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La Banca Nazionale ucraina non sostiene il disegno di legge sulle criptovalute, chiede modifiche

La Banca Nazionale dell'Ucraina ha dichiarato di non poter sostenere il disegno di legge n. 10225 sul mercato degli asset virtuali nella versione attuale e ha chiesto ai deputati di rielaborarlo. Il comitato parlamentare competente, invece, ha raccomandato di approvarlo in seconda lettura e nel suo complesso. Il progetto prevede l'entrata in vigore dal 1° luglio 2027 e una tassazione agevolata del 5% fino alla fine del 2028.

Punti chiave

  • La Banca Nazionale ucraina non sostiene il disegno di legge n. 10225 nella versione attuale
  • Il comitato Finanze, fisco e politica doganale ne ha raccomandato l'approvazione in seconda lettura e nel suo complesso
  • Il progetto è destinato a entrare in vigore il 1° luglio 2027
  • L'imposta sul reddito personale derivante dalle operazioni con asset virtuali sarà del 5% fino alla fine del 2028
  • Il primo rischio indicato dalla Banca Nazionale è l'ingresso non controllato di token esteri
  • Il progetto non fissa un numero preciso di operatori per i primi cinque anni
  • La Banca Nazionale sostiene la legalizzazione del mercato secondo il regolamento europeo MiCA e le raccomandazioni del FMI

Perché è importante

La posizione della Banca Nazionale potrebbe portare a modifiche al disegno di legge prima della seconda lettura. Il documento stabilisce le regole di accesso agli asset virtuali esteri, le condizioni di autorizzazione degli operatori di mercato e la tassazione dei profitti delle persone fisiche: questioni che riguardano direttamente la sovranità monetaria, la stabilità finanziaria e la concorrenza. Poiché l'entrata in vigore è prevista per il 1° luglio 2027, restano possibili modifiche fino alla conclusione dell'iter parlamentare.

Che cosa è successo

La Banca Nazionale ucraina ha reso pubblica la propria posizione sulla versione finale del disegno di legge n. 10225, che le era stata consegnata tardi nella sera del 3 novembre. Il documento, raccomandato dal comitato parlamentare competente per la seconda lettura, era stato divulgato dalla Banca Nazionale la sera del 4 novembre. Il regolatore ha indicato tre rischi principali: l'ingresso non controllato di token esteri che potrebbero svolgere funzioni di moneta elettronica senza essere soggetti alla regolamentazione nei paesi di emissione; unAccesso semplificato che consente di eludere i requisiti applicati agli asset ucraini analoghi; e i rischi di monopolizzazione e abusi corrotti durante l'autorizzazione degli operatori. La Banca Nazionale vuole poter valutare i rischi dei token esteri e, se necessario, limitarne la circolazione, e chiede regole di autorizzazione trasparenti. Ha inoltre ricordato di aver inizialmente proposto di non limitare quantitativamente gli operatori e di aver successivamente accettato il limite di tre persone giuridiche selezionate tramite concorso, proposta poi non fissata nella versione finale.

Come la raccontano le fonti ucraine

I media ucraini mettono al centro i tre rischi indicati dalla Banca Nazionale e la mancata fissazione di un numero preciso di operatori per i primi cinque anni. La vicenda mostra una divergenza procedurale: il comitato parlamentare raccomanda di sostenere il testo, mentre il regolatore monetario pubblica le sue riserve poco prima della seconda lettura.

Contesto

Il disegno di legge distribuisce i poteri regolatori tra la Banca Nazionale dell'Ucraina e la Commissione nazionale per i mercati finanziari e il sistema di capitali, che include tra gli altri la supervisione della moneta elettronica e il controllo valutario. La Banca Nazionale sostiene la legalizzazione del mercato degli asset virtuali sulla base del regolamento europeo MiCA e delle raccomandazioni del Fondo monetario internazionale. Il progetto è stato preparato insieme a Ernst and Young, mentre il ministero digitale e l'industria delle criptovalute si sono opposti ad esso. Nel 2024 il FMI ha incluso l'adozione di una legge sul mercato delle criptovalute tra le proprie richieste. Il testo è stato finalizzato nell'aprile 2025 da Dmytro Getmantsev e Yaroslav Zhelezniak, dopo aver valutato tre opzioni di regolatore: la Commissione nazionale per i mercati finanziari, la Banca Nazionale e il ministero digitale.