Ucraina: massiccio attacco russo all'energia, il ministro Sybiha accusa Putin di rifiutare la tregua energetica negoziata dagli USA
Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha definito l'attacco russo della notte del 13-14 ottobre, con 39 missili balistici e 128 droni, come un rifiuto da parte di Putin della tregua energetica proposta dagli Stati Uniti. L'attacco ha colpito tutte le centrali termiche di Kyiv e numerosi siti energetici, lasciando oltre 600.000 ucraini senza elettricità e causando almeno cinque morti nella capitale.
Punti chiave
- Nella notte tra il 13 e il 14 ottobre la Russia ha lanciato 39 missili su traiettoria balistica e 128 droni
- Il ministro degli Esteri Andriy Sybiha ha definito l'attacco un rifiuto della tregua energetica proposta dagli USA da parte di Putin
- Tutte le centrali termiche di Kyiv sono state colpite, secondo il primo ministro Serhiy Koretsky
- Secondo Zelensky la Russia ha colpito 26 impianti del settore elettrico e 4 del settore petrolifero e del gas
- Più di 600.000 ucraini sono rimasti senza elettricità
- Cinque persone sono morte nella capitale a seguito dei bombardamenti
- Sybiha ha chiesto sanzioni più severe e la fornitura immediata di ulteriori sistemi di difesa aerea
Perché è importante
L'attacco è presentato dalla diplomazia ucraina come un rifiuto diretto della tregua energetica negoziata dagli Stati Uniti, mettendo sotto pressione gli sforzi di pace di Washington. Ha colpito tutte le centrali termiche di Kyiv e numerosi impianti elettrici e petroliferi, provocando blackout diffusi. Le vittime civili e i danni alle abitazioni evidenziano il costo umano dei bombardamenti sulle infrastrutture energetiche. L'Ucraina chiede ai partner sanzioni più dure e sistemi di difesa aerea aggiuntivi.
Che cosa è successo
Nella notte tra il 13 e il 14 ottobre le forze russe hanno sferrato un massiccio attacco contro l'Ucraina utilizzando 39 missili di vario tipo su traiettoria balistica e 128 droni. Le difese aeree hanno dichiarato di aver neutralizzato 4 missili e circa il 90% dei droni. Gli obiettivi principali sono state le infrastrutture energetiche: il primo ministro Serhiy Koretsky ha riferito che sono state colpite tutte le centrali termiche di Kyiv e altri impianti energetici, mentre il presidente Volodymyr Zelensky ha indicato 26 elementi del settore elettrico e 4 del settore petrolifero e del gas. Oltre 600.000 ucraini sono rimasti senza elettricità e la società DTEK ha segnalato interruzioni di emergenza in cinque distretti. Nella capitale si sono registrati almeno cinque morti, tra cui vittime in un edificio residenziale colpito da un missile. Il ministro degli Esteri Andriy Sybiha ha definito l'attacco un rifiuto della tregua energetica proposta dagli USA da parte di Putin, mentre il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che Mosca «non ha ancora ricevuto» dettagli specifici sulla tregua annunciata da Trump.
Come la raccontano le fonti ucraine
La narrazione ucraina è incentrata sul segnale diplomatico inviato a Washington: l'attacco è una sfida aperta di Putin agli Stati Uniti e un segno di disprezzo per gli sforzi di pace. I commenti ufficiali ucraini sottolineano la richiesta di sanzioni più severe e di ulteriori consegne di difese aeree come risposta necessaria dei partner. Le autorità ucraine hanno inoltre accusato gli Stati Uniti di non aver fornito un preavviso adeguato sui lanci missilistici russi.
Contesto
L'11 ottobre, dopo una telefonata con Putin, Trump aveva annunciato una cosiddetta «tregua energetica» con effetto immediato, sostenendo che entrambe le parti l'avessero accettata. L'Ucraina aveva dichiarato di non essere stata informata in precedenza di tale accordo. Il 14 ottobre il Cremlino ha affermato che Mosca non aveva ancora ricevuto dettagli specifici sulla tregua annunciata. L'attacco del 14 ottobre ha fatto seguito a una serie di bombardamenti russi sulle infrastrutture energetiche ucraine, tra cui il colpo dell'8 ottobre alla centrale termoelettrica di Trypilska, e a una precedente ondata il 30 settembre. Il direttore di Ukrenergo, Vitalii Zaichenko, ha riportato che i danni all'azienda dall'inizio della guerra hanno raggiunto quasi 90 miliardi di grivnie.