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Vertkhovna Rada vota le leggi per sbloccare 29,5 miliardi di finanziamenti: l'Ucraina in crisi di liquidità

La Verkhovna Rada apre il 12 ottobre una settimana plenaria chiamata a votare i disegni di legge necessari per sbloccare circa 29,5 miliardi di euro di finanziamenti legati ai programmi con FMI, Ukraine Facility e Banca Mondiale. Il ministro delle Finanze Serhiy Marchenko ha dichiarato che l'Ucraina è entrata in ottobre in una crisi di liquidità, con il finanziamento delle sole spese per difesa, pensioni, stipendi e prestazioni sociali.

Punti chiave

  • Il 12 ottobre la Verkhovna Rada apre una settimana plenaria in cui sono chiamati a votare i disegni di legge per sbloccare i finanziamenti FMI, Ukraine Facility, Banca Mondiale e altri programmi.
  • Il ministro delle Finanze Serhiy Marchenko ha dichiarato che l'Ucraina non ha ricevuto 29,5 miliardi (nella valuta riportata) a causa del mancato rispetto degli impegni internazionali.
  • In ottobre l'Ucraina è entrata in una crisi di liquidità: vengono finanziate solo difesa, pensioni, stipendi e prestazioni sociali.
  • A settembre il governo ha sospeso il finanziamento delle spese non essenziali.
  • Una tranche di assistenza macrofinanziaria di 4,25 miliardi di dollari prevista per agosto-settembre è in ritardo e coprirebbe circa 1,5 mesi di entrate fiscali.
  • L'aiuto internazionale è stato in media di 1,5 miliardi di dollari al mese contro i 4,5 miliardi attesi.
  • Nei primi nove mesi del 2026 il bilancio ha registrato un minor gettito di 50 miliardi di grivnie, di cui 32 miliardi concentrati in agosto-settembre.

Perché è importante

La crisi di liquidità limita il finanziamento dello Stato a difesa, pensioni, stipendi e prestazioni sociali, con tutte le altre spese sospese da settembre. I 29,5 miliardi non erogati — insieme a una tranche macrofinanziaria di 4,25 miliardi di dollari in ritardo e a un minor gettito di 50 miliardi di grivnie nei primi nove mesi dell'anno — mettono sotto pressione il bilancio. Lo sblocco dei finanziamenti dipende dai voti della Verkhovna Rada durante la settimana plenaria del 12 ottobre su misure come la tassazione dei pacchi, la nomina dei membri della Camera dei conti, la legge sulla valutazione degli immobili e il ripristino dei concorsi per il servizio civile.

Che cosa è successo

Il 12 ottobre la Verkhovna Rada avvia una settimana plenaria durante la quale i deputati sono chiamati a votare una serie di disegni di legge necessari per onorare gli impegni legati ai programmi con FMI, Ukraine Facility e Banca Mondiale. Il ministro delle Finanze Serhiy Marchenko ha spiegato che, a causa del mancato rispetto di tali obblighi, il bilancio non ha ricevuto 29,5 miliardi (nell'unità di valuta riportata dalle fonti) di finanziamenti attesi. Tra gli impegni citati figurano l'introduzione della tassazione dei pacchi, la nomina dei membri della Camera dei conti (Рахункова палата), un disegno di legge sulla valutazione degli immobili e il ripristino dei concorsi per il servizio civile. Marchenko ha ricordato come esempio il ritardo di una tranche di assistenza macrofinanziaria di 4,25 miliardi di dollari che sarebbe dovuta arrivare tra agosto e settembre e che coprirebbe circa un mese e mezzo di entrate fiscali. In ottobre l'Ucraina è entrata in una crisi di liquidità e vengono finanziate solo le spese per difesa, pensioni, stipendi e prestazioni sociali; a settembre il governo aveva già sospeso le spese non essenziali.

Dove le versioni divergono

Le due fonti ucraine differiscono sull'unità di valuta in cui è espresso il mancato introito: Forbes Ukraine parla di 29,5 miliardi di euro, mentre Ukrinform riporta 29,5 miliardi di dollari citando il ministro Marchenko, il quale ha aggiunto che la cifra potrebbe richiedere un aggiustamento per tenere conto delle tranche ricevute di recente.

Contesto

All'inizio del 2026 il governo disponeva di una riserva finanziaria di 477 miliardi di grivnie tra conti del tesoro e depositari bancari. Il fabbisogno complessivo di sostegno internazionale per l'anno era stimato in circa 50 miliardi di dollari. I 29,5 miliardi non ancora erogati, in euro o dollari a seconda delle fonti, sono legati ai programmi con FMI, Ukraine Facility, Banca Mondiale e altri partner e sono condizionati a specifiche riforme e a passaggi normativi in materia di titoli di cambio.