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Meloni a Il Foglio: non rinuncerò al sostegno all'Ucraina per calcoli elettorali

In un'intervista al quotidiano Il Foglio, la premier italiana Giorgia Meloni ha dichiarato di non essere disposta ad abbandonare il sostegno all'Ucraina per ragioni di calcolo politico o elettorale, e ha escluso alleanze con forze che votano contro l'aiuto a Kiev in vista delle elezioni del 2027. Meloni ha inquadrato l'appoggio a Kiev come interesse strategico dell'Italia e ha difeso l'aumento della spesa per la difesa, pur riconoscendone l'impopolarità.

Punti chiave

  • Meloni ha detto a Il Foglio di non essere disposta a cedere il sostegno all'Ucraina in cambio di appoggi politici prima delle elezioni del 2027.
  • Ha escluso alleanze con forze politiche che votano contro il sostegno a Kiev.
  • Ha affermato: «Ho sostenuto l'Ucraina non per Kyiv. Ho sostenuto l'Ucraina per Roma».
  • La sua avvertenza è letta come rivolta a Roberto Vannacci, ex generale e politico di destra critica verso l'Ucraina e l'UE.
  • Meloni ha difeso l'aumento della spesa per la difesa riconoscendone l'impopolarità tra gli italiani.
  • Secondo il rapporto Eurispes, oltre il 44% degli italiani considera la spesa militare un onere, il 32,1% un investimento strategico.
  • Il 4 settembre il governo Meloni è diventato il più duraturo della storia della Repubblica italiana, superando quello di Mussolini.

Perché è importante

La premier italiana ha riaffermato il sostegno del suo governo all'Ucraina come interesse strategico dell'Italia e non come atto di sola solidarietà, respingendo l'idea di scambiarlo con appoggi elettorali. Il messaggio è letto come un avvertimento a Vannacci, e riflette le tensioni interne alla coalizione di governo — in particolare con la Lega di Salvini — sul tema della spesa per la difesa, percepita come un onere da oltre il 44% degli italiani secondo Eurispes.

Che cosa è successo

In un'intervista al quotidiano italiano Il Foglio, la premier Giorgia Meloni ha dichiarato di non essere disposta a rinunciare al sostegno all'Ucraina per calcoli elettorali o politici. Ha escluso la formazione di coalizioni con forze che votano contro l'aiuto a Kiev in vista delle elezioni del 2027 e ha affermato che la sua posizione non cambierà in funzione dei rapporti con gli altri partiti. Meloni ha difeso l'aumento della spesa per la difesa, pur riconoscendone l'impopolarità in Italia, e ha inquadrato l'appoggio all'Ucraina come una questione di interesse nazionale: «Ho sostenuto l'Ucraina non per Kyiv. Ho sostenuto l'Ucraina per Roma». Secondo il rapporto annuale di Eurispes citato nei resoconti, oltre il 44% degli italiani considera la spesa per la difesa un onere, il 32,1% un investimento strategico e quasi un quarto degli interpellati è indeciso. Il 4 settembre il governo Meloni era diventato il più duraturo della storia della Repubblica italiana, superando in longevità quello di Mussolini.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti in lingua ucraina mettono al centro la dichiarazione di Meloni come conferma del sostegno italiano all'Ucraina e della lettura di quel sostegno come interesse strategico dell'Italia. I resoconti sottolineano i costi politici interni riconosciuti dalla premier — l'impopolarità della spesa per la difesa e le resistenze nella sua stessa coalizione — evidenziando quanto sia politicamente impegnativo, in Italia, mantenere la linea pro-Ucraina.

Dove le versioni divergono

Le fonti ucraine non concordano pienamente sulla tempistica delle prossime elezioni italiane: una le indica come imminenti senza specificare la data, un'altra si riferisce alle elezioni del 2027.

Contesto

Il governo di Giorgia Meloni è diventato il 4 settembre il più duraturo nella storia della Repubblica italiana, superando per longevità quello di Mussolini. La coalizione di governo ha attraversato tensioni interne sulla spesa per la difesa, in particolare nei rapporti con la Lega del vicepremier Matteo Salvini. Secondo il rapporto Eurispes citato nei resoconti, oltre il 44% degli italiani considera la spesa militare un onere per il Paese, il 32,1% un investimento strategico e quasi un quarto è indeciso. L'ex generale e politico di destra Roberto Vannacci, apertamente critico verso l'UE e gli aiuti militari all'Ucraina, cerca di capitalizzare il malcontento interno rispetto alla linea di Meloni.