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Medvedev conferma: la Russia di United Russia è impegnata per una guerra prolungata in Ucraina

Dmitry Medvedev, capo di Russia Unita e vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha confermato ufficialmente in un'intervista a Vedomosti l'impegno del partito per una guerra prolungata in Ucraina e per la militarizzazione a lungo termine della società russa. Ha inoltre respinto la prospettiva di una mobilitazione, nonostante le indicazioni contrastanti provenienti da Kiev e dalla stampa russa.

Punti chiave

  • Medvedev ha rilasciato le dichiarazioni in un'intervista a Vedomosti pubblicata il 10 settembre.
  • Ha ribadito la determinazione della Russia a continuare la guerra e a chiedere crescenti sacrifici economici ai cittadini russi.
  • Ha affermato che la società russa deve restare in «costante prontezza alla guerra» anche dopo la fine delle ostilità.
  • Ha proposto che, nel dopoguerra, l'industria della difesa russa accumuli armamenti per respingere una minaccia proveniente dalla NATO.
  • Ha negato l'ipotesi di una mobilitazione, mentre intelligence ucraina e The Moscow Times riferiscono di preparativi in corso.
  • ISW legge l'intervista come il consolidamento di un'ideologia di Stato informale fondata su guerra e ultranazionalismo.

Perché è importante

L'intervista trasforma il sostegno a una guerra prolungata da postura non ufficiale del Cremlino in piattaforma ufficiale del partito di governo in vista delle elezioni alla Duma di settembre, e lo lega a una condizione permanente di militarizzazione e sacrificio economico per la società russa. Il divario tra la negazione della mobilitazione da parte di Medvedev e le contemporanee segnalazioni ucraine e russe di preparativi in corso evidenzia un problema di credibilità della narrazione russa. L'analisi ISW fornisce inoltre una conferma istituzionale dell'ancoraggio di un'ideologia di Stato ultranazionalista e belligerante.

Che cosa è successo

Dmitry Medvedev, capo di Russia Unita e vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, ha concesso un'intervista al quotidiano Vedomosti, pubblicata il 10 settembre, in cui ha confermato ufficialmente l'impegno del partito per una guerra prolungata in Ucraina. Ha sottolineato la determinazione della Russia a continuare il conflitto, a realizzare una militarizzazione di lungo periodo della società e a chiedere sacrifici economici crescenti ai cittadini. Medvedev ha inoltre affermato che la Russia dovrà restare in stato di «costante prontezza alla guerra» anche dopo la fine delle ostilità e che, nel dopoguerra, l'industria della difesa dovrà accumulare armamenti per respingere quella che ha definito una minaccia della NATO. Ha respinto la possibilità di una mobilitazione, sebbene fonti ucraine e russe indichino preparativi in corso dopo le elezioni alla Duma di Stato di settembre.

Come la raccontano le fonti ucraine

I media ucraini che hanno ripreso la notizia — NV e Radio Svoboda — si appoggiano all'analisi ISW dell'intervista per presentarla come una conferma ufficiale, da parte di Russia Unita, di una linea di guerra prolungata. Il racconto ucraino colloca le dichiarazioni di Medvedev accanto agli avvertimenti di Zelensky e dell'intelligence ucraina sui piani di mobilitazione russa, collegando direttamente la comunicazione politica a un rafforzamento militare concreto.

Dove le versioni divergono

Medvedev ha escluso la prospettiva di una mobilitazione, ma Zelensky, l'intelligence ucraina e un'inchiesta di The Moscow Times indicano che la Russia sta preparando e in parte già conducendo una mobilitazione, con un piano riportato di 300.000–600.000 coscritti aggiuntivi nel 2026–2027. Su un piano più ampio, Trump ha descritto Putin come desideroso di «fare un accordo», mentre l'intervista di Medvedev e le valutazioni di Zelensky delineano una Russia impegnata a proseguire la guerra e a sfruttare un inverno duro contro l'Ucraina.

Contesto

Il 22 agosto Putin aveva pubblicamente definito Russia Unita come partito di guerra, incaricato di realizzare i suoi obiettivi ideologici. Zelensky e l'intelligence ucraina hanno riferito di preparativi russi per una mobilitazione su larga scala nel 2026–2027, citando documenti interni russi, e The Moscow Times ha riportato denunce di fermi e mobilitazione forzata in almeno 17 regioni russe nelle settimane precedenti. Trump ha recentemente detto che Putin «vuole fare un accordo», mentre Zelensky sostiene che Putin stia puntando su un inverno duro per indebolire l'Ucraina — letture divergenti delle intenzioni russe.