Ucraina, la banca centrale alza il tasso al 16,5% e taglia le stime per l’economia
Il 29 ottobre la Banca nazionale dell’Ucraina ha portato il tasso chiave al 16,5%, aumentandolo di 0,5 punti percentuali a causa del rafforzamento della pressione sui prezzi e del peggioramento delle aspettative d’inflazione. Il regolatore ha inoltre rivisto al ribasso la previsione di crescita del PIL ucraino per il 2026, ora a un livello di contrazione dello 0,4%, e ha portato la stima dell’inflazione annuale al 12,5%.
Punti chiave
- Il 29 ottobre la Banca nazionale dell’Ucraina ha alzato il tasso chiave dallo 16% al 16,5%.
- La nuova misura è entrata in vigore il 30 ottobre.
- In settembre l’inflazione ucraina ha raggiunto il 10,0% su base annua, mentre quella di base è stata dell’8,8%.
- NБУ ha aumentato la previsione dell’inflazione per il 2026 al 12,5%.
- Il PIL reale è diminuito dello 0,5% nel terzo trimestre del 2026 su base annua.
- La прогноз di crescita reale del PIL per il 2026 è stata rivista da +1,8% a -0,4%.
- Gli attacchi russi a porti, capacità produttive e infrastrutture logistiche avrebbero sottratto 1,9 punti percentuali al PIL.
- NБU prevede inflazione al 7,3% nel 2027 e un ritorno al target del 5% nel 2028.
Perché è importante
L’aumento del tasso rende più restrictive la politica monetaria in un momento in cui le aspettative sull’inflazione sono elevate e volatili. NБU ha anche rivisto al ribasso la propria previsione per il PIL, dal +1,8% di luglio a un −0,4%, stimando che l’intensificazione dei bombardamenti abbia sottratto 1,9 punti percentuali alla crescita. Il rialzo dei costi di credito potrebbe aggravare il rallentamento economico provocato dai danni bellici e dall’interruzione delle rotte commerciali, ma dovrebbe sostenere la grivna e contenere le aspettative sui prezzi.
Che cosa è successo
Il consiglio direttivo della Banca nazionale dell’Ucraina ha deliberato il 29 ottobre di aumentare di 0,5 punti percentuali il tasso chiave, portandolo dal 16% al 16,5% annuo. La decisione è stata motivata dal netto rafforzamento della pressione sui prezzi e dal peggioramento delle aspettative sull’inflazione. NБU ha collegato questi fattori alle conseguenze degli attacchi russi alle imprese, ai magazzini e alle reti logistiche, oltre che all’aumento del prezzo dei carburanti dovuto alla guerra in Medio Oriente. Le tendenze osservate a settembre sono proseguite anche in ottobre: l’inflazione generale ha raggiunto il 10% su base annua e quella di base l’8,8%.
Il regolatore також погoriorò le previsioni economiche. Il PIL reale è diminuito dello 0,5% nel terzo trimestre del 2026 su base annua, mentre la previsione per l’intero anno è stata rivista da una crescita dell’1,8% a una contrazione dello 0,4%. NБU ha attribuito il calo soprattutto al blocco dei porti marittimi e agli attacchi russi contro le capacità produttive e la logistica. I settori più colpiti sono stati la metallurgia e l’industria mineraria, а також si è deteriorata la dinamica di altri segmenti industriali, del commercio e dell’agricoltura.
Per l’inflazione, NБU ha portato la stima per il 2026 al 12,5%. Sono previsti 7,3% nel 2027 e un ritorno al livello target del 5% nel 2028, in un contesto di graduale riduzione dei costi di produzione, crescita dell’offerta interna di beni e servizi e possibili interventi della politica monetaria.
Come la raccontano le fonti ucraine
La copertura ucraina sottolinea il legame tra la decisione di politica monetaria, il rialzo della previsione d’inflazione e il peggioramento delle stime economiche. Particolare attenzione è rivolta alle cause immediate della pressione sui prezzi: gli attacchi russi all’infrastruttura aziendale e logistica, il rincaro dei carburanti collegato alla guerra in Medio Oriente e il deterioramento delle aspettative d’inflazione. I report nazionali evidenziano inoltre gli effetti del blocco dei porti marittimi e degli attacchi alla produzione, inclusi i danni alla metallurgia e all’industria mineraria, nonché l’indebolimento di altri settori industriali, del commercio e dell’agricoltura. Stabilità del cambio, attivi in grivna, riserve internazionali e l’effetto della spesa pubblica sulla domanda di valuta sono presentati come elementi centrali insieme all’inflazione.
Come la raccontano le fonti internazionali
La copertura in inglese mette in primo piano la decisione di politica monetaria e gli obiettivi dichiarati da NБU: stabilità valutaria e controllo dell’inflazione. Presenta inoltre il contesto macroeconomico relativo all’inflazione generale e di base, al percorso previsto per il 2026-2028, alla contrazione del PIL nel terzo trimestre e alla ripresa condizionata nel 2027-2028. Il finanziamento internazionale è indicato come elemento importante per la stabilità macrofinanziaria, per gli investimenti nell’industria della difesa e per sbloccare le fonti di sostegno.
Dove le versioni divergono
Le previsioni per il PIL reale ucraino nel 2026 divergono in modo significativo. NБU ora prevede una contrazione dello 0,4%, mentre il FMI proietta una crescita dell’1,0-1,6%, il Cabinet dei Ministri dell’1,6% e il Ministero dell’Economia ha discusso uno scenario di crescita vicino allo 0,5%. Le differenze riflettono diverse valutazioni dell’impatto della guerra, dei bombardamenti, delle rotte commerciali e міжнародної допомоги.
Contesto
Il tasso chiave era al 15% nel gennaio 2026, è stato aumentato al 15,5% a luglio e al 16% a settembre, prima dell’ulteriore aumento al 16,5%. A luglio NБU aveva rivisto al rialzo la previsione di crescita del PIL per il 2026 all’1,8%, contando su un considerevole finanziamento estero per la produzione nazionale nel settore della difesa. In seguito le previsioni si sono deteriorate. NБU ha також зазначено che l’aumento della spesa di bilancio ha accresciuto la domanda di valuta, mentre i danni alla logistica ne hanno ridotto l’offerta, contribuendo alle oscillazioni del cambio. Le riserve internazionali di NБU all’inizio di ottobre ammontavano a 47,1 miliardi di dollari, equivalenti a quattro mesi di importazioni, e il regolatore prevede di mantenerle oltre 62 miliardi nel 2026-2027 grazie ai futuri flussi di finanziamento internazionale.