Uccisione di Iryna Farion: il tribunale di Leopoli condanna all'ergastolo Viacheslav Zinchenko
Il 1° ottobre 2026 il tribunale distrettuale di Shevchenkivskyi a Leopoli ha condannato Viacheslav Zinchenko all'ergastolo per l'omicidio della linguista Iryna Farion, uccisa con un colpo di arma da fuoco nel luglio 2024. Il 2 ottobre, in un briefing sul telegiornale United News, il vicesuperiore della Polizia nazionale Andrii Niebytov ha dichiarato che non sono stati identificati mandanti o complici e che l'indagine — durata due anni — ha accertato che l'uomo ha agito da solo per convinzioni personali, tra cui l'avversione per l'attività pubblica della vittima. Il processo si è svolto con 92 perizie e oltre 1.500 persone interrogate; il tribunale ha inoltre concesso 5 milioni di grivne di risarcimento morale alla figlia della vittima.
Punti chiave
- Il tribunale di Shevchenkivskyi a Leopoli ha condannato Viacheslav Zinchenko all'ergastolo per l'omicidio di Iryna Farion.
- Secondo il vicesuperiore della Polizia nazionale Andrii Niebytov, non sono stati identificati mandanti, complici o seguaci.
- Il tribunale ha accertato che Zinchenko ha agito di propria iniziativa, per convinzioni personali e per l'avversione verso l'attività pubblica di Farion.
- L'inchiesta, condotta da Polizia nazionale, Procura e SBU, è durata due anni: 92 perizie e oltre 1.500 persone interrogate.
- Il verdetto è stato annunciato il 1° ottobre 2026; la sentenza può essere impugnata entro 30 giorni e la difesa ha annunciato appello.
- Il tribunale ha disposto 5 milioni di grivne di risarcimento morale alla figlia di Farion, Sofia Osoba, che aveva chiesto 15 milioni.
- Zinchenko non ha ammesso la colpa e ha rinunciato all'ultima parola durante il processo.
Perché è importante
La sentenza chiude con la pena massima un caso politico di alto profilo — l'omicidio di una linguista molto discussa per le sue posizioni sulla lingua ucraina. La dichiarazione ufficiale sull'assenza di mandanti o complici risponde direttamente alle ipotesi circolate nell'opinione pubblica su un possibile burattinaio. L'ampiezza dell'inchiesta — 92 perizie e oltre 1.500 persone sentite — è stata centrale per sostenere la tesi di un unico autore. Le evidenze sulla partecipazione di Zinchenko a gruppi Telegram estremisti russi e la sua esplicita assenza di pentimento sono elementi chiave della ricostruzione del movente.
Che cosa è successo
Il 19 luglio 2024 Iryna Farion è stata colpita alla testa nel cortile della sua abitazione in via Masaryk a Leopoli ed è morta in ospedale alcune ore dopo. L'uomo sospettato dell'omicidio, Viacheslav Zinchenko, è stato fermato a Dnipro il 25 luglio 2024 e messo in custodia senza possibilità di cauzione il giorno seguente. Il 1° ottobre 2026 il tribunale distrettuale di Shevchenkivskyi a Leopoli lo ha dichiarato colpevole di omicidio premeditato legato all'attività pubblica della vittima, con motivazioni di intolleranza nazionale, e di detenzione illegale di arma da fuoco, condannandolo all'ergastolo. Zinchenko non ha ammesso la colpa e ha rifiutato l'ultima parola; il giudice Petro Nevoit ha dichiarato che la sua colpevolezza è stata provata integralmente. Il giorno successivo il vicesuperiore della Polizia nazionale Andrii Niebytov, intervenendo al telegiornale United News, ha comunicato che non sono stati identificati mandanti o complici: l'indagine — condotta per due anni da Polizia nazionale, Procura e SBU — ha stabilito che Zinchenko ha agito da solo per convinzioni personali, anche per l'avversione verso l'attività pubblica di Farion. Il tribunale ha inoltre disposto 5 milioni di grivne di risarcimento morale alla figlia della vittima, Sofia Osoba, che ne aveva chiesti 15; la sentenza è impugnabile entro 30 giorni e la difesa ha annunciato appello.
Come la raccontano le fonti ucraine
La copertura ucraina si concentra sul briefing della Polizia nazionale e presenta il verdetto come la completa chiusura del caso, sottolineando che Zinchenko ha agito da solo per ostilità personale. Diverse testate ucraine evidenziano il risarcimento accordato alla figlia della vittima e la sua intenzione di devolvere le somme alle necessità della brigata Rubizh, in cui presta servizio suo marito Vasyl Osoba, collegando il caso al contesto bellico. Il giornalismo ucraino dedica ampio spazio alle prove del movente, tra cui la partecipazione dell'imputato a gruppi Telegram estremisti russi e le sue note in cui si definisce «operatorio sanitario di questa società» e scrive dell'assenza di pentimento.
Dove le versioni divergono
Sull'inchiesta emergono due divergenze principali. Sul numero di perizie: le dichiarazioni ufficiali e Ukrainska Pravda citano 92 esami forensi, mentre l'articolo dettagliato sul caso riporta più di 60. Sulla formulazione della conclusione circa i complici: un'uscita ucraina — Hromadske — la inquadra come «assenza di prove» che Zinchenko abbia ucciso Farion su ordine o con complici, mentre la dichiarazione del vicesuperiore della Polizia e altre testate (NV, Interfax-Ukraina, Ukrinform) la formulano più ampiamente come mancata identificazione di mandanti, complici o seguaci.
Contesto
Iryna Farion, linguista nota per le sue posizioni polarizzanti sulla lingua ucraina, è stata uccisa con un colpo alla testa il 19 luglio 2024 nel cortile della sua casa di Leopoli, in via Masaryk, ed è morta in ospedale alcune ore dopo. Viacheslav Zinchenko, ventenne al momento del verdetto, è stato fermato a Dnipro il 25 luglio 2024 e messo in custodia senza cauzione il giorno seguente; non ha ammesso la colpa e ha rifiutato il diritto all'ultima parola. L'inchiesta, durata due anni, ha coinvolto Polizia nazionale, Procura e SBU, accertando i suoi spostamenti, l'acquisto di una pistola modificata «Stalker 2906» e la sua attività online contro Farion almeno dal marzo 2024. Sofia Osoba, figlia della vittima, il cui marito Vasyl Osoba presta servizio nella brigata Rubizh, aveva chiesto 15 milioni di grivne di risarcimento morale; il tribunale ne ha concessi 5.