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I Paesi Baltici chiedono all'UE il divieto di transito del grano russo

Lituania, Lettonia ed Estonia hanno proposto all'Unione Europea di vietare il transito del grano russo attraverso il territorio del blocco e di inserire nella lista delle sanzioni gli oligarchi russi del settore agricolo. Il primo ministro lituano Mindaugas Sinkevičius ha annunciato l'iniziativa, mentre i leader baltici hanno firmato una lettera congiunta indirizzata ai presidenti del Consiglio europeo e della Commissione europea. La questione sarà sollevata al prossimo Consiglio europeo.

Punti chiave

  • Il primo ministro lituano Mindaugas Sinkevičius ha annunciato che la Lituania proporrà all'UE un divieto di transito del grano russo attraverso il territorio dell'Unione
  • Saranno proposti anche l'inserimento nella lista delle sanzioni UE di singoli oligarchi russi del settore agricolo che sostengono la guerra
  • I primi ministri di Estonia e Lettonia e il presidente della Lituania hanno firmato una lettera congiunta indirizzata al presidente del Consiglio europeo António Costa e alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen
  • I firmatari della lettera baltica sono il primo ministro estone Kristen Michal, il primo ministro lettone Andris Kūbergs e il presidente lituano Gitanas Nausėda
  • Il primo ministro estone Michal intende sollevare la questione al prossimo Consiglio europeo
  • L'Estonia ha vietato dal 1° ottobre il transito di grano russo e bielorusso sul proprio territorio; la Lettonia ha introdotto controlli frontalieri sul grano e annunciato dazi del 300% sul transito e la lavorazione di grano da Russia e Bielorussia
  • Le attuali sanzioni UE non coprono i prodotti alimentari come il grano, finora permettendone il transito verso paesi terziari

Perché è importante

I Paesi Baltici spingono congiuntamente la questione nell'agenda del prossimo vertice del Consiglio europeo, aprendo la prospettiva di un divieto a livello di blocco sul transito di prodotti agricoli russi. L'iniziativa mira a colpire i mezzi con cui la Russia finanzia la guerra, anche attraverso il grano presumiblemente sottratto ai territori ucraini occupati, sfruttando le infrastrutture portuali europee.

Che cosa è successo

Il primo ministro lituano Mindaugas Sinkevičius ha annunciato che la Lituania proporrà all'UE un divieto di transito del grano russo attraverso il territorio dell'Unione e l'aggiunta di singoli oligarchi russi del settore agricolo alla lista delle sanzioni. Insieme alla Lettonia e all'Estonia, la Lituania ha firmato una lettera congiunta indirizzata al presidente del Consiglio europeo António Costa e alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per chiedere questo divieto. La lettera è firmata dal primo ministro estone Kristen Michal, dal primo ministro lettone Andris Kūbergs e dal presidente lituano Gitanas Nausėda. Il primo ministro Michal ha annunciato l'intenzione di sollevare la questione al prossimo Consiglio europeo. Sinkevičius ha anche ordinato alle agenzie subordinate di rafforzare i controlli sull'origine del grano in transito attraverso la Lituania per impedire il passaggio di grano rubato all'Ucraina o mescolato con altro grano. Le forze dell'ordine lituane stanno analizzando i legami delle aziende esportatrici di grano, verificando il rispetto delle sanzioni e l'eventuale cooperazione con oligarchi russi che sostengono o finanziano la guerra. Le imprese lituane di infrastrutture strategiche stanno riesaminando i servizi forniti a tali aziende e valutando se la cooperazione rappresenti una minaccia per la sicurezza nazionale.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine inquadrano l'iniziativa baltica come una misura per impedire alla Russia di trarre profitto dalla guerra e per fermare il transito di grano rubato dai territori ucraini temporaneamente occupati. Secondo il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha, nel 2025 la Russia ha esportato oltre 2 milioni di tonnellate di grano ucraino dai territori occupati, rifornendo mercati in Africa, Asia, Medio Oriente ed Europa attraverso i porti del Mar d'Azov e del Mar Nero e una cosiddetta "flotta ombra del grano". Il ministro ucraino della Politica agraria e dell'Alimentazione Taras Vysotsky ha discusso a Bruxelles con i ministri dell'Agricoltura di Lituania, Lettonia ed Estonia modi per contrastare il commercio di grano ucraino rubato dalla Russia. Vysotsky ha anche avvertito che senza capacità di esportazione le superfici coltivate in Ucraina potrebbero ridursi del 35-40%, con circa 30 milioni di tonnellate di prodotti agricoli, per un valore di circa 10 miliardi di dollari, a rischio di non essere esportati.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono sulla data della lettera congiunta baltica: alcune la collocano alla fine di settembre, altre il 9 ottobre. Le fonti differiscono anche su chi abbia effettivamente co-firmato la lettera per la Lituania: alcune attribuiscono la firma al primo ministro, altre al presidente della Lituania.

Contesto

Le attuali sanzioni UE non coprono i prodotti alimentari, il che ha finora permesso il transito di grano russo attraverso il territorio dell'UE verso paesi terzi. Nel 2024 l'UE ha introdotto dazi sui prodotti a base di grano provenienti da Russia e Bielorussia, ma queste misure non hanno fermato completamente il transito. L'Estonia ha vietato dal 1° ottobre il transito di grano russo e bielorusso sul proprio territorio in risposta al blocco russo delle esportazioni di grano ucraine. La Lettonia ha introdotto controlli frontalieri sul grano e annunciato dazi del 300% sul transito e sulla lavorazione del grano proveniente da Russia e Bielorussia. Gli esportatori russi hanno iniziato a reindirizzare le spedizioni di grano dal Mar Nero e dal Mar d'Azov verso il Mar Baltico in risposta agli attacchi ucraini contro le navi e le infrastrutture portuali russe.