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UE, la Commissione prepara nuove restrizioni sui visti turistici per i cittadini russi

La Commissione europea sta finalizzando i piani per inasprire le regole sui visti turistici Schengen per i cittadini russi, con l'obiettivo dichiarato di rafforzare la protezione dell'UE dagli attacchi ibridi. Un gruppo di paesi — tra cui Polonia, Svezia ed Estonia — spinge per misure più severe, mentre il Consiglio Affari Esteri del 12 ottobre discuterà anche di possibili restrizioni aggiuntive per i diplomatici russi.

Punti chiave

  • La Commissione europea sta finalizzando i piani per inasprire le regole sui visti turistici Schengen per i cittadini russi.
  • L'obiettivo dichiarato delle nuove restrizioni è rafforzare la protezione dell'UE dagli attacchi ibridi.
  • Polonia, Svezia ed Estonia chiedono regole più severe, anche per gli ex combattenti russi che hanno combattuto contro l'Ucraina.
  • Lo scorso anno sono stati rilasciati circa 478.000 visti turistici Schengen a cittadini russi, in gran parte pluringresso.
  • L'Estonia ha proposto il divieto totale di ingresso nell'UE per gli ex membri delle forze armate russe, stimati in circa 650.000.
  • Il Consiglio Affari Esteri del 12 ottobre discuterà anche di ulteriori restrizioni alla circolazione dei diplomatici russi nell'area Schengen.

Perché è importante

La Commissione europea si prepara a presentare una proposta legislativa formale che potrebbe limitare in modo significativo i viaggi turistici dei cittadini russi nell'UE. La giustificazione addotta — proteggere l'UE da sabotaggi, incendi dolosi e altri attacchi ibridi — collega direttamente il dibattito sui visti alle preoccupazioni per la sicurezza europea. Diversi Stati membri, tra cui Polonia, Svezia, Estonia e Finlandia, chiedono pubblicamente misure più severe, segnalando un crescente slancio verso restrizioni più dure.

Che cosa è successo

La Commissione europea sta finalizzando i piani per inasprire le regole sui visti turistici Schengen per i cittadini russi. La proposta, il cui obiettivo dichiarato è rafforzare la protezione dell'UE dagli attacchi ibridi, dovrebbe essere presentata nel prossimo anno, con possibile pubblicazione a gennaio. Un gruppo di paesi UE — Polonia, Svezia ed Estonia — ha chiesto regole più severe, anche per gli ex combattenti russi che hanno partecipato alla guerra contro l'Ucraina. Lo scorso anno sono stati rilasciati circa 478.000 visti turistici Schengen a cittadini russi, molti dei quali pluringresso. Il commissario UE per la Migrazione Magnus Brunner ha osservato che il numero di visti rilasciati ai cittadini russi non sta più diminuendo dopo un calo iniziale, esortando gli Stati membri a rilasciarne meno. Il 12 ottobre il Consiglio Affari Esteri discuterà inoltre di possibili restrizioni aggiuntive alla circolazione dei diplomatici russi tra gli Stati membri dell'UE, fino a un eventuale divieto totale di spostamento al di fuori del paese di accreditamento.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono sull'anno esatto in cui le nuove regole sui visti dovrebbero essere introdotte: la maggior parte indica genericamente gennaio del prossimo anno, mentre almeno una fonte lo data al 2027. Le fonti forniscono anche cifre diverse per il numero di visti turistici Schengen rilasciati ai cittadini russi lo scorso anno: Politico riporta circa 478.000, il governo finlandese cita quasi 500.000 e il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna indica 680.000.

Contesto

Gli Stati membri dell'UE hanno già iniziato a inasprire o a interrompere il rilascio di visti turistici ai cittadini russi dal 2022, con la Finlandia che ha vietato tali visti a livello governativo quello stesso anno. A settembre l'alto rappresentante UE Kaja Kallas ha illustrato possibili misure, tra cui controlli più severi sulla circolazione dei diplomatici russi nello spazio Schengen, divieti di visto per ex combattenti russi e una riduzione dei visti turistici per i cittadini russi. L'Estonia ha proposto un regime di sanzioni più ampio contro i partecipanti all'aggressione armata contro l'Ucraina, sostenuto dalla Commissione, che includerebbe il divieto di ingresso per gli ex combattenti. Il 3 settembre un portavoce della Commissione europea ha dichiarato che l'UE sta preparando restrizioni mirate sui visti per i russi in risposta ad azioni ostili. Il 2 settembre la Germania ha chiuso il consolato generale russo a Bonn, lasciando l'ambasciata russa a Berlino come unica missione consolare russa in Germania.