Zelensky: pronti a fermare i raid sulle raffinerie russe se Mosca smette di colpire le infrastrutture energetiche ucraine
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato domenica 11 ottobre che l'Ucraina è pronta a interrompere gli attacchi contro le raffinerie russe se la Russia cesserà di colpire le infrastrutture energetiche ucraine. Zelensky ha posto come condizione che qualsiasi passo di de-escalazione sia reciproco e accompagnato da garanzie reali, e ha affermato che, sebbene sia realistico fermare i raid sull'energia già oggi, il presidente Vladimir Putin non lo vuole. La dichiarazione arriva dopo una telefonata tra Donald Trump e Putin, un accordo USA-Russia sul diesel e la fine prematura dei colloqui di Miami.
Punti chiave
- Zelensky: l'Ucraina è pronta a fermare i raid sulle raffinerie russe se la Russia smette di colpire le infrastrutture energetiche ucraine.
- Qualsiasi de-escalation deve essere reciproca e accompagnata da garanzie reali.
- Zelensky: fermare i raid sull'energia è già realistico oggi, ma Putin non lo vuole.
- Secondo Zelensky, nell'ultima settimana la Russia ha lanciato circa 1.450 bombe aeree, 75 missili di vari tipi e oltre 1.640 droni d'attacco (circa il 60% a getto).
- Le operazioni di ricerca e soccorso a Zaporižžja si sono concluse l'11 ottobre: 23 morti, di cui quattro bambini, in un raid russo.
- Zelensky ha denunciato un raid russo su una struttura medica a Kharkiv e la distruzione di un ingresso di un edificio di cinque piani a Sloviansk.
- Zelensky: prosegue il coordinamento con i leader europei su sistemi di difesa aerea e munizioni per l'aviazione da combattimento.
Perché è importante
La dichiarazione è la prima esplicita disponibilità ucraina a una moratoria reciproca sui raid alle infrastrutture energetiche e fissa una linea rossa pubblica per i negoziati: la de-escalation è possibile solo se bilaterale e con garanzie. Arriva mentre Washington esercita pressione su Kiev perché rinunci agli attacchi alle raffinerie russe e ha appena concluso con Mosca un'intesa sul diesel, mentre i colloqui multilaterali di Miami si sono interrotti prematuramente. La contemporanea denuncia del ritmo settimanale di bombardamenti russi colloca l'offerta in un quadro di bombardamenti ad alta intensità e segnala il perno di Kiev sul coordinamento con l'Europa, in particolare su difesa aerea e munizioni per l'aviazione da combattimento.
Che cosa è successo
Domenica 11 ottobre il presidente Volodymyr Zelensky ha affermato che l'Ucraina è pronta a interrompere gli attacchi contro le raffinerie russe a condizione che la Russia cessi di colpire le infrastrutture energetiche ucraine, e che qualsiasi passo di de-escalazione debba essere reciproco e sostenuto da garanzie concrete. Zelensky ha sostenuto che fermare i raid sull'energia sarebbe già oggi realistico, ma che il presidente Vladimir Putin non intende farlo.
Nella stessa dichiarazione Zelensky ha citato il bilancio di un'intensa settimana di bombardamenti russi: circa 1.450 bombe aeree, 75 missili di vari tipi e oltre 1.640 droni d'attacco, di cui circa il 60% a getto. Ha ricordato la conclusione delle operazioni di ricerca e soccorso a Zaporižžja dopo un raid russo che ha ucciso 23 persone, tra cui quattro bambini, ha denunciato un raid russo su una struttura medica a Kharkiv il giorno prima e la distruzione di un intero ingresso di un edificio di cinque piani a Sloviansk nella mattina dell'11 ottobre, con possibili persone intrappolate sotto le macerie. Zelensky ha infine confermato il proseguimento del coordinamento con i leader europei, incentrato su sistemi di difesa aerea aggiuntivi e munizioni per l'aviazione da combattimento.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti ucraine presentano l'offerta di Zelensky come una proposta di reciprocità, non come una concessione unilaterale, e la collocano accanto al racconto di una settimana di raid russi su infrastrutture civili ed energetiche: 23 morti a Zaporižžja (di cui quattro bambini), raid su una struttura medica a Kharkiv e distruzione di un ingresso di un edificio di cinque piani a Sloviansk. Le stesse fonti sottolineano il coordinamento con i leader europei su difesa aerea e munizioni per l'aviazione da combattimento e leggono l'intesa USA-Russia sul diesel come «debolezza» americana e «regalo» a Putin, citando anche la frase di Zelensky che definisce la mossa di Trump un «regalo di compleanno per Putin». Viene inoltre riportato il rifiuto di qualsiasi negoziato da parte di Putin (tramite il suo aiutante Jurij Ušakov) e la fine prematura dei colloqui di Miami, per descrivere una Russia non interessata alla de-escalazione nonostante la disponibilità ucraina.
Come la raccontano le fonti internazionali
La copertura internazionale disponibile, rappresentata dalla singola agenzia non ucraina (APA, Azerbaigian), privilegia l'offerta condizionata di Zelensky e la colloca nel contesto della telefonata Trump-Putin, dell'intesa USA-Russia sul diesel, delle critiche di Zelensky («regalo di compleanno per Putin») e della fine prematura dei colloqui di Miami, senza soffermarsi sul bilancio settimanale dei raid russi citato da Zelensky, sui dettagli delle vittime a Zaporižžja, Kharkiv e Sloviansk, né sul tema del coordinamento europeo che domina invece le fonti ucraine.
Dove le versioni divergono
Due divergenze principali attraversano le fonti. La prima riguarda i negoziatori americani Steve Witkoff e Jared Kushner: secondo un funzionario statunitense citato da Axios (ripreso da gran parte delle fonti ucraine e dall'agenzia APA) avrebbero avvertito che Trump potrebbe interrompere la condivisione di intelligence con Kiev se continuerà gli attacchi alle raffinerie russe; un funzionario americano contesta però che tali minacce siano state formulate, attribuendo loro l'invito a evitare misure che danneggino i consumatori americani. La seconda riguarda la posizione ucraina sulle raffinerie: un funzionario ucraio anonimo ha detto al Financial Times che l'Ucraina continuerà gli attacchi nonostante la decisione di Washington, mentre Zelensky ha pubblicamente subordinato un'eventuale sospensione a una reciprocità russa, dando l'impressione di una apertura condizionata rispetto alla linea più rigida riportata dal funzionario.
Contesto
Gli attacchi russi alle infrastrutture energetiche ucraine sono ripresi come obiettivo dichiarato di guerra, mentre quelli ucraini a lungo raggio con droni contro le raffinerie russe sono una caratteristica ricorrente del conflitto e fonte di attrito con Washington per l'effetto sui prezzi mondiali del diesel. Il 9 ottobre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin hanno avuto una telefonata, dopo la quale Trump ha annunciato la revoca delle sanzioni sul diesel russo e forniture per milioni di tonnellate ai mercati americano e mondiale; il Tesoro USA ha rilasciato una licenza temporanea fino all'aprile 2027. L'Ucraina ha criticato pubblicamente l'intesa come «debolezza» americana e «regalo» a Putin; l'UE ha detto che non è il momento di ridurre la pressione sulla Russia. I colloqui multilaterali di Miami tra funzionari ucraini, americani ed europei sono terminati prematuramente e la delegazione ucraina è rientrata il 10 ottobre. L'aiutante presidenziale russo Jurij Ušakov ha riferito che Putin ha rifiutato colloqui di pace nella telefonata con Trump e ha ribadito che la Russia continuerà le operazioni fino al raggiungimento di «tutti i suoi obiettivi». Axios, citando un funzionario americano, ha riferito che Trump avrebbe deciso l'intesa sul diesel dopo il rifiuto di Zelensky di fermare unilateralmente gli attacchi alle raffinerie russe, e che gli inviati Witkoff e Kushner avrebbero avvertito della possibilità di sospendere la condivisione di intelligence con Kiev.