L'inviato di Trump propone uno scambio tra prigionieri politici russi e allentamento delle sanzioni USA
L'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, John Coale, ha proposto – e Trump ha approvato – una strategia in cui la Russia rilasci prigionieri politici in cambio di un allentamento delle sanzioni americane e della ripresa dei rapporti economici con Mosca. La proposta, riportata da The Atlantic, si ispira al modello già applicato con successo in Belarus. Il Cremlino, per bocca del portavoce Dmitry Peskov, ha però respinto l'idea, negando l'esistenza stessa di prigionieri politici in Russia. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che cercherà di bloccare qualsiasi alleggerimento delle sanzioni fino alla fine della guerra.
Punti chiave
- Coale, inviato speciale di Trump, ha proposto di scambiare il rilascio di prigionieri politici russi con un allentamento delle sanzioni USA; Trump ha sostenuto l'iniziativa secondo The Atlantic
- Il Cremlino ha respinto la proposta: Peskov nega l'esistenza di prigionieri politici in Russia e afferma che il tema non è in discussione
- La strategia è modellata sull'approccio bielorusso, dove il rilascio di centinaia di prigionieri ha portato a sanzioni USA più lievi e a un accordo sui fertilizzanti potassici
- Il 28 settembre la Casa Bianca ha proposto la nomina di Coale come inviato speciale per gli affari degli ostaggi al rango di ambasciatore, soggetta a conferma del Senato
- Zelensky ha dichiarato che cercherà di impedire la revoca delle sanzioni fino alla fine della guerra; i negoziatori ucraini temono che il commercio con la Russia rafforzi il suo esercito
- Secondo Memorial, al 30 settembre almeno 5.729 persone sono detenute per motivi politici in Russia e nei territori ucraini occupati
- Gli Stati Uniti stanno parallelamente negoziando un cessate il fuoco limitato, ma la Russia continua gli attacchi e l'Ucraina non si attende colloqui di pace seri prima della primavera
Perché è importante
La proposta formalizza un legame diretto tra alleggerimento delle sanzioni e rilascio di prigionieri politici, seguendo il modello bielorusso che ha già portato a circa 500 liberi e a un nuovo quadro commerciale. Segnala un'apertura della Casa Bianca a grandi affari con Mosca in settori chiave come petrolio, carburanti e terre rare, mentre il Cremlino ha già rifiutato la premessa stessa del piano. Per l'Ucraina la questione è cruciale: Zelensky ha annunciato l'intenzione di bloccare qualsiasi alleggerimento, e i negoziatori ucraini temono che il commercio con la Russia rafforzi il suo potenziale militare anziché garantire sicurezza. Il caso evidenzia inoltre una contraddizione interna alla politica USA: una legislazione che permette sanzioni più dure convive con mosse diplomatiche per allentare le restrizioni.
Che cosa è successo
L'inviato speciale del presidente USA Donald Trump, John Coale, ha proposto una strategia in base alla quale la Russia dovrebbe rilasciare prigionieri politici in cambio di un alleggerimento delle sanzioni americane e della ripresa dei rapporti economici con Mosca. Secondo The Atlantic, Trump ha approvato l'iniziativa, pensata per facilitare la reintegrazione della Russia nell'economia globale e aprire la strada a nuovi accordi su petrolio, gasolio, terre rare e altre merci. Coale ha tratto ispirazione dal successo ottenuto in Belarus, dove il rilascio di centinaia di prigionieri politici era stato seguito dall'allentamento delle sanzioni USA e dall'avvio di un negoziato sui fertilizzanti potassici bielorussi. La Casa Bianca ha inoltre proposto la nomina di Coale come inviato speciale per gli affari degli ostaggi al rango di ambasciatore, posizione che richiede la conferma del Senato. Il Cremlino ha però respinto la proposta: il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato che la Russia nega l'esistenza di prigionieri politici e che il tema di uno scambio con le sanzioni non è in discussione.
Come la raccontano le fonti ucraine
I media ucraini titolano in apertura sullo scambio proposto tra prigionieri politici e sanzioni, evidenziando spesso il sostegno personale di Trump. La copertura è centrata sull'impatto per la sicurezza ucraina: in primo piano l'intenzione annunciata da Zelensky di bloccare qualsiasi alleggerimento delle sanzioni e l'avvertimento dei negoziatori ucraini che il commercio occidentale con la Russia può rafforzare l'esercito di Mosca senza offrire garanzie di sicurezza a Kiev. Diverse testate sottolineano il rifiuto del Cremlino come prova che l'approccio USA è disallineato con la posizione di Mosca e difficilmente produrrà risultati. Il quadro complessivo include anche il proseguimento degli attacchi russi e l'assenza di attese di colloqui di pace significativi nel breve periodo.
Dove le versioni divergono
Il Cremlino respinge la premessa stessa della strategia: il portavoce Peskov nega l'esistenza di prigionieri politici in Russia e afferma che l'eventuale alleggerimento delle sanzioni in cambio di liberi non è in discussione, in contrasto con la proposta di Coale. Sul numero di prigionieri politici bielorussi rilasciati con l'approccio di Coale le fonti divergono: alcune parlano di «centinaia», altre specificano circa 500, una ancora indica «dozzine». Sulla prospettiva di colloqui di pace, la maggior parte delle fonti concorda che non sono attesi nel prossimo futuro, ma alcune aggiungono che i funzionari ucraini non li aspettano prima della primavera e che diversi partecipanti ai negoziati giudicano inefficaci gli sforzi diplomatici di Trump.
Contesto
Dal 2014 gli Stati Uniti e l'Europa hanno imposto sanzioni a élite, banche, industria ed energia russe. All'inizio del 2025 Trump aveva temporaneamente alleggerito alcune restrizioni, consentendo a Mosca di aumentare le vendite di carburante sul mercato mondiale, decisione condannata dall'Ucraina. Più di recente Trump ha firmato una legge (il disegno Graham) che gli consente di imporre sanzioni più dure alla Russia e ai suoi partner commerciali. In precedenza Coale e altri diplomatici americani avevano ottenuto il rilascio di circa 500 prigionieri politici bielorussi dal regime di Lukashenko, seguito dall'allentamento delle sanzioni USA e da un accordo sui fertilizzanti potassici. Il 16 settembre la Belarus ha accettato di rilasciare 25 prigionieri politici in cambio della revoca delle sanzioni USA su due aziende bielorusse, Lakokraska e Bellesbumprom. La proposta di Coale è nata dopo un incontro primaverile con il dissidente russo e premio Nobel Dmitry Muratov, cofondatore di Novaya Gazeta, che gli ha consegnato una medaglia commemorativa data da Reagan a Gorbaciov. Secondo Memorial, al 30 settembre almeno 5.729 persone risultano detenute per motivi politici in Russia e nei territori ucraini occupati, cifra che il movimento definisce una stima minima.