La Corte dei conti UE: l'obiettivo di prontezza difensiva entro il 2030 resta a rischio
La Corte dei conti europea ha pubblicato un rapporto in cui avverte che la capacità dell'UE di raggiungere la prontezza difesiva entro il 2030 resta incerta a causa della dipendenza dagli Stati Uniti e della frammentazione dei sistemi di difesa nazionali. Il membro della Corte Marek Opiola ha guidato la verifica.
Punti chiave
- La Corte dei conti europea (ECA) ha pubblicato un rapporto che mette in dubbio la capacità dell'UE di rispondere a un'invasione straniera entro il 2030.
- Le cause principali sono la dipendenza dagli USA e la frammentazione dei sistemi di difesa nazionali.
- Tra febbraio 2022 e giugno 2023, il 78% degli acquisti difensivi dei governi UE è avvenuto fuori dal blocco.
- Il 63% degli acquisti difensivi extra-blocco è andato agli USA.
- Dal 2020 al 2025 i paesi UE hanno aumentato la spesa per la difesa del 79%.
- L'obiettivo di prontezza difensiva entro il 2030 è stato fissato un anno fa, dopo avvertimenti dei servizi segreti sulla possibile preparazione russa a una guerra su larga scala in Europa.
Perché è importante
Il rapporto mette in discussione la capacità concreta dell'UE di prepararsi a una grande minaccia militare entro la scadenza del 2030, ora sostenuta dai servizi di intelligence europei. Evidenzia una vulnerabilità strutturale: il 63% degli acquisti difensivi extra-blocco dei paesi UE tra febbraio 2022 e giugno 2023 è andato agli USA. Pur in un quadro scettico, il rapporto registra un incremento reale del 79% della spesa difensiva UE tra il 2020 e il 2025. Segnala inoltre fallimenti di integrazione concreti, come l'abbandono da parte di Francia e Germania di un progetto comune di caccia da 100 miliardi di euro. Il tema si collega direttamente alle esigenze immediate di Kiev, che ha chiesto un'eccezione alle regole «Compra europeo» per acquistare intercettori Patriot USA con parte di un credito UE da 90 miliardi di euro.
Che cosa è successo
La Corte dei conti europea ha pubblicato un rapporto sulla politica di difesa dell'UE in cui conclude che l'obiettivo di raggiungere la prontezza difensiva entro il 2030 resta un compito difficile. Le cause principali indicate dagli auditor sono la dipendenza dell'UE dagli Stati Uniti e la frammentazione dei sistemi nazionali di difesa, insieme a colli di bottiglia industriali. La verifica è stata diretta dal membro dell'ECA Marek Opiola. Tra febbraio 2022 e giugno 2023, il 78% degli acquisti difensivi dei governi UE è avvenuto fuori dal blocco, e il 63% di questi extra-blocco è andato agli USA. Gli auditor hanno riconosciuto che gli acquisti di armi americane subito dopo l'invasione russa su larga scala dell'Ucraina erano giustificati dalla necessità di ottenere rapidamente capacità militari critiche, ma hanno sottolineato che nel lungo periodo l'UE deve sviluppare una propria produzione difensiva. Opiola ha dichiarato che l'UE «può ancora compiere progressi significativi» se aumenterà nettamente la spesa per la difesa e se espanderà rapidamente la produzione di munizioni. Il rapporto rileva che i paesi UE hanno aumentato la spesa difensiva del 79% tra il 2020 e il 2025 e che l'UE è oggi meglio preparata rispetto al 2019.
Contesto
L'obiettivo dell'UE di raggiungere la prontezza difensiva entro il 2030 è stato fissato in risposta ad avvertimenti dei servizi di intelligence secondo cui la Russia potrebbe essere pronta a una guerra su larga scala in Europa attorno a quella data. L'obiettivo è stato definito un anno prima della pubblicazione del rapporto. I paesi UE hanno completato la promessa di inviare all'Ucraina un milione di proiettili di artiglieria a novembre 2024, con otto mesi di ritardo rispetto ai termini previsti. Le regole UE «Compra europeo» per la spesa difensiva congiunta definiscono l'industria europea in senso ampio, includendo produttori di paesi strettamente legati al blocco come Ucraina e Norvegia. Una serie di attacchi russi con missili e droni contro l'Ucraina ha spinto Kiev a chiedere un'eccezione a queste regole per acquistare intercettori Patriot USA. La verifica dell'ECA in questo audit è guidata dal membro Marek Opiola.