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Germania: piano per contrastare sabotaggi e attacchi ibridi legati alla Russia

Il Ministero federale dell'Interno tedesco ha predisposto un piano di sicurezza che prevede unità mobili contro i droni in nove città, un «cyber-scudo» nazionale e un maggiore ricorso all'intelligenza artificiale e alla videosorveglianza. Il pacchetto arriva dopo l'incidente di agosto all'aeroporto di Lipsia/Halle, dove fu rinvenuto un drone esplosivo vicino a un aereo cargo ucraino An-124.

Punti chiave

  • Il piano è stato confermato dal ministro dell'Interno Alexander Dobrindt.
  • Sono previste unità mobili a Berlino, Monaco, Amburgo, Stoccarda, Düsseldorf, Francoforte sul Meno, Lipsia, Hannover e Colonia, dotate di elicotteri e mezzi speciali.
  • Le unità potranno intercettare droni e neutralizzare ordigni esplosivi, anche nei pressi di aeroporti, stazioni ferroviarie e del quartiere governativo di Berlino.
  • Le imprese di infrastrutture critiche potranno legalmente individuare e contrastare i droni.
  • È previsto un ampliamento dell'uso di IA, riconoscimento facciale e videosorveglianza per individuare terroristi, spie e sabotatori.
  • Berlino valuta la creazione di un «cyber-scudo» nazionale con sensori digitali contro gli attacchi informatici.
  • Da inizio 2026 sono stati registrati 165 casi sospetti di sabotaggio e 747 incidenti con droni sospetti sopra infrastrutture militari e critiche.

Perché è importante

La Germania formalizza una risposta multilivello ai sabotaggi e alle incursioni di droni sospettati di matrice russa, trattandoli come una minaccia ibrida prolungata anziché come episodi isolati. Il piano estende i poteri di intercettazione dei droni a unità mobili e operatori di infrastrutture critiche, segnando un'ampliamento significativo delle competenze di sicurezza interna. L'uso rafforzato di IA, riconoscimento facciale biometrico e un cyber-scudo nazionale accrescono inoltre le capacità tedesche di sorveglianza digitale.

Che cosa è successo

Il Ministero federale dell'Interno tedesco ha messo a punto un piano per contrastare sabotaggi e attacchi ibridi, articolato in più livelli. Una componente centrale è la creazione di unità mobili di polizia dislocate in nove città — Berlino, Monaco, Amburgo, Stoccarda, Düsseldorf, Francoforte sul Meno, Lipsia, Hannover e Colonia — equipaggiate con elicotteri e mezzi speciali per un dispiegamento rapido. Queste unità avranno il compito di proteggere illo spazio aereo sopra aeroporti, stazioni ferroviarie e il quartiere governativo di Berlino, e saranno autorizzate a intercettare droni e a neutralizzare ordigni esplosivi, inclusi quelli trasportati da droni. Il piano prevede inoltre che gli operatori di infrastrutture critiche — centrali elettriche, servizi idrici, imprese della difesa — possano legalmente individuare e contrastare attivamente i droni. Sul fronte digitale, Berlino intende ampliare l'uso di intelligenza artificiale, riconoscimento facciale e videosorveglianza per individuare sospetti, armi e comportamenti potenzialmente pericolosi, anche nelle stazioni ferroviarie. È inoltre allo studio un «cyber-scudo» nazionale, una rete di sensori digitali per rilevare e bloccare attacchi informatici contro istituzioni governative e aziende. Il pacchetto è stato confermato dal ministro dell'Interno Alexander Dobrindt. Secondo i dati riportati, dall'inizio del 2026 in Germania sono stati registrati 165 casi sospetti di sabotaggio e 747 incidenti con droni sospetti sopra installazioni militari e infrastrutture critiche.

Contesto

Il piano è stato elaborato dopo l'incidente del 4 agosto all'aeroporto di Lipsia/Halle, dove un drone con un ordigno esplosivo improvvisato è stato rinvenuto accanto a un aereo cargo ucraino An-124 che trasportava munizioni militari; il dispositivo è stato descritto come costruito in modo professionale e con caratteristiche militari. Il governo tedesco ha successivamente attribuito pubblicamente l'episodio alla Russia. In risposta, Berlino ha annunciato la chiusura del Consolato generale russo a Bonn e la cancellazione dei piani per la costruzione della «Casa della Russia» a Berlino, oltre a un rafforzamento dei controlli sui cittadini russi in arrivo nel Paese.