Resti di droni in quattro distretti della Moldavia durante un attacco russo su vasta scala all'Ucraina
Il 3 ottobre 2026, al mattino, sono stati rinvenuti resti di droni in quattro distretti della Moldavia dopo che i residenti avevano segnalato esplosioni. Non si registrano vittime né feriti. Le autorità moldave hanno inizialmente parlato di cinque droni, ma il ministero della Difesa ha poi precisato che si trattava di due droni e tre missili. La presidente Maia Sandu ha denunciato una violazione dello spazio aereo moldavo e affermato che «la guerra russa si avvicina pericolosamente alla Moldavia».
Punti chiave
- Resti di droni trovati in quattro distretti moldavi: Căușeni, Ștefan Vodă, Hîncești e Anenii Noi.
- Il servizio operazioni aeree moldavo ha registrato cinque UAV nello spazio aereo del Paese tra le 07:45 e le 08:00; un sesto volo non autorizzato è stato rilevato alle 08:04–08:05.
- Il ministero della Difesa moldavo ha precisato che gli oggetti caduti erano due droni e tre missili, non cinque droni come riferito inizialmente dalla polizia.
- Nessuna vittima né ferito; i resti sono stati rinvenuti a circa 6–120 km dal confine ucraino.
- L'episodio è avvenuto durante uno dei più massicci attacchi russi con droni all'Ucraina nella notte: 157 droni lanciati, 45 dei quali a getto.
- La presidente Maia Sandu ha condannato l'attacco russo e dichiarato che la guerra «si avvicina pericolosamente alla Moldavia».
- Il ministero degli Esteri moldavo ha convocato l'ambasciatore russo consegnandogli una nota di protesta.
Perché è importante
Per la prima volta in modo così ampio, mezzi di attacco aereo russi sono entrati ed esplosi sul territorio di uno Stato vicino non belligerante durante un bombardamento sull'Ucraina. La dichiarazione della presidente Sandu, secondo cui «la guerra russa si avvicina pericolosamente alla Moldavia», eleva il significato diplomatico dell'incidente, mentre la convocazione dell'ambasciatore russo da parte di Chișinău segnala un'ulteriore escalation. L'episodio fa parte di una serie di incursioni aeree russe nello spazio aereo moldavo a fine settembre e inizio ottobre 2025 e si è verificato in concomitanza con uno dei più massicci attacchi notturni russi all'Ucraina (157 droni lanciati, 45 a getto), evidenziando come gli attacchi all'Ucraina possano travalicare i confini.
Che cosa è successo
Il mattino del 3 ottobre 2026 residenti di quattro distretti della Moldavia — Căușeni, Ștefan Vodă, Hîncești e Anenii Noi, tutti vicini al confine ucraino — hanno segnalato esplosioni alle autorità. La prima segnalazione è giunta da Kaushany alle 07:50. Sul posto, polizia e unità dell'Esercito nazionale hanno rinvenuto resti di droni in almeno cinque località, a distanze comprese tra circa 6 e 120 km dal confine con l'Ucraina.
Nel distretto di Căușeni sono stati trovati frammenti di due droni: uno alla periferia della città di Kaushany, l'altro presso il villaggio di Konstantynivka, dove l'esplosione ha innescato un incendio della vegetazione. Nel distretto di Ștefan Vodă un drone è caduto su un vigneto accanto a un impianto agricolo nei pressi del villaggio di Crocmaz; lo scoppio ha mandato in frantumi i vetri di un edificio e provocato un incendio di erba secca. Resti sono stati inoltre ritrovati presso il villaggio di Dubrovka nel distretto di Hîncești e tra i villaggi di Delacău e Puhăceni nel distretto di Anenii Noi. Non si registrano vittime né feriti.
Il servizio operazioni aeree dell'Esercito nazionale moldavo ha registrato cinque UAV nello spazio aereo nazionale tra le 07:45 e le 08:00, con droni rilevati nei pressi di Anenii Noi, Ștefan Vodă, Hîncești, Tudora e Kaushany. Un sesto volo non autorizzato è stato registrato alle 08:04–08:05: un oggetto di tipo non specificato è entrato in provenienza dal villaggio di Udobne (oblast di Odessa) dirigendosi verso Palanka, per poi uscire dallo spazio aereo moldavo in direzione di Bilyaivka. Inizialmente la polizia aveva parlato di frammenti di almeno cinque droni; il ministero della Difesa, tramite il ministro Anatolie Nosatîi, ha poi corretto la cifra parlando di due droni e tre missili. La presidente Maia Sandu ha condannato l'attacco e dichiarato che cinque mezzi russi, tra cui missili «Banderol» e droni, hanno violato lo spazio aereo moldavo esplodendo sul territorio nazionale. Il ministero degli Esteri ha convocato l'ambasciatore russo e gli ha consegnato una nota di protesta.
L'episodio si è verificato durante uno dei più grandi attacchi russi con droni all'Ucraina nella notte: le Forze aeree ucraine hanno riferito di 157 droni lanciati, 45 dei quali a reazione (jet), con 131 abbattuti o soppressi dalla difesa aerea. Le stesse Forze aeree avevano segnalato nelle prime ore del mattino un attacco con droni a reazione e munizioni «Banderol» contro l'oblast di Odessa, che confina con la Moldavia.
Dove le versioni divergono
Due divergenze principali emergono tra le fonti. La prima riguarda la natura degli oggetti caduti: la polizia moldava ha inizialmente indicato frammenti di almeno cinque droni, mentre il ministero della Difesa ha successivamente corretto la cifra, parlando di due droni e tre missili. La seconda riguarda il numero complessivo di violazioni dello spazio aereo: più fonti riportano cinque UAV nello spazio moldavo tra le 07:45 e le 08:00, ma separatamente è stato registrato un sesto volo non autorizzato alle 08:04–08:05, portando il totale delle violazioni citate a cinque o sei a seconda delle sintesi.
Contesto
I quattro distretti coinvolti — Căușeni, Ștefan Vodă, Hîncești e Anenii Noi — si trovano relativamente vicini al confine ucraino, con i resti rinvenuti a 6–120 km da esso. Il 24 settembre 2025 i frammenti di un drone «Geran-4» erano stati trovati nel distretto di Briceni dopo che il velivolo era esploso in aria contro degli alberi. Il 30 settembre 2025 un drone a getto era caduto presso il villaggio di Hîrbovăț nel distretto di Anenii Noi, esplodendo a circa 40 metri dopo aver urtato un palo della linea telefonica; nello stesso giorno un altro drone aveva attraversato la Moldavia, provocando parziali chiusure dello spazio aereo, e il ministero della Difesa aveva segnalato tre violazioni in 24 ore. Il 1 ottobre 2025 un drone russo «Geran-4» sarebbe esploso vicino a una strada, lasciando un cratere. Le Forze aeree ucraine avevano segnalato nelle prime ore del 3 ottobre un attacco con droni a reazione e munizioni «Banderol» contro l'oblast di Odessa, che confina con la Moldavia. I droni russi utilizzati in questi episodi sono tipicamente UAV di tipo «Shahed» di progettazione iraniana, prodotti in Russia con la designazione «Geran» e dotati di motori a turbojet nella variante «Geran-4».