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Kiel Institute: solo 41,7 miliardi dei 100 miliardi di euro dichiarati dalla Germania sono arrivati all'Ucraina

Il Kiel Institute for the World Economy, attraverso il suo Ukraine Support Tracker, ha pubblicato un'analisi secondo cui solo circa 41,7 miliardi dei 100 miliardi di euro che la Germania indica come "aiuto bilaterale all'Ucraina" sono effettivamente arrivati in Ucraina. Circa l'80% degli aiuti civili (35,9 miliardi) sarebbe stato speso in Germania, soprattutto per il sostegno sociale ai rifugiati ucraini. Il capo del tracker, Christoph Trebesch, ha definito "fuorviante" la cifra di 100 miliardi se presentata come aiuto bilaterale. Lo studio arriva mentre il governo tedesco annuncia nuovi pacchetti di assistenza, tra cui quello da oltre 1,3 miliardi di euro presentato dal cancelliere Friedrich Merz a Kyiv il 4 ottobre.

Punti chiave

  • Solo circa 41,7 miliardi dei 100 miliardi di euro dichiarati dalla Germania come aiuto bilaterale all'Ucraina sono effettivamente arrivati in Ucraina, secondo l'Ukraine Support Tracker del Kiel Institute.
  • 35,9 miliardi (circa l'80%) degli aiuti civili tedeschi sono stati spesi in Germania, di cui 27,45 miliardi per il Bürgergeld ai rifugiati ucraini.
  • Solo 7,4 miliardi di aiuti civili sono arrivati direttamente in Ucraina, di cui 6,3 miliardi per aiuti umanitari, supporto energetico e ricostruzione di istituzioni statali.
  • Tra il 2022 e il 2025 la Germania ha stanziato circa 22,7 miliardi di euro di aiuti militari; altri 11,6 miliardi sono previsti per il 2026 e circa 22 miliardi come impegni futuri.
  • Il Kiel Institute ha potuto verificare 56,3 miliardi di aiuti militari, 1,3 miliardi in meno rispetto ai 57,6 miliardi dichiarati dal governo federale.
  • Da giugno 2025 il governo tedesco non pubblica più il dettaglio degli aiuti militari.
  • Il 4 ottobre il cancelliere Friedrich Merz ha annunciato a Kyiv un nuovo pacchetto di aiuti per oltre 1,3 miliardi di euro, tra cui missili, supporto energetico e finanziamento per la produzione di droni intercettatori.

Perché è importante

L'analisi del Kiel Institute quantifica per la prima volta quanta parte della cifra di 100 miliardi di euro che la Germania cita abitualmente come aiuto all'Ucraina raggiunga effettivamente il Paese, distinguendo tra spese in Germania per i rifugiati ucraini e trasferimenti verso l'Ucraina. Mette in luce un problema di trasparenza: dal giugno 2025 il governo tedesco ha smesso di pubblicare i dati disaggregati sugli aiuti militari. La Germania resta comunque il maggiore donatore bilaterale europeo per l'Ucraina, e il pacchetto da oltre 1,3 miliardi annunciato il 4 ottobre a Kyiv mostra che il flusso di sostegno prosegue nonostante le critiche metodologiche.

Che cosa è successo

Il Kiel Institute for the World Economy ha pubblicato un'analisi dell'aiuto bilaterale tedesco all'Ucraina, basata sul suo Ukraine Support Tracker. Il governo tedesco aveva valutato ad agosto il proprio sostegno all'Ucraina al 30 giugno 2026 in 100 miliardi di euro, di cui 43,3 miliardi civili e 57,6 miliardi militari (già erogati o pianificati per gli anni a venire). Secondo il Kiel, solo circa 41,7 miliardi di quell'importo sono arrivati effettivamente in Ucraina. La parte civile (43,3 miliardi) include 35,9 miliardi spesi in Germania, di cui 27,45 miliardi per le prestazioni sociali (Bürgergeld) ai rifugiati ucraini, 7,15 miliardi trasferiti ai Länder e ai comuni per l'accoglienza e 1,3 miliardi di garanzie export e investimenti per aziende tedesche in Ucraina. Solo 7,4 miliardi di aiuti civili sono arrivati direttamente in Ucraina, di cui 6,3 miliardi per aiuti umanitari, supporto energetico d'emergenza e ricostruzione di istituzioni statali, 1 miliardo come contributo a un conto amministrato dal FMI e 100 milioni di sospensione del servizio del debito. Sul piano militare, tra 2022 e 2025 la Germania ha stanziato circa 22,7 miliardi dal bilancio federale, altri 11,6 miliardi per il 2026 e circa 22 miliardi di impegni futuri (10,1 miliardi già garantiti, 12 miliardi come autorizzazioni di bilancio). Il Kiel Institute ha potuto verificare 56,3 miliardi di aiuti militari, 1,3 miliardi in meno rispetto alla cifra del governo. Christoph Trebesch, responsabile del tracker, ha definito fuorviante la cifra di 100 miliardi se etichettata come aiuto bilaterale all'Ucraina, pur riconoscendo che la Germania è il principale donatore europeo. L'analisi giunge in un momento di nuovi impegni tedeschi: l'8 settembre il ministro della Difesa Boris Pistorius ha annunciato il trasferimento di missili intercettori PAC-2 per i sistemi Patriot dalle scorte della Bundeswehr prima dell'inverno; il 4 ottobre il cancelliere Friedrich Merz, in visita a Kyiv, ha annunciato un nuovo pacchetto di oltre 1,3 miliardi di euro, con oltre 1 miliardo di aiuti militari (compresa la produzione congiunta di droni intercettatori contro gli Shahed) e circa 350 milioni per la riparazione del sistema energetico prima dell'inverno.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine riportano i risultati del Kiel Institute dando rilievo al dato che solo 41,7 miliardi su 100 sono arrivati in Ucraina e alle critiche di Trebesch alla comunicazione del governo tedesco, che definisce "fuorviante". Lo collegano agli annunci concreti del cancelliere Merz a Kyiv il 4 ottobre — il pacchetto da oltre 1,3 miliardi e, secondo il presidente Volodymyr Zelensky, la firma di 15 accordi e documenti per oltre 8,5 miliardi di euro — presentandoli come prova che il sostegno tedesco continua nonostante le perplessità metodologiche.

Contesto

Il Kiel Institute for the World Economy è un istituto di ricerca economica tedesco che gestisce l'Ukraine Support Tracker, un sistema indipendente di monitoraggio degli aiuti internazionali all'Ucraina. La Germania classifica il proprio sostegno come civile e militare, includendo nella parte civile anche la spesa per i rifugiati ucraini presenti sul suo territorio. Nell'aprile 2026 Germania e Ucraina hanno sottoscritto un partenariato strategico che copre la produzione congiunta di armamenti, lo sviluppo dell'industria della difesa ucraina, la difesa aerea, i droni e i sistemi a lungo raggio. Dal giugno 2025 il governo tedesco pubblica i totali aggregati degli aiuti, ma non più i dati disaggregati sulla componente militare. L'analisi del Kiel Institute è stata avviata dopo la valutazione di agosto del governo tedesco, che quantificava il sostegno complessivo in 100 miliardi di euro al 30 giugno 2026.