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L'UE estende la missione Irini fino al 2029 per contrastare la flotta ombra russa

L'UE intende estendere e potenziare la missione navale EUNavfor Med Irini nel Mediterraneo, in modo che il contrasto alla cosiddetta "flotta ombra" russa e la protezione delle infrastrutture sottomarine diventino compiti espliciti dell'operazione. Il mandato, in scadenza a marzo 2027, sarà prorogato fino al 31 marzo 2029 con un budget proposto di 16,88 milioni di euro. Gli ambasciatori UE hanno approvato il mandato rivisto il 30 settembre; l'adozione formale è attesa il 9 ottobre.

Punti chiave

  • La missione Irini fu istituita nel 2020 per far rispettare l'embargo ONU sulle armi verso la Libia.
  • Il mandato attuale scade a marzo 2027; l'UE propone di estenderlo fino al 31 marzo 2029.
  • La proroga proposta ha un budget di 16,88 milioni di euro.
  • Il mandato rivisto indica esplicitamente il contrasto alla flotta ombra russa come uno dei compiti dell'operazione.
  • Gli ambasciatori UE hanno approvato il mandato il 30 settembre 2026; l'adozione formale è attesa il 9 ottobre.
  • In agosto la missione ha ispezionato il tanker Toa Payoh, parte della flotta ombra russa; la Francia ha multato di 1 milione di euro il tanker Tagor.
  • Il nuovo mandato prevede anche protezione di cavi sottomarini e condotte e attività di contrasto al traffico di migranti.

Perché è importante

La decisione eleva formalmente il contrasto alla flotta ombra russa e la protezione delle infrastrutture sottomarine a compiti centrali di un'operazione navale europea già esistente, ampliandone il mandato rispetto all'originaria finalità di embargo sulla Libia. Con una proroga di circa due anni e 16,88 milioni di euro, il segnale è di un impegno UE prolungato contro l'evasione delle sanzioni via mare. L'operatività è già visibile nell'ispezione del Toa Payoh e nella multa francese al Tagor.

Che cosa è successo

L'UE si prepara a estendere e ampliare la missione navale EUNavfor Med Irini nel Mediterraneo, originariamente creata nel 2020 per garantire il rispetto dell'embargo ONU sulle armi verso la Libia. Nel mandato rivisto il contrasto alla cosiddetta flotta ombra russa diventa un compito esplicito, insieme alla protezione delle infrastrutture marittime critiche — cavi sottomarini in fibra ottica e condotte — per le quali potranno anche essere testate nuove tecnologie. Il mandato attuale, in scadenza a marzo 2027, sarà prorogato fino al 31 marzo 2029 con un budget proposto di 16,88 milioni di euro per la proroga biennale. Gli ambasciatori UE hanno approvato il mandato rivisto mercoledì 30 settembre; l'adozione formale è prevista alla riunione dei ministri dell'economia e delle finanze del 9 ottobre, seguita dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE. Restano parte del mandato anche il monitoraggio dell'embargo sulla Libia e delle esportazioni illegali di petrolio libico, il contrasto al traffico di migranti tramite intelligence e pattugliamenti aerei, e lo sviluppo della cooperazione regionale, con esercitazioni di diplomazia navale con Egitto, Tunisia e Libano.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le tre fonti ucraine fornite — Yevropeiska pravda, Ukrainska pravda e Forbes Ukraine — riportano la notizia in termini quasi identici, inquadrando l'estensione soprattutto come misura contro la flotta ombra russa e sottolineando la dichiarazione di giugno di Kaja Kallas sulle nuove regole d'ingaggio. Le stesse fonti evidenziano le azioni concrete già intraprese — l'ispezione del Toa Payoh e la multa francese di 1 milione di euro al Tagor — come prova dell'impatto operativo della missione contro l'evasione delle sanzioni russe.

Contesto

La flotta ombra russa è composta in larga parte da vecchie petroliere in grado di disattivare i sistemi di identificazione automatica e di occultare la propria posizione; una parte significativa è gestita dalla società statale russa Sovcomflot. Stime citate parlavano di circa 600 imbarcazioni nel settembre 2023, pari a circa il 10% del tonnellaggio mondiale per il trasporto di carichi liquidi, con circa 1,7 milioni di barili di petrolio russo trasportati al giorno e circa il 70% delle esportazioni petrolifere russe. Mosca starebbe inoltre espandendo una flotta ombra parallela per il trasporto di GNL, con almeno 21 imbarcazioni a giugno. Il G7, l'Australia e l'UE hanno introdotto a inizio dicembre 2022 un tetto massimo di 60 dollari al barile sul petrolio russo, esteso dal 5 febbraio 2023 ai prodotti petroliferi (100 dollari/barile per il diesel e 45 per altri prodotti): la flotta ombra è ampiamente associata ai tentativi di aggirare questi limiti.