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Incendio doloso alla stazione Starlink in Polonia: due sospetti turchi arrestati in Germania

Il 23 settembre un incendio doloso ha colpito la stazione terrestre Starlink di Wola Krobowska, nel voivodato della Masovia, in Polonia orientale. Le telecamere hanno ripreso due uomini che scavalcavano la recinzione, versavano un liquido infiammabile sulla cabina di controllo e le davano fuoco. Il giorno dopo la polizia polacca ha controllato due cittadini turchi a circa dieci chilometri dal luogo, ma li ha rilasciati nonostante i dubbi sui documenti; gli uomini hanno poi preso un taxi per Varsavia. Il 12 ottobre i due sono stati arrestati in Germania su mandato di arresto europeo, insieme a una terza persona, una cittadina turca residente in Germania, che sarebbe stata alla guida del veicolo usato per raggiungere il confine polacco.

Punti chiave

  • Incendio doloso alla stazione Starlink di Wola Krobowska, voivodato della Masovia, la sera del 23 settembre; le telecamere hanno ripreso due uomini mentre scavalcavano la recinzione, versavano liquido infiammabile sulla cabina di controllo e le davano fuoco.
  • Il 24 settembre un agente distrettuale polacco ha fermato per un controllo documenti due cittadini turchi a circa 10 km dal luogo, segnalati dai residenti; uno dei due ha fornito dati personali falsi.
  • Nonostante i dubbi sui documenti, la polizia ha rilasciato entrambi gli uomini; in taxi per Varsavia, indossavano abiti bagnati e sporchi e hanno detto di aver dormito nel bosco.
  • L'autista del taxi ha registrato la conversazione: dopo la traduzione sono emersi i termini «operazione», «base» e «satellite».
  • Il 12 ottobre i due cittadini turchi sono stati arrestati in Germania sulla base dei materiali forniti da polizia polacca, ABW e procura, e grazie a mandati di arresto europei già emessi.
  • In Germania è stata fermata anche una terza persona, una cittadina turca residente in Germania che avrebbe portato gli esecutori in auto, da estradare in Polonia.
  • La procura polacca ha aperto un'indagine per sabotaggio e atto terroristico al servizio di un servizio di intelligence straniero; il premier Donald Tusk ha definito l'episodio «un elemento di guerra ibrida».
  • La stazione fornisce accesso a internet via Starlink a una parte significativa dell'Europa centrale e orientale, Ucraina inclusa.

Perché è importante

La stazione Starlink colpita fornisce connettività a una parte significativa dell'Europa centrale e orientale, compresa l'Ucraina: un suo blackout prolungato avrebbe ripercussioni dirette sulla connettività ucraina, già dipendente in larga misura da Starlink. La procura polacca ha aperto un procedimento per sabotaggio e atto terroristico al servizio di un'intelligence straniera, inquadrando l'episodio come una minaccia alla sicurezza nazionale. Le autorità polacche hanno pubblicamente collegato l'attacco ai servizi russi e a un presunto schema di «guerra ibrida», alzando la tensione tra Varsavia e Mosca. Il fatto che i due sospetti siano usciti dalla Polonia nonostante i dubbi sui documenti solleva interrogativi sulla catena di controlli. L'arresto in Germania di una terza persona, che avrebbe guidato il veicolo usato per raggiungere la Polonia, indica un'operazione transfrontaliera organizzata.

Che cosa è successo

La sera del 23 settembre 2025 le telecamere di sorveglianza hanno ripreso due uomini mentre scavalcavano la recinzione della stazione Starlink di Wola Krobowska, nel voivodato della Masovia, in Polonia orientale, versavano un accelerante sulla cabina di controllo e le davano fuoco. L'indagine ha poi identificato nei due fermati il giorno dopo i probabili autori, collegandoli al rogo tramite impronte digitali, tracce telefoniche e una conversazione registrata in taxi.

Il 24 settembre, a circa dieci chilometri dal luogo, un agente distrettuale polacco ha fermato due cittadini turchi dopo la segnalazione dei residenti, che avevano notato due uomini dalla pelle scura dall'aria straniera. Uno dei due ha fornito dati personali ritenuti falsi. Nonostante i dubbi sui documenti, la polizia ha rilasciato entrambi spiegando che non c'erano presupposti per la detenzione durante un semplice controllo documenti; per una verifica più accurata degli stranieri sarebbe stato necessario trattenerli per 48 ore. Usciti dal controllo, i due hanno preso un taxi per Varsavia con vestiti bagnati e sporchi, dicendo di aver dormito nel bosco; l'autista ha registrato una conversazione da cui, dopo traduzione, sono emersi i termini «operazione», «base» e «satellite».

Gli investigatori hanno anche ricostruito il percorso dei due sospetti grazie al cellulare di uno di loro, che si era agganciato alle torri cellulari lungo la strada fra il luogo dell'attacco e il confine tedesco. Sulla base dei materiali forniti da polizia, dall'Agenzia per la sicurezza interna (ABW) e dalla procura, e di mandati di arresto europei già emessi, il 12 ottobre i due cittadini turchi sono stati arrestati in Germania. In Germania è stata fermata anche una terza persona — una cittadina turca residente in Germania, che avrebbe portato gli esecutori in auto — da estradare in Polonia con l'accusa di avere aiutato nel sabotaggio.

La procura polacca ha aperto un'indagine per sabotaggio e atto terroristico al servizio di un'intelligence straniera. Il premier Donald Tusk ha definito l'episodio «un elemento di guerra ibrida», precisando che la responsabilità della Russia non è ancora confermata ma che molti indizi sono coerenti con una nuova dottrina russa di attacco; il ministro coordinatore dei servizi speciali Tomasz Siemoniak ha detto di non avere dubbi sul coinvolgimento dei servizi russi; un portavoce della Procura nazionale ha detto che l'indagine ha fondati motivi per sospettare il ruolo dei servizi speciali russi.

Come la raccontano le fonti internazionali

Tutte le fonti fornite sono outlet ucraini, quindi non è disponibile nel materiale una copertura internazionale distinta da confrontare: la lettura del caso arriva esclusivamente dai media ucraini, che rilanciano le dichiarazioni ufficiali polacche e il collegamento con Mosca.

Dove le versioni divergono

Le fonti differiscono leggermente sul grado di attribuzione alla Russia: il premier Donald Tusk afferma che la responsabilità russa non è ancora confermata, anche se molti indizi sono coerenti con una nuova dottrina di attacco; un portavoce della Procura nazionale parla di fondati motivi per sospettare il ruolo dei servizi speciali russi; il ministro coordinatore dei servizi speciali Tomasz Siemoniak si spinge oltre e dice di non avere dubbi sul fatto che i servizi russi siano dietro l'atto.

Le fonti differiscono inoltre, seppur di poco, sull'estensione delle prove tratte dalla registrazione del taxi: alcune si limitano a dire che conteneva le parole «operazione», «base» e «satellite», mentre altre aggiungono che è stato l'autista a registrare la conversazione e che la traduzione ha poi fatto emergere quei termini.

Contesto

La stazione di terra Starlink di Wola Krobowska, nel voivodato della Masovia, insieme a una struttura analoga vicino a Kaunas, in Lituania, fornisce accesso internet a una parte significativa dell'Europa centrale e orientale, Ucraina inclusa. La sera del 23 settembre un incendio ne ha danneggiato la cabina di controllo. Il giorno dopo, una pattuglia distrettuale polacca ha fermato per un controllo documenti, in un'area a circa dieci chilometri dal luogo, due cittadini turchi segnalati dai residenti locali, sospendendo le verifiche ufficialmente per l'assenza di basi per la detenzione durante un semplice controllo documenti. In una fase iniziale le autorità avevano preso in considerazione anche l'ipotesi di un corto-circuito o di autocombustione. Le prove che hanno poi ricondotto ai due uomini sono state le impronte digitali sulla scena, la registrazione del taxi, le tracce telefoniche e gli abiti sporchi ritenuti coerenti con una notte all'addiaccio. I mandati di cattura europei sono seguiti e hanno portato all'arresto dei due in Germania il 12 ottobre, insieme a una terza persona — una cittadina turca residente in Germania — indicata come possibile autista dell'auto con cui gli esecutori avrebbero raggiunto la Polonia.