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Il data center Parkovy di Kiev chiude i battenti dopo i ripetuti attacchi russi

Il data center Parkovy di Kiev ha annunciato il 1° ottobre la cessazione completa delle attività, dichiarando impossibile il ripristino dei servizi sul sito a causa dei danni critici subiti dagli attacchi russi di fine settembre. I dati dei clienti sono stati trasferiti su siti di backup nell'Unione europea, mentre il governo ucraino ha stanziato 518,3 milioni di grivnie per rafforzare i sistemi informativi di riserva degli organismi statali.

Punti chiave

  • Il data center Parkovy di Kiev ha annunciato il 1° ottobre la cessazione completa delle attività.
  • Il data center ha dichiarato impossibile il ripristino dei servizi sul sito a causa dei danni critici.
  • I dati dei clienti sono stati trasferiti su siti di backup nell'Unione europea.
  • Parkovy ha subito più attacchi russi nel corso di settembre, a partire da un doppio colpo di droni il 23 settembre.
  • Colpiti anche impianti di Kyivstar e Ukrtelecom.
  • Il governo ucraino ha stanziato 518,3 milioni di grivnie dal fondo di riserva per i sistemi informativi di backup degli enti statali.
  • Nessun dipendente del data center è rimasto ferito.

Perché è importante

La chiusura definitiva del data center Parkovy elimina un'infrastruttura di hosting e dati significativa dal centro di Kiev ed è il risultato di una serie di attacchi russi mirati contro strutture civili di dati e telecomunicazioni. L'episodio si inserisce in un'ondata più ampia che nella stessa settimana ha danneggiato almeno sei data center e impianti dei principali operatori telefonici ucraini. La migrazione dei dati su siti nell'UE ha permesso di preservare le informazioni dei clienti, ma la perdita della struttura fisica colpisce le imprese e i servizi che si appoggiavano a essa. Il governo ha reagito con uno stanziamento d'urgenza e con l'annuncio di misure di protezione rafforzata per le infrastrutture critiche di comunicazione.

Che cosa è successo

Il 1° ottobre il data center Parkovy di Kiev ha annunciato pubblicamente, tramite la propria pagina Facebook, la cessazione completa delle attività, dichiarando che i danni critici subiti rendono impossibile il ripristino dei servizi sul sito. Parkovy era già stato costretto a sospendere le operazioni circa sei giorni prima, dopo il primo di una serie di attacchi russi iniziati il 23 settembre con un doppio colpo di droni contro l'edificio del Centro congressi ed espositivo Parkovy, nel centro di Kiev. L'edificio aveva riportato danni significativi e tutti gli eventi programmati erano stati riposizionati. Già prima degli attacchi, la direzione del data center stava valutando strategie di migrazione e backup nell'UE a causa delle minacce alla sicurezza. I dati dei clienti sono stati distribuiti su siti di backup in paesi dell'Unione europea. Nessun dipendente è rimasto ferito. Lo stesso centro congressi è stato colpito nuovamente il 29 settembre, aggravando la distruzione. L'episodio fa parte di un'ondata di attacchi russi tra il 23 e il 28 settembre che ha danneggiato almeno sei data center di Kiev — MiroHost, Parkovy, Data Group, UTELS e Pavutyna — oltre a impianti di Kyivstar e Ukrtelecom. Il 26 settembre anche il data center Cosmonova e l'operatore Kolo.TB sono stati colpiti, con effetti a cascata sulla trasmissione di diversi canali televisivi ucraini (Novyny.Live, Pryamyi, Armiya TV, Suspilne, Kyiv24 e Canale 5). Il Ministero della Difesa russo ha confermato gli attacchi definendoli un «digital detox». Il 23 settembre circa 100.000 famiglie a Kiev e nella regione hanno registrato problemi di connessione. Il governo ucraino ha stanziato 518,3 milioni di grivnie dal fondo di riserva per rafforzare i sistemi informativi di backup degli enti statali.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti disponibili sono tutte ucraine e collocano la vicenda al centro di Kiev, inquadrando la chiusura del Parkovy come conseguenza diretta degli attacchi russi. Sottolineano la risposta del governo — lo stanziamento di 518,3 milioni di grivnie dal fondo di riserva e le dichiarazioni del presidente Zelensky sul rafforzamento della protezione delle infrastrutture critiche di comunicazione — e ribadiscono la responsabilità russa citando la definizione di «digital detox» data dal Ministero della Difesa di Mosca e l'uso dei droni Shahed. Più articoli richiamano la condanna internazionale di Reporter senza frontiere, che ha definito gli attacchi crimini di guerra, e sottolineano il valore simbolico del sito, frequentato spesso dal partito Servitore del Popolo per i propri eventi. Ampio spazio viene dato agli effetti collaterali in Ucraina, dai problemi internet per circa 100.000 famiglie alle interruzioni tecniche o alla sospensione delle trasmissioni di diversi canali televisivi.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono sulla data esatta della dichiarazione di chiusura del Parkovy: la maggior parte la colloca il 1° ottobre, mentre un elemento di metadati la data 1 ottobre 2026. Sul numero dei data center danneggiati nella zona di Kiev i conteggi variano: diverse fonti citano almeno sei strutture nominate per nome, mentre una stima ampia presente tra i fatti forniti indica reti e data center di almeno dieci aziende. Anche la portata dei disservizi è raccontata diversamente: una stima parla di circa 100.000 famiglie a Kiev e nella regione con problemi di internet, un'altra più ampia indica circa 100.000 famiglie temporaneamente rimaste senza comunicazioni.

Contesto

Il data center Parkovy ha sede all'interno del Centro congressi ed espositivo Parkovy nel centro di Kiev, una struttura usata anche dal partito Servitore del Popolo per i propri eventi. Nei giorni precedenti la chiusura del 1° ottobre, Parkovy aveva già sospeso le operazioni circa sei giorni prima e stava riesaminando le proprie strategie di collocazione e backup, valutando la migrazione parziale o totale dei sistemi IT sul cloud e su siti nell'UE, con l'idea di mantenere l'ambiente di produzione in Ucraina. L'ondata di attacchi di fine settembre ha colpito un cluster di provider e operatori — tra cui MiroHost, Data Group, UTELS, Pavutyna, Cosmonova e l'operatore internet Kolo.TB — oltre a impianti di Kyivstar e Ukrtelecom. Alcuni canali televisivi hanno segnalato problemi tecnici o sospeso le trasmissioni in conseguenza dei danni, tra cui Novyny.Live, Pryamyi, Armiya TV, Suspilne, Kyiv24 e Canale 5. Il Ministero della Difesa russo ha confermato pubblicamente gli attacchi sulle infrastrutture dati ucraine e li ha inquadrati come un «digital detox».