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La Finlandia chiede all'UE di vietare i visti turistici ai cittadini russi fino alla fine della guerra

Il ministro degli Esteri finlandese Elina Valtonen ha chiesto agli Stati membri dell'UE di firmare una lettera comune alla Commissione europea per vietare completamente i visti turistici Schengen ai cittadini russi fino alla fine della guerra contro l'Ucraina. L'iniziativa, articolata in cinque proposte, ha ottenuto l'adesione pubblica dell'Estonia.

Punti chiave

  • Elina Valtonen chiede un divieto UE di visti turistici Schengen ai cittadini russi fino alla fine della guerra in Ucraina.
  • L'iniziativa finlandese prevede cinque proposte: divieto totale di visti turistici, obbligo di divieto per la cerchia di Putin e i soggetti sotto sanzioni UE, restrizioni per atleti e membri di squadre sportive legati allo Stato russo, attuazione effettiva del divieto d'ingresso per militari ed ex combattenti russi, modifica del Codice dei visti UE per consentire restrizioni rapide e obbligatorie.
  • L'Estonia, tramite il ministro Margus Tsahkna, ha annunciato il 13 ottobre su X l'adesione alla chiamata finlandese.
  • La Finlandia vieta a livello nazionale i visti per viaggi non essenziali ai russi dal 2022.
  • Un documento della presidenza del Consiglio UE del 7 ottobre indica 477.878 visti turistici rilasciati nel 2025.
  • La Commissione europea prevede di presentare nuove proposte sulla politica dei visti a gennaio, con un approccio più rigido verso Stati che rappresentano una minaccia per la sicurezza, inclusa la Russia.

Perché è importante

La mossa sposta il dibattito sul divieto dei visti dal livello nazionale a quello europeo: un divieto pan-europeo avrebbe una portata molto più ampia della restrizione finlandese in vigore dal 2022. L'iniziativa collega direttamente la politica dei visti alla guerra russa contro l'Ucraina, sostenendo che il turismo dei cittadini russi sia incompatibile con il sostegno all'Ucraina. L'adesione dell'Estonia segnala che alcune capitali UE sono disposte a co-firmare la lettera alla Commissione. Il pacchetto amplia inoltre l'ambito delle restrizioni proposte, includendo figure sotto sanzioni, atleti legati allo Stato russo ed ex combattenti, e arriva prima delle proposte sulla politica dei visti che la Commissione prevede di presentare a gennaio.

Che cosa è successo

Il ministro degli Esteri finlandese Elina Valtonen ha invitato gli Stati membri dell'UE a sottoscrivere una lettera comune alla Commissione europea per introdurre un divieto totale di visti turistici Schengen per i cittadini russi, da mantenere finché la Russia non porrà fine alla guerra contro l'Ucraina. La lettera, indirizzata all'Alto rappresentante UE Kaja Kallas, a un commissario europeo e alla presidenza del Consiglio UE, è datata 12 ottobre e contiene cinque proposte concrete: il divieto di visti turistici o per viaggi non essenziali; un divieto obbligatorio di visti per la cerchia di Vladimir Putin e per persone e organizzazioni sotto sanzioni UE; restrizioni sui visti per atleti russi e membri di squadre sportive con stretti legami con lo Stato russo, anche in status neutrale; l'attuazione effettiva del divieto d'ingresso per militari russi ed ex combattenti concordato dagli Stati UE in estate; e modifiche al Codice dei visti UE per creare un meccanismo che consenta all'Unione di imporre rapidamente e obbligatoriamente restrizioni sui visti qualora le relazioni con uno Stato terzo peggiorino bruscamente per ragioni politiche o di sicurezza.

Il 13 ottobre, il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna ha annunciato tramite un post su X l'adesione dell'Estonia alla chiamata finlandese, chiedendo inoltre all'UE di adottare con urgenza gli atti di attuazione necessari per introdurre un divieto d'ingresso completo per i combattenti russi. La Finlandia vieta a livello nazionale i visti per viaggi non essenziali ai cittadini russi dal 2022 e ora chiede che lo stesso approccio venga adottato a livello UE. Valtonen ha espresso sostegno all'iniziativa tedesca di rilasciare temporaneamente ai russi visti con validità territoriale limitata, e ha criticato la precedente decisione del CIO di revocare la sospensione del Comitato olimpico russo. Un gruppo di lavoro di diplomatici UE era previsto discutere possibili restrizioni sui visti per turisti russi e altre categorie di cittadini russi il 14 ottobre, mentre la Commissione europea prevede di presentare nuove proposte sulla politica dei visti a gennaio.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti sono tutte media in lingua ucraina, che presentano la proposta finlandese come risposta diretta alla guerra russa contro l'Ucraina e citano Valtonen sottolineare che i russi non dovrebbero «godere del nostro stile di vita e delle nostre libertà mentre il loro paese bombarda le case ucraine». La copertura ucraina pone la Finlandia e, secondariamente, l'Estonia come protagonisti dell'iniziativa, mentre la Russia appare principalmente come destinatario delle restrizioni proposte e come parte le cui azioni le giustificano. Le fonti citano ripetutamente una precedente valutazione di un funzionario ucraino secondo cui un divieto completo UE di visti turistici ai russi sarebbe improbabile, suggerendo che i media ucraini inquadrino la proposta come politicamente ambiziosa piuttosto che imminente.

Dove le versioni divergono

Le fonti citano cifre diverse per i visti turistici Schengen rilasciati ai cittadini russi: un documento della presidenza del Consiglio UE del 7 ottobre indica 477.878 visti per il 2025, il ministero degli Esteri finlandese parla di «quasi 500.000» per il 2025, mentre un precedente reportage di Euractiv del 6 maggio riporta più di 620.000 visti turistici nell'anno precedente. Le fonti divergono inoltre sulla plausibilità di un divieto UE completo di visti turistici per i cittadini russi: la Finlandia lo sta sostenendo, mentre un funzionario ucraino responsabile della politica delle sanzioni ha dichiarato nel 2025 che un simile divieto è improbabile e che ci si attende solo un inasprimento delle condizioni di rilascio.

Contesto

La Finlandia ha vietato a livello nazionale il rilascio di visti per viaggi non essenziali ai cittadini russi nel 2022. Dopo l'invasione russa su larga scala dell'Ucraina, la Commissione europea ha raccomandato un approccio più rigoroso alle domande di visto russe, senza però prevedere un divieto generale. Gli Stati UE avevano precedentemente concordato restrizioni sui visti per gli ex militari russi, ma il meccanismo di attuazione è stato attenuato a causa di disaccordi tra gli Stati membri. Un funzionario ucraino responsabile della politica delle sanzioni ha dichiarato nel 2025 che un divieto UE completo di visti turistici per i cittadini russi era improbabile, anche se ottenere i visti sarebbe diventato più difficile.