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Delegazione del Comitato militare Nato a Kiev, prima visita in otto anni

Il 6 ottobre una delegazione del Comitato militare della Nato, guidata dall'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone e composta da rappresentanti militari di tutti i 32 Stati membri dell'Alleanza, si è recata a Kiev per la prima volta in otto anni. I delegati hanno incontrato il comandante in capo delle Forze armate ucraine Mykhailo Drapatyi, hanno discusso delle priorità militari di Kiev e delle lezioni del conflitto e hanno reso omaggio ai caduti ucraini alla Muro della Memoria dei Caduti per l'Ucraina.

Punti chiave

  • Il Comitato militare della Nato ha visitato Kiev il 6 ottobre: prima missione di questo tipo in otto anni e prima durante la guerra su vasta scala.
  • La delegazione comprendeva rappresentanti militari di tutti i 32 Paesi membri della Nato.
  • Guidava la delegazione il presidente del Comitato militare Nato, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone.
  • In programma un incontro con il comandante in capo ucraino Mykhailo Drapatyi per fare il punto sul fronte e sulle priorità militari di Kiev.
  • Per la prima volta nella storia delle relazioni Kiev-Alleanza si è tenuta in Ucraina una riunione del Consiglio Nato-Ucraina a livello di Comitato militare, co-presieduta da Drapatyi e Cavo Dragone.
  • La delegazione ha deposto fiori alla Muro della Memoria dei Caduti per l'Ucraina.
  • Cavo Dragone ha detto che la visita ha assolto una promessa fatta a Drapatyi in agosto e ha indicato che i sabotaggi, gli attacchi informatici e le violazioni dello spazio aereo Nato sono attribuiti alla Russia.

Perché è importante

La visita segna la prima missione del Comitato militare Nato a Kiev in otto anni, nonché la prima dall'inizio dell'invasione russa su vasta scala. Portando a Kiev rappresentanti militari di tutti i 32 Paesi membri e tenendo per la prima volta in Ucraina una riunione del Consiglio Nato-Ucraina al livello del Comitato militare, l'Alleanza ha dato un segnale politico forte in un momento in cui Mosca cerca di intimidire le diplomazie straniere presenti nella capitale ucraina. Il confronto sulle priorità operative ucraine e sulle lezioni della guerra ha anche una valenza pratica per la preparazione Nato, mentre le dichiarazioni di Cavo Dragone attribuiscono esplicitamente a Mosca sabotaggi, attacchi informatici e violazioni dello spazio aereo alleato.

Che cosa è successo

Il 6 ottobre una delegazione del Comitato militare della Nato, guidata dal presidente del Comitato, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, è arrivata a Kiev per una visita ufficiale. È stata la prima missione di questo tipo nella capitale ucraina in otto anni e la prima durante la guerra su vasta scala. La delegazione comprendeva rappresentanti militari di tutti i 32 Paesi membri della Nato. I delegati hanno incontrato il comandante in capo delle Forze armate ucraine, Mykhailo Drapatyi, per discutere le priorità militari di Kiev, la situazione al fronte e le lezioni tratte dal conflitto utili a rafforzare la preparazione dell'Alleanza contro le minacce attuali e future. Cavo Dragone ha definito la visita come l'adempimento di una promessa fatta a Drapatyi durante un colloquio di agosto e come un seguito alla visita a Kiev del Consiglio del Nord Atlantico di giugno. La delegazione ha reso omaggio ai caduti ucraini alla Muro della Memoria dei Caduti per l'Ucraina vicino al monastero di San Michele a Kiev. Il giorno seguente, 7 ottobre, Cavo Dragone ha diffuso un videomessaggio da Kiev in cui ha detto che il legame tra Nato e Ucraina «diventa sempre più forte», che il sostegno dell'Alleanza continua a crescere e che l'unità alleata «è più forte che mai», attribuendo inoltre a Mosca la piena responsabilità di sabotaggi, attacchi informatici e violazioni dello spazio aereo Nato. Secondo la capa della missione ucraina presso la Nato, Alona Hetmanchuk, in quell'occasione si è tenuta in Ucraina la prima riunione nella storia del Consiglio Nato-Ucraina a livello di Comitato militare, co-presieduta da Drapatyi e Cavo Dragone; la delegazione è poi rientrata a Bruxelles.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine fornite insistono sul carattere storico della visita — «per la prima volta in otto anni», «prima visita del genere durante la guerra su vasta scala», «prima riunione del Consiglio Nato-Ucraina a livello di Comitato militare nella storia dei rapporti Kiev-Alleanza» — e la presentano come un segnale politico forte. Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha l'ha definita «una chiara risposta» ai tentativi russi di intimidire i diplomatici stranieri e di spingerli a lasciare Kiev. Diversi titoli ucraini mettono al centro il rapporto personale fra Cavo Dragone e Drapatyi, sottolineando che la visita ha assolto una promessa fatta in agosto. Una testata ucraina evidenzia inoltre i briefing tenuti durante la missione su difesa aerea, colpi a lungo raggio e consegne di munizioni da 20 mm per gli F-16. Il resoconto della visita alla Lavra delle Grotte di Kiev, raccontato dai media ucraini, insiste sulle conseguenze dei raid russi sul patrimonio culturale ucraino, a partire dal danneggiamento della cattedrale della Dormizione.

Come la raccontano le fonti internazionali

Tutte le fonti fornite sono ucraine: non sono disponibili fonti non ucraine per confrontare la cornice internazionale della notizia.

Dove le versioni divergono

Una fonte ucraina (NV) data l'arrivo a Kiev e la visita alla Lavra di una delegazione Nato a mercoledì 7 ottobre, guidata dal tenente generale Remigijus Baltrėnas, direttore generale dello Stato maggiore internazionale Nato, con 40 partecipanti di 22 Paesi; le altre fonti descrivono invece la delegazione del Comitato militare come arrivata martedì 6 ottobre, guidata dall'ammiraglio Cavo Dragone e formata da rappresentanti di tutti i 32 Paesi membri. Sulle riunioni del Consiglio Nato-Ucraina a livello militare, una fonte ucraina indica quella del 6 ottobre come la prima nella storia in Ucraina, un'altra (Європейська правда) riferisce di una riunione con tutti i 32 membri già il 3 giugno, e una terza la colloca al 7 ottobre.

Contesto

La visita del Comitato militare è arrivata dopo la missione a Kiev del Consiglio del Nord Atlantico di giugno e mentre il segretario generale della Nato, Mark Rutte, aveva avvertito che gli Alleati devono essere pronti a ulteriori azioni ostili russe e che la risposta deve essere un maggiore sostegno all'Ucraina. Una delegazione Nato ha anche visitato la riserva della Lavra delle Grotte di Kiev, dove ha ispezionato i danni del raid russo alla cattedrale della Dormizione e ha ricevuto aggiornamenti su difesa aerea, colpi a lungo raggio e consegne di munizioni da 20 mm per gli F-16.