Il Mar Nero diventa la rotta marittima più pericolosa al mondo
Nel 2026 sono state attaccate oltre 570 navi nel Mar Nero, con almeno 40 marinieri uccisi. L'escalation ha ridotto drasticamente il traffico nei porti ucraini, mentre gli attacchi vicino alle acque rumene hanno sollevato nuove preoccupazioni per la sicurezza ai confini della NATO.
Punti chiave
- Dal 2026 sono state attaccate oltre 570 navi nel Mar Nero e almeno 40 marinieri sono morti.
- Fra luglio e settembre sono state colpite circa 387 navi, по cui nel terzo trimestre si registravano in media oltre quattro attacchi al giorno.
- Ambrey attribuisce alla Russia circa il 90% degli attacchi al traffico marittimo nel Mar Nero negli ultimi 45 giorni.
- Il 23 ottobre il cargo «Khoryv» è stato attaccato al largo della Romania, si è incendiato ed è affondato: un mariniere è morto e tre sono risultati dispersi.
- In settembre meno di 10 navi hanno attraversato i porti della Grande Odesa, rispetto a circa 400 in luglio.
- L’esportazione marittima ucraina di prodotti agricoli è scesa in agosto a 1,4 milioni di tonnellate, circa il 75% in meno rispetto al periodo antecedente alla guerra.
- La copertura dei rischi di guerra nel Mar Nero può raggiungere il 15% del valore della nave, quasi il doppio rispetto alla Penisola Arabica.
Perché è importante
Le incursioni hanno provocato morti, trasformato il Mar Nero in una rotta più pericolosa della Penisola Arabica e reso più costosi e meno redditizi gli approvvigionamenti marittimi. Circa il 10% delle esportazioni ucraine di cereali, oleaginose e prodotti correlati passa ormai dai porti del Mar Nero, mentre le violazioni vicino alle coste rumene hanno portato alla richiesta di ulteriori difese aeree e capacità antidrone. Poiché Ucraina e Russia insieme rappresentano più di un quarto del commercio mondiale di frumento, il conflitto incide anche sui mercati agricoli globali.
Che cosa è successo
Le attacsi continue contro il naviglio commerciale hanno reso il Mar Nero la rotta marittima più pericolosa al mondo nel 2026. Dal 2026 sono state colpite oltre 570 navi, con almeno 40 marinieri uccisi; nella zona dello Stretto di Ormuz sono state confermate 24 morti. Fra luglio e settembre sono state attaccate circa 387 navi, più di cinque volte rispetto al trimestre precedente. Il 23 ottobre, al largo della Romania, il cargo «Khoryv» è stato colpito, si è incendiato ed è affondato. Un mariniere è morto e tre risultano dispersi, mentre le versioni sull'episodio divergono sull'entità delle vittime. Il 15 ottobre due droni hanno attaccato il tanker chimico Wine Trader, che attendeva un carico dalla Moldova, e il 22October un altro tanker è stato colpito vicino alla costa romena, con un morto e tre dispersi.
Come la raccontano le fonti ucraine
La copertura ucraina sottolinea le conseguenze per i porti ucraini e il forte calo delle esportazioni agricole marittime, che in agosto sono scese a 1,4 milioni di tonnellate. Attribuisce inoltre un ruolo importante agli attacchi ucraini con droni contro il naviglio russo: secondo il comando di Robert Brovdi, in 11 settimane Kyiv avrebbe colpito oltre 300 navi russe. La escalation vicino alla Romania e le richieste di difesa aerea e antidrone poste da Romania e Bulgaria sono presentate come части di un ciclo più ampio di attacchi reciproci tra Ucraina e Russia.
Come la raccontano le fonti internazionali
La copertura internazionale confronta il Mar Nero con la Penisola Arabica, mettendo in evidenza il maggior numero di attacchi, il primato per numero di marinieri uccisi e il costo del naviglio commerciale, con premi assicurativi fino al 15% del valore della nave. L'attenzione è concentrata anche sugli attacchi recenti nelle acque rumene e sul ruolo degli alleati NATO nel rafforzamento della protezione regionale.
Dove le versioni divergono
Le versioni sull'attacco al «Khoryv» non concordano pienamente sul bilancio umano: alcune indicano soltanto una morte confermata, mentre altre aggiungono che tre membri dell'equipaggio sono scomparsi.
Contesto
I dati su attacchi e morti sono stati forniti da Ambrey e dall'Organizzazione marittima internazionale. La campagna ucraina contro la navigazione russa è cominciata con un tentativo di interrompere le forniture di gasolio alla Crimea occupata ed è poi stata estesa alla zona dello Stretto di Kerč'. Mentre la Russia intensificava gli attacchi alle navi che visitavano i porti ucraini, il numero degli attacchi ucraini sarebbe diminuito. Alcune compagnie che continuano a utilizzare il Mar Nero ricorrono a imbarcazioni più vecchie e meno costose da assicurare, alcune delle quali hanno fino a 50 anni e condizioni tecniche insoddisfacenti.