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Esplosioni in Crimea occupata: drone colpisce l'aeroporto militare di Gvardiiske

Nella notte tra l'11 e il 12 ottobre esplosioni sono state registrate nella Crimea temporaneamente occupata, con un incendio all'aeroporto militare di Gvardiiske confermato da immagini satellitari. L'aeroporto è una delle principali basi russe nella penisola e un noto sito di lancio per droni contro il territorio ucraino. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto 151 droni, mentre le forze ucraine non hanno commentato l'attacco.

Punti chiave

  • Esplosioni nella notte del 12 ottobre nella Crimea temporaneamente occupata, con attività di difesa aerea nel distretto di Simferopoli e nei pressi di Yevpatoria
  • Incendio registrato all'aeroporto di Gvardiiske, confermato da immagini satellitari con segnali termici rilevati nella parte sud-orientale della pista
  • Gvardiiske è una delle principali basi aeree militari russe in Crimea occupata, usata per l'aviazione operativa-tattica e navale e per lanci di droni, inclusi quelli di tipo Shahed, contro obiettivi ucraini
  • Il ministero della Difesa russo ha dichiarato l'abbattimento di 151 droni sopra la Russia e la penisola di Crimea
  • Le Forze di difesa ucraine non hanno commentato l'attacco al momento della pubblicazione
  • L'attacco si inserisce in una campagna più ampia contro le infrastrutture russe in Crimea: il 6 ottobre era stato segnalato il distruzione del ponte automobilistico di Chongar, mentre il 1° ottobre un colpo a una sottostazione a Nizhnyohirske aveva lasciato parte della penisola senza elettricità e acqua

Perché è importante

L'aeroporto di Gvardiiske è una delle principali basi aeree militari russe in Crimea occupata e un noto sito di lancio per droni impiegati contro le città ucraine. Segnali termici rilevati da satellite indicano un possibile impatto operativo su una struttura utilizzata sia per l'aviazione operativa-tattica e navale, sia per le sortite, la logistica e la manutenzione dei velivoli. L'episodio si inserisce in una serie di attacchi che stanno progressivamente riducendo la capacità di generazione elettrica russa nella penisola in vista dell'inverno.

Che cosa è successo

Nella notte tra domenica 11 e lunedì 12 ottobre, residenti locali hanno riferito di un attacco con droni contro la Crimea temporaneamente occupata, con esplosioni e attività di difesa aerea nel distretto di Simferopoli e nei pressi di Yevpatoria. Il canale Telegram «Крымский ветер» (Krymsky Viter) ha diffuso le informazioni sull'attacco, segnalando una serie di esplosioni e un incendio all'aeroporto di Gvardiiske, successivamente confermato da immagini satellitari con segnali termici rilevati nella parte sud-orientale della pista. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto 151 droni sopra il territorio russo e la penisola di Crimea. Al momento della pubblicazione, le autorità di occupazione della penisola non avevano diffuso informazioni sulle conseguenze dell'attacco e le Forze di difesa ucraine non avevano commentato l'episodio. Gvardiiske è una delle principali basi aeree militari russe nella Crimea occupata, impiegata per l'aviazione operativa-tattica e navale, per sortite di combattimento, logistica e manutenzione, e come sito di lancio per droni, inclusi quelli di tipo Shahed, contro il territorio ucraino.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine inquadrano Gvardiiske come una delle principali basi aeree russe in Crimea occupata e un noto sito di lancio per attacchi con droni contro le città ucraine, sottolineandone il ruolo nelle operazioni contro obiettivi sul territorio ucraino. La copertura evidenzia l'insufficienza della difesa aerea russa citando la dichiarazione del ministero della Difesa russo sull'abbattimento di 151 droni sopra la Russia e la Crimea. Gli organi di informazione ucraini contestualizzano inoltre il raid nella più ampia campagna contro le infrastrutture russe in Crimea, richiamando le precedenti azioni contro il ponte di Chongar e la sottostazione di Nizhnyohirske. L'incendio all'aeroporto è presentato come confermato da satellite, a sostegno della credibilità visiva della ricostruzione.

Contesto

L'attacco al Gvardiiske si inserisce in una serie di colpi contro le infrastrutture russe in Crimea occupata. Il 1° ottobre un raid contro una sottostazione a Nizhnyohirske aveva lasciato parte della penisola senza elettricità e acqua. Il 6 ottobre era stata segnalata la distruzione del ponte automobilistico di Chongar, che collega la Crimea occupata alla parte occupata dell'oblast di Kherson. Dopo questi attacchi, la Crimea dispone di circa un quarto della capacità di generazione elettrica necessaria per l'inverno. La centrale termoelettrica Tavriya, con una capacità di circa 470 MW, resta di fatto l'unica grande centrale operativa nella penisola, a fronte di un fabbisogno stimato di circa 1.780 MW nel mese di gennaio.