruzione. Il direttore esecutivo di KIIS Anton Hrushetsky ha ricordato che nelle rilevazioni precedenti la formulazione della domanda cambiava il risultato: ad aprile 2026, a domanda chiusa, il 54% indicava la corruzione contro il 39% dell'invasione come minaccia maggiore, mentre a una domanda aperta di inizio 2026 il 65% nominava spontaneamente la guerra e il 29% la corruzione.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le 14 fonti di copertura fornite sono tutte ucraine (media e agenzie, UA). Il dato centrale ripreso è il 72% che attribuisce a Zelensky la responsabilità personale per la corruzione del suo entourage, trattato come il principale segnale politico del sondaggio. I resoconti sottolineano inoltre il confronto tra corruzione e fattore bellico, evidenziando come la preoccupazione per corruzione e incompetenza delle autorità abbia raggiunto o lievemente superato quella per attacchi e fronte, e leggono questo equilibrio come un segnale politico interno di rilievo. Diversi articoli riportano la precisazione metodologica di KIIS, secondo cui la "responsabilità personale" viene intesa dagli intervistati come responsabilità politica più che come addebito di coinvolgimento diretto, mitigando il dato con il contesto.

Contesto

Il sondaggio è stato realizzato con interviste telefoniche CATI su un campione casuale di numeri di cellulare, raggiungendo 1.002 adulti nelle aree controllate dal governo; i residenti delle aree non controllate e i cittadini usciti dall'Ucraina dopo il 24 febbraio 2022 sono esclusi dal campione. Alle preoccupazioni principali venivano lette 12 opzioni e ogni intervistato poteva sceglierne fino a tre, per cui le percentuali sommate non equivalgono a un ranking forzato. KIIS avverte che la guerra introduce una deviazione sistematica oltre al margine formale, anche se i risultati restano altamente rappresentativi. Il direttore esecutivo Anton Hrushetsky ha inoltre ricordato che sondaggi precedenti, con formulazioni diverse, davano risultati differenti: ad aprile 2026, a domanda chiusa, la corruzione era indicata dal 54% come minaccia maggiore contro il 39% dell'invasione, mentre a un quesito aperto di inizio 2026 il 65% nominava spontaneamente la guerra e il 29% la corruzione.