Protesta in Lettonia contro il transito del «grano insanguinato» russo e ucraino
Oltre 300 persone e circa 200 mezzi hanno partecipato a una protesta a Jēkabpils per chiedere la fine del transito in Lettonia del grano proveniente dalla Russia e dai territori ucraini occupati. Il premier lettone Andris Kučbergs ha sostenuto la fine del transito in linea di principio e annunciato una proposta di legge, avvertendo però che una decisione immediata non è ancora stata raggiunta.
Punti chiave
- La protesta «Niente «grano insanguinato»!» si è svolta a Jēkabpils, in Lettonia, sabato.
- Hanno partecipato oltre 300 persone e circa 200 mezzi, tra cui trattori, aerei agricoli e camion.
- Gli attivisti chiedono di vietare il transito via Latvia del grano proveniente dalla Russia e dai territori ucraini occupati.
- L’iniziativa è del contadino e attivista civile Gundars Kalve.
- Il premier Andris Kučbergs ha annunciato una proposta di legge per vietare la sottoscrizione di nuovi contratti di transito.
- Ucraina, Regno Unito e Lettonia hanno concordato di individuare il grano rubato mediante analisi chimiche e isotopiche.
- Lituania sostiene i controlli sul'origine del grano, mentre l'Estonia prepara il blocco totale del transito attraverso i propri porti.
Perché è importante
La protesta ha rinfrescato la pressione sul governo lettone e sull'Unione europea affinché l'infrastruttura regionale non sia più utilizzata per trasportare grano russo e ucraino sottratto dai territori occupati. I controlli chimici e isotopici proposti da Ucraina, Regno Unito e Lettonia potrebbero aiutare a identificare il grano rubato e impedirne l'uso nelle reti di trasporto dell'UE. Il caso evidenzia altresì la difficoltà di agire unilateralmente, poiché le restrizioni richiedono il coordinamento europeo e potrebbero avere effetti economici negativi per la Lettonia.
Che cosa è successo
Sabato, a Jēkabpils, si è tenuta la protesta «Niente «grano insanguinato»!». I partecipanti hanno usato automobili, mezzi agricoli, trattori e camion decorati con le bandiere della Lettonia e dell'Ucraina. L'iniziатор, il contadino e attivista civile Gundars Kalve, insieme ai suoi sostenitori, ha chiesto al governo lettone di chiudere completamente al transito del grano proveniente dalla Russia e dai territori ucraini occupati. Alcuni partecipanti hanno indicato che anche gli agricoltori lettoni subiscono perdite a causa del transito.
Il premier Andris Kučbergs è intervenuto alla manifestazione. Ha riconosciuto la necessità di interrompere il transito, spiegando che esso contribuisce a finanziare la guerra russa e знищення degli ucraini. Водночас ha зазначив, що швидкого рішення не було досягнуто. За його словами, до Сейму планували внести законопроєкт, який зупинить транзит через заборону укладання нових контрактів, а узгодження позицій між міністерствами було заплановане на наступний тиждень. Кульбергс також вважав, що обмеження мають ухвалюватися в координації з ЄС, оскільки одностороннє рішення Латвії могло б мати негативні економічні наслідки.
Come la raccontano le fonti ucraine
La copertura ucraina sottolinea l'origine ucraina del grano transitato attraverso i porti e le reti di trasporto dell'UE e presenta le restrizioni come un modo per impedire che la Russia utilizzi il grano rubato per finanziare la propria macchina militare e la distruzione degli ucraini. Il possibile ricorso ad analisi chimiche e isotopiche per accertare l'origine geografica di grano di frumento, mais, orzo e semi di girasole è presentato come uno strumento per distinguere il prodotto sottratto dai territori occupati.
Come la raccontano le fonti internazionali
La vicenda è presentata in un contesto europeo più ampio: la Lituania chiede controlli pratici sull'origine del grano, l'Estonia prepara il blocco totale del transito del grano russo attraverso i propri porti e i Paesi Bassi stanno definendo un meccanismo di coordinamento. Il primo ministro lettone sottolinea però la necessità di una decisione comune all'UE e i possibili effetti economici negativi di un'azione unilaterale.
Dove le versioni divergono
Le fonti non concordano sulla dimensione della partecipazione: una descrive la presenza di diverse decine di mezzi pesanti, mentre un'altra indica circa 200 mezzi complessivamente. Il numero di oltre 300 partecipanti è riportato in modo concorde.
Contesto
Alcuni partecipanti alla protesta hanno sottolineato che anche gli agricoltori lettoni soffrono perdite a causa del transito del grano. Nel Балтійному регіоні la questione si è trasformata in una campagna più ampia: la Lituania sostiene l'introduzione di controlli sull'origine del prodotto, mentre l'Estonia prevede di chiudere completamente i propri porti al transito del grano russo.