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Trump valuta dazi del 200% su Ucraina e Russia, ma dubita dell'efficacia

Donald Trump ha ipotizzato l'introduzione di dazi del 200% sulle importazioni da Ucraina e Russia per spingere i due Paesi a concordare la fine della guerra, riconoscendo però che il volume limitato degli scambi commerciali potrebbe ridurre l'efficacia della pressione. La proposta è stata formulata durante un comizio in Florida, mentre proseguivano i contatti diplomatici tra Volodymyr Zelenskyj e Steve Witkoff e tra lo stesso inviato speciale USA e Vladimir Putin.

Punti chiave

  • Trump ha valutato dazi del 200% sulle importazioni da Ucraina e Russia.
  • Il presidente USA ha detto che i dazi potrebbero costringere Mosca e Kyiv a concludere un accordo di pace.
  • Ha riconosciuto che gli USA importano pochi prodotti dai due Paesi, il che limita il potere di pressione dei dazi.
  • La dichiarazione è stata resa il 23 ottobre durante un comizio elettorale in Florida.
  • Zelenskyj, che ha incontrato Witkoff a Oslo il 20 ottobre, ha detto che Kyiv è pronto a un accordo con il congelamento dei-combattimenti lungo l'attuale linea del fronte.
  • Witkoff ha зустрічtr with Putin a San Pietroburgo il 21 ottobre, portando documenti con approcci per concludere la guerra.

Perché è importante

La proposta aggiungerebbe un nuovo meccanismo di pressione commerciale agli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra. Trump sostiene che i dazi potrebbero spingere Ucraina e Russia a firmare un accordo di pace, ma ammette anche che il loro effetto è limitato dalla modesta mole delle importazioni americane dai due Paesi.

Che cosa è successo

Il 23 ottobre, durante un comizio elettorale in Florida, Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti potrebbero applicare immediatamente dazi del 200% all'Ucraina e alla Russia per indurle a concludere la pace. Lo stesso giorno ha però riconosciuto che gli USA acquistano da entrambi i Paesi troppi pochi beni perché una simile minaccia commerciale possa avere un effetto forte.

La dichiarazione è avvenuta mentre si svolgevano contatti diplomatici. Il 20 ottobre, a Oslo, Zelenskyj ha incontrato l'inviato speciale del presidente USA Steve Witkoff; alla riunione hanno partecipato anche il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre e il presidente finlandese Alexander Stubb. Zelenskyj ha detto che Kyiv è pronto a un accordo di pace basato sul congelamento dei-combattimenti lungo l'attuale linea del fronte.

Il 21 ottobre, inoltre, Witkoff ha incontrato Putin al Costantino Palace di San Pietroburgo, con la partecipazione di Kirill Dmitriev, inviato speciale del Cremlino. Witkoff ha affermato di aver portato a Putin documenti con approcci per concludere la guerra. Lo stesso giorno Trump ha detto che Russia e Ucraina potrebbero essere più vicine alla fine della guerra di quanto fossero mai state.

Come la raccontano le fonti ucraine

I resoconti ucraini mettono al centro la proposta dei dazi, le speranze di Trump che possano costringere le parti a un accordo e i suoi dubbi sull'efficacia, dovuti al limitato volume delle importazioni americane. Il contesto diplomatico comprende gli incontri di Oslo tra Zelenskyj e Witkoff, la visita di Witkoff a Putin a San Pietroburgo e la disponibilità di Kyiv a congelare i-combattimenti lungo l'attuale linea del fronte.

Come la raccontano le fonti internazionali

La copertura internazionale presenta la proposta tariffaria come parte della più ampia affermazione di Trump secondo cui le minacce commerciali avrebbero contribuito a porre fine a cinque conflitti. Il caso di India e Pakistan è indicato come precedente, ma è contestato perché l'India nega che Washington abbia favorito l'accordo.

Dove le versioni divergono

Trump ha attribuito alle proprie minacce di dazi del 200% un ruolo nel conseguimento del cessate il fuoco tra India e Pakistan. L'India ha respinto questa versione, sostenendo che Washington non abbia avuto alcun ruolo e che la tregua sia stata concordata direttamente dai vertici militari dei due Paesi.

Contesto

Trump sostiene da tempo che i dazi possono essere uno strumento efficace per terminare le guerre e afferma che minacce tariffarie del 200% hanno contribuito a fermare cinque conflitti armati. Vitekooff è invece intervenuto in una sequenza di contatti diplomatici, incontrando prima Zelenskyj a Oslo e poi Putin a San Pietroburgo. Il precedente indo-pakistano, citato da Trump, è oggetto di una contestazione.