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Droni ucraini colpiscono tre data center di Yandex in Russia, crolla il traffico bot della rete

Tra l'8 e l'11 ottobre droni ucraini hanno colpito tre dei cinque più grandi data center di Yandex in Russia — a Sasovo (oblast' di Rjazan'), Kaluga e Vladimir — provocando un crollo del traffico automatizzato proveniente dalla rete Yandex secondo i dati di Cloudflare Radar citati da Tom's Hardware. Al Warsaw Security Forum il presidente Volodymyr Zelensky ha legato la riduzione dei bot sui social media agli attacchi, mentre lo storico Timothy Snyder e l'eurodeputato Tomasz Zdechovský hanno ipotizzato un legame con l'attività online a sostegno di Trump e dell'AfD tedesca, un'interpretazione contestata dalle analisi di fact-checking.

Punti chiave

  • 9 ottobre: colpita parte delle infrastrutture del data center Yandex di Kaluga.
  • Nella notte dell'11 ottobre: colpito il data center Yandex di Vladimir; Yandex ne conferma lo spegnimento completo.
  • Dopo il primo attacco il traffico bot dalla rete Yandex (AS13238) scende a circa il 57% del massimo; dopo il terzo crolla a circa lo 0,3–0,4% del picco delle due settimane precedenti, secondo Cloudflare Radar.
  • NetBlocks: traffico di Yandex Cloud al 30% del livello normale, traffico di Yandex LLC al 63%; almeno 84 servizi Yandex Cloud risultano non operativi.
  • Zelensky al Warsaw Security Forum: dopo gli attacchi sui social media «si respira meglio», con meno odio e meno bot, il che «dimostra ancora una volta che l'Europa non è la fonte dei problemi».
  • Fact-check analitici: la metrica «bot traffic» di Cloudflare include crawler e richieste automatizzate dei servizi Yandex, non solo bot social; il grafico sul calo dell'attività legata all'AfD non ha fonte né metodologia verificabile.

Perché è importante

L'operazione ucraina mette fuori uso una quota rilevante dell'infrastruttura cloud di Yandex, l'azienda tecnologica più grande della Russia, e secondo i dati di Cloudflare Radar riduce quasi a zero il traffico automatizzato in uscita dalla sua rete in pochi giorni. Zelensky usa l'episodio al Warsaw Security Forum per spostare la narrazione sulle interferenze online lontano dall'Europa, mentre Snyder e l'eurodeputato Zdechovský rilanciano l'ipotesi che i bot a sostegno di Trump e dell'AfD tedesca passino per server russi. Le analisi di fact-checking ridimensionano però la portata di quelle conclusioni, ricordando che la metrica di Cloudflare misura traffico automatizzato in senso lato e che il grafico sull'AfD non ha fonte verificabile. Lo stop colpisce anche tre supercomputer russi costruiti su hardware occidentale e, secondo fonti del mercato IT russo citate da Kommersant e The Insider, la sostituzione delle apparecchiature potrebbe richiedere fino a sei mesi.

Che cosa è successo

L'8 ottobre droni ucraini hanno colpito il data center Yandex di Sasovo, nell'oblast' di Rjazan', dove si trovano due supercomputer e dove si è sviluppato un incendio; il 9 ottobre è stata colpita parte delle infrastrutture del data center di Kaluga; nella notte tra l'11 e il 12 ottobre è stato messo fuori uso il data center di Vladimir, il cui spegnimento è stato confermato dalla stessa Yandex. I tre siti rappresentano tre dei cinque maggiori data center dell'azienda in Russia, mentre quelli di Mytišči (oblast' di Mosca) e Ivanteevka risultano ancora intatti.

Secondo i dati di Cloudflare Radar citati da Tom's Hardware, il traffico bot dalla rete Yandex (AS13238) — che nella settimana precedente si attestava tra l'80% e l'88% del massimo delle due settimane — è sceso a circa il 57% dopo il primo attacco e poi a circa lo 0,3–0,4% del picco dopo il terzo. NetBlocks ha misurato un calo del traffico di Yandex Cloud al 30% del livello normale e del traffico di Yandex LLC al 63%; la pagina di stato di Yandex Cloud elencava almeno 84 servizi non operativi, con interruzioni segnalate in Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Bielorussia e Armenia. I sistemi federali russi VetIS e Saturn di Rosselkhoznadzor sono passati in modalità di emergenza. In Russia non è disponibile Starlink come alternativa, e la costellazione rivale «Rassvet» avrebbe perso in orbita un numero significativo di satelliti.

Yandex ha rimosso dai propri servizi di mappe i data center in quattro regioni russe il giorno del primo attacco; fonti russe (Kommersant e The Insider) indicano che la sostituzione delle apparecchiature potrebbe richiedere fino a sei mesi e che i listini cloud sono già aumentati di un cumulato del 16,6% tra gli incrementi tariffari del 1° maggio 2025 (circa +8%) e del 1° maggio 2026 (+5–10%).

Come la raccontano le fonti ucraine

La copertura ucraina è dominata dalla cornice data al Warsaw Security Forum dallo stesso presidente Zelensky, che lega la riduzione di odio, discordia e provocazioni sui social alla scomparsa dei bot e ribadisce che «l'Europa non è la fonte dei problemi». Diversi media amplificano l'ipotesi di Snyder e Zdechovský secondo cui i bot a sostegno di Trump e dell'AfD passerebbero per server russi, presentandola come conseguenza politica rilevante degli attacchi. Il quadro è inserito in una strategia più ampia di colpi ucraini a infrastrutture digitali e logistiche russe (Wildberries, Ozon, Yandex) e letto come risposta speculare ai 17 data center ucraini già colpiti dalla Russia, secondo fonti ufficiali di Mosca citate dall'analista Oleksiy Kopytko. L'ex capo del Centro per la lotta alla disinformazione Andrij Kovalenko ha confermato pubblicamente l'attacco dell'8 ottobre all'oblast' di Rjazan' con la frase «a questo gioco si può giocare in due».

Come la raccontano le fonti internazionali

L'agenzia azera APA in lingua inglese si limita ai fatti confermati (spegnimento del data center di Vladimir comunicato da Yandex, attacchi in precedenza a Kaluga e Rjazan'), senza rilanciare le estrapolazioni politiche. Le analisi tecniche pubblicate da testate come Tom's Hardware e dal portale tedesco Roxtext mettono in guardia sull'interpretazione del calo: la categoria «bot traffic» di Cloudflare Radar include crawler di ricerca e richieste automatizzate dei servizi Yandex, non solo account-bot social, e il grafico sulla presunta caduta del 56% dell'attività online legata all'AfD non ha fonte, metodologia né datazione coerente (il dato si riferisce al 13 ottobre in un post dell'11 ottobre). Lo storico Timothy Snyder e l'eurodeputato ceco Tomasz Zdechovský (PPE, commissione per il controllo dei bilanci) hanno definito l'ipotesi «preliminare» e ancora da confermare, e l'analista polacco Jarosław Wolski ha diffuso lo stesso grafico dandolo per acquisito.

Dove le versioni divergono

Sul calo di traffico dalla rete Yandex i dati di Cloudflare Radar, citati da Tom's Hardware e ripresi da fonti russe e ucraine, convergono. Le divergenze riguardano l'interpretazione politica di quel calo: Zelensky, Snyder, Zdechovský e l'analista polacco Jarosław Wolski collegano la riduzione del traffico bot a un presunto silenzio dei bot russi a sostegno di Donald Trump e dell'AfD tedesca, presentandolo come fatto o come ipotesi molto solida. Le analisi di fact-checking (Tom's Hardware, Roxtext, le verifiche riprese da Detector media, ZN.UA e hromadske) obiettano che la metrica «bot traffic» di Cloudflare include crawler e richieste dei servizi Yandex, non gli account-bot social, e che il grafico sul calo di attività intorno all'AfD non ha una fonte di dati, né una metodologia, né una datazione coerente: il -56% mostrato si riferisce al 13 ottobre in un post pubblicato l'11 ottobre. Zdechovský stesso ha scritto di non aver confermato un legame diretto tra AfD e bot, e Snyder ha definito le sue conclusioni «preliminari».

Contesto

Yandex è descritto come l'analogo russo di Google e opera una rete di data center di cui tre su cinque (Sasovo, Kaluga, Vladimir) sono stati colpiti, mentre restano attivi quelli di Mytišči e Ivanteevka. La campagna ucraina si inserisce in un quadro di attacchi russi alle infrastrutture digitali ucraine che, secondo fonti ufficiali di Mosca citate dall'analista Oleksiy Kopytko, ha colpito 17 data center ucraini — alcuni più volte — dalla fine dell'estate 2025, tra cui gli impianti di Cosmonova, Omega Telecom e DLine.ua a Kiev. Nei data center colpiti si trovavano tre supercomputer russi — Červonenkis (2021), Ljapunov (2020) e Galuškin (2021) — assemblati principalmente con hardware NVIDIA e quindi soggetti alle limitazioni seguite alle sanzioni del 2022. In Russia Starlink non è disponibile, e la costellazione rivale «Rassvet» avrebbe perso un numero significativo di satelliti. Yandex ha rimosso dalle proprie mappe i data center in quattro regioni il giorno del primo attacco, e le autorità russe non hanno commentato ufficialmente gli attacchi.