La Russia chiede all'Aja l'estradizione della presidente della CPI Tomoko Akane
La Procura generale russa ha presentato alle autorità dei Paesi Bassi una richiesta di estradizione della presidente della Corte penale internazionale, Tomoko Akane. Mosca ha inviato richieste analoghe ad altri Paesi per altri otto funzionari del tribunale, tra cui l'ex procuratore Karim Khan. Il Giappone ha definito inaccettabile il provvedimento e ribadito il proprio sostegno alla CPI.
Punti chiave
- La Procura generale della Russia ha chiesto ai Paesi Bassi l'estradizione della presidente della CPI Tomoko Akane.
- La Russia ha inviato richieste analoghe ad altri Paesi per altri otto funzionari della CPI, tra cui l'ex procuratore Karim Khan.
- Il 17 marzo 2023 la CPI ha spiccato mandati di arresto contro Vladimir Putin e Maria Lvova-Belova per la deportazione di bambini ucraini.
- Il 12 dicembre 2025 il Tribunale municipale di Mosca ha condannato in contumacia nove rappresentanti della CPI a pene da 3,5 a 15 anni.
- La fonte della notizia sulla richiesta di estradizione è il Japan Times.
- Il Giappone ha definito le misure russe contro i rappresentanti della CPI «ingiuste e inaccettabili».
- Putin può essere arrestato nei 123 Stati che hanno ratificato lo Statuto di Roma; la Mongolia, firmataria, non lo arrestò durante la sua visita del settembre 2024.
Perché è importante
La Russia innalza la pressione sulla CPI e sugli Stati membri chiedendo l'estradizione di funzionari in carica del Tribunale. Le richieste si inseriscono in una sequenza di attacchi russi — procedimenti in contumacia, condanne e mandati d'arresto internazionali — contro giudici e procuratori della CPI, e si sommano alle sanzioni americane contro l'istituzione. È la prova di una contrapposizione aperta tra Mosca (e Washington) e la giustizia penale internazionale.
Che cosa è successo
La Procura generale della Federazione Russa ha inviato ai Paesi Bassi una richiesta di estradizione della presidente della Corte penale internazionale Tomoko Akane. Parallelamente, secondo quanto riportato dal Japan Times, sono state inviate richieste simili ad altri Paesi per la consegna di otto ulteriori figure della CPI, fra cui l'ex procuratore Karim Khan. La richiesta di estradizione fa seguito alla serie di procedimenti penali avviati in Russia contro funzionari e giudici della CPI — Karim Khan, Rosario Salvatore Aitala, Sergio Gerardo Ugalde Godinez, Haykel Ben Mahfoud e Akane stessa — in reazione ai mandati di arresto del 17 marzo 2023 contro Vladimir Putin e Maria Lvova-Belova per la deportazione di bambini ucraini dai territori occupati verso la Russia. In Russia sono stati emessi mandati d'arresto in contumacia ed inserimenti in liste di ricerca internazionale per i giudici, mentre la stessa CPI ha spiccato mandati contro l'ex ministro della Difesa Sergej Šojgu e il capo di Stato maggiore Valerij Gerasimov. Il 12 dicembre 2025 il Tribunale cittadino di Mosca ha condannato in contumacia nove persone a pene comprese tra 3,5 e 15 anni.
Come la raccontano le fonti ucraine
Gli articoli in lingua ucraina inquadrano la richiesta di estradizione come un'ulteriore escalation della Russia contro la CPI, collocandola in continuità con il mandato di arresto del 2023 contro Putin e con le precedenti persecuzioni russe in contumacia contro funzionari del Tribunale.
Contesto
Il 17 marzo 2023 la CPI ha emesso mandati di arresto contro Putin e Lvova-Belova per la deportazione di bambini ucraini. Putin potrebbe essere arrestato nei 123 Paesi che hanno ratificato lo Statuto di Roma; la Mongolia, fra questi, non lo arrestò durante la sua visita ufficiale del settembre 2024. Gli Stati Uniti hanno sanzionato la presidente della CPI Tomoko Akane e il procuratore Abdoulaye Seye in agosto, e a settembre sono emerse ulteriori misure in preparazione contro l'intero Tribunale.