Il Parlamento Ue apre il Fondo per la difesa ai test in Ucraina
Il 16 settembre il Parlamento europeo ha approvato, nell'ambito del pacchetto "Omnibus V", nuove regole che consentono di finanziare tramite il Fondo europeo per la difesa i costi dei test di sviluppi difensivi condotti in Ucraina. La decisione è stata sostenuta da 530 eurodeputati, con 125 contrari e 12 astenuti, e si inserisce nel piano ReArm Europe/Readiness 2030 che mira a sostenere investimenti per la difesa fino a 800 miliardi di euro in quattro anni.
Punti chiave
- Voto del 16 settembre: 530 favorevoli, 125 contrari, 12 astenuti.
- Il Fondo europeo per la difesa potrà finanziare i test di sviluppi difensivi in Ucraina.
- Pacchetto "Omnibus V": procedure accelerate per appalti e permessi difensivi nell'Ue.
- Termine unico di 42 giorni lavorativi per i permessi, prorogabile fino a 102 giorni in casi eccezionali.
- Meccanismo del consenso tacito se le autorità nazionali non decidono nei tempi previsti.
- Priorità ai progetti di qualità più elevata anche da paesi candidati, inclusa l'Ucraina.
- Piano ReArm Europe/Readiness 2030: fino a 800 miliardi di euro di investimenti in quattro anni.
Perché è importante
La decisione apre il Fondo europeo per la difesa ai test sul campo in Ucraina, trattando Kiev come partner candidato per la R&S difensiva. Accelera inoltre la base industriale europea fissando termini vincolanti per i permessi, un meccanismo di consenso tacito e punti di contatto nazionali unici, nell'ambito del piano ReArm Europe/Readiness 2030 da 800 miliardi di euro in quattro anni.
Che cosa è successo
Il 16 settembre il Parlamento europeo ha approvato, con 530 voti favorevoli, 125 contrari e 12 astensioni, il pacchetto "Omnibus V" che modifica le regole del Fondo europeo per la difesa e delle procedure di appalto e autorizzazione nel settore difesa. Le nuove norme consentono di finanziare i costi dei test di sviluppi difensivi condotti in Ucraina e aggiornano i criteri di selezione dei progetti ammissibili, dando priorità ai progetti di maggiore qualità provenienti sia dagli Stati membri sia dai paesi candidati. Il pacchetto fissa inoltre un termine unico di 42 giorni lavorativi, prorogabile fino a un massimo di 102 giorni aggiuntivi nei casi complessi o a rischio per ambiente, salute o sicurezza dei lavoratori, per le decisioni sui permessi di costruire o ampliare impianti di produzione difensiva, con applicazione del principio del consenso tacito in caso di inerzia delle autorità nazionali. Gli Stati membri dovranno creare punti di contatto unici per accompagnare i progetti, con tracciamento digitale delle domande e assistenza alle piccole e medie imprese. Le misure sostengono gli investimenti per la difesa previsti dal piano ReArm Europe/Readiness 2030, fino a 800 miliardi di euro in quattro anni. La posizione del Parlamento sarà la base per i negoziati con il Consiglio e la Commissione europea.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti ucraine — "Європейська правда" e "ЛІГА.net LB.ua" — aprono tutte sulla specifica opportunità per l'Ucraina contenuta nel pacchetto, cioè il finanziamento dei test di sviluppi difensivi sul territorio ucraino tramite il Fondo europeo per la difesa, e sottolineano le modifiche al meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) che, nel quadro del trattamento riservato ai paesi candidati, potrebbero introdurre misure preferenziali temporanee per i beni ucraini in ragione della guerra in corso. La copertura ucraina abbina inoltre il voto alle dichiarazioni di Ursula von der Leyen — annuncio di un Consiglio europeo per la sicurezza con partecipazione ucraina, fornitura di sistemi Patriot e sistema Ue congiunto basato su "Frea" — inserendole nello stesso flusso di notizie dell'Omnibus V.
Contesto
L'Ucraina è un paese candidato all'adesione all'Ue e, in base alle nuove regole, diventa eleggibile ai finanziamenti del Fondo europeo per la difesa secondo i criteri aggiornati. Il pacchetto "Omnibus V" prevede inoltre un termine unico di 42 giorni lavorativi per i permessi difensivi, prorogabile fino a 102 giorni, e l'istituzione di punti di contatto nazionali unici per i progetti. Nel suo discorso annuale al Parlamento europeo, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha citato la partecipazione ucraina a un proposto Consiglio europeo per la sicurezza, la fornitura di missili Patriot e un sistema Ue congiunto descritto come basato su "Frea".