Massiccio attacco russo con droni e missili: gravi danni all’energia ucraina
La Russia ha lanciato un massiccio attacco notturno con 289 droni, 17 missili balistici e 59 missili cruise contro l’Ucraina, colpendo soprattutto centrali elettriche e sottostazioni. Le difese ucraine hanno neutralizzato o soppresso 309 obiettivi entro le 9:00 del 3 novembre. A Dnipro una persona è morta e 17 sono rimaste ferite; a Kharkiv il numero di feriti nellaCITY di Nemyšljans’kij è indicato in 73 nei rapporti più aggiornati, mentre una versione iniziale ne riportava 62.
Punti chiave
- Russia ha usato 289 droni, 17 missili balistici e 59 missili cruise.
- Alle 9:00 del 3 novembre le difese ucraine нейтралізовано o soppresso 309 obiettivi.
- Tre centrali termoelettriche di DTEK sono state pesantemente danneggiate e hanno interrotto la produzione.
- Tre droni hanno colpito una sottostazione decisiva per la operatività stabile della centrale nucleare di Chmelnytskyj.
- Un missile ha colpito la clinica di Nemyšljans’kij, a Kharkiv: 73 persone ferite nei rapporti più aggiornati.
- A Dnipro una persona è morta e 17 sono rimaste ferite.
- Sono state introdotte interruzioni urgenti di elettricità a Kyiv, nell’oblast di Kyiv e in quello di Dnipropetrovsk.
Perché è importante
L’attacco ha messo a rischio un’infrastruttura collegata alla stabile operatività della centrale nucleare di Chmelnytskyj, rendendo la questione rilevante anche per la sicurezza nucleare europea. L’entità dell’operazione ha inoltre provocato interruzioni urgenti di elettricità, la perdita temporanea di acqua a Kyiv e disagi nei trasporti pubblici. Il governo ucraino ha chiesto una reazione internazionale più forte e ha informato AIEA e ambasciatori dei paesi G7, dell’UE e del gruppo NB8.
Che cosa è successo
A partire dalle 18:00 del 2 novembre, la Russia ha attaccato l’Ucraina in più ondate con missili balistici, missili cruise e droni. I principali obiettivi dichiarati erano centrali elettriche, impianti di generazione e sottostazioni di trasmissione e distribuzione. I colpi hanno raggiunto regioni tra cui Kyiv, Kharkiv, Vinnytsia e Dnipropetrovsk. A Dnipro sono stati colpiti una termoelettrica, un quartiere residenziale, una stazione di polizia e un ospedale; una persona è morta e 17 sono rimaste ferite. A Kharkiv un missile ha colpito il passaggio tra i corpi della clinica nel distretto di Nemyšljans’kij, ferendo pazienti, operatori sanitari e residenti vicini; 226 pazienti sono stati evacuati in altri ospedali. Inoltre, l’attacco ha raggiunto la ferrovia: a Zaporizhzhia sono stati danneggiati vagoni passeggeri, locomotive e la stazione, mentre a Kovel è stato colpito un locomotore elettrico.
Come la raccontano le fonti ucraine
La copertura ucraina sottolinea il colpo alla sottostazione necessaria al funzionamento stabile della centrale nucleare di Chmelnytskyj e le implicazioni per la sicurezza nucleare di tutta l’Europa. Le autorità hanno informato l’AIEA e gli ambasciatori di G7, UE e NB8, chiedendo una risposta internazionale più forte. Viene inoltre evidenziato l’impatto sistemico sull’energia: danni a centrali e sottostazioni, interruzioni urgenti di elettricità, perdita di acqua a Kyiv e disagi al trasporto pubblico.
Dove le versioni divergono
Il numero dei feriti nella clinica di Kharkiv è indicato in 73 nei rapporti più aggiornati, mentre una versione iniziale riportava 62 persone. Per Dnipro, il numero delle persone ferite è passato da 15 nelle prime informazioni a 17 nei successivi aggiornamenti. I risultati per altre tre missili cruise rimanevano in fase di verifica al momento dei rapporti.
Contesto
L’ondata notturna ha combinato 289 droni, 17 missili balistici e 59 missili cruise. Secondo le informazioni ucraine, obiettivi energetici sono stati colpiti in almeno dieci regioni; la copertura pubblica di Zelen’ko ha indicato nove regioni con attacchi a impianti di generazione e sottostazioni, mentre il ministero dell’Energia ne ha elencate dieci. Le tre centrali termoelettriche di DTEK colpite durante la notte hanno subito gravi danni e sospeso la produzione. La sottostazione presa di mira è stata descritta come essenziale per la stabilità della centrale nucleare di Chmelnytskyj.