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Kiev rivendica otto attacchi contro infrastrutture russe in un solo giorno, raffineria e porto di Machačkala colpiti

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che in 24 ore le forze ucraine hanno colpito otto infrastrutture russe «al servizio della guerra» in sei regioni della Russia. Tra gli obiettivi una raffineria nella regione di Jamalo-Nenec e il porto commerciale marittimo di Machačkala, in Daghestan. Lo Stato Maggiore ucraino riferisce in parallelo di ulteriori strike contro siti militari russi, tra cui basi di lancio per droni, posti comando e stazioni radar.

Punti chiave

  • Otto infrastrutture russe colpite in un giorno in sei regioni, secondo Zelensky
  • Tra gli obiettivi una raffineria nella regione di Jamalo-Nenec
  • Colpito il porto commerciale marittimo di Machačkala, in Daghestan, sul Mar Caspio
  • Colpiti anche obiettivi nelle regioni di Mosca, Voronež, Astrachan' e Brjansk
  • Il porto di Machačkala è l'unico porto russo profondo e senza ghiaccio sul Caspio
  • Il porto di Machačkala è descritto come uno dei punti di consegna degli Shahed iraniani verso la Russia
  • Lo Stato Maggiore ucraino segnatera colpiti siti per droni Geran/Gerbera, tre radar Nebo-SV nel Brjansk e un deposito di munizioni nel Luhansk

Perché è importante

La serie di attacchi, diffusa su sei regioni russe, mostra la portata a lungo raggio dei droni ucraini e colpisce direttamente infrastrutture energetiche e logistiche legate allo sforzo bellico russo, incluso un porto sul Caspio usato — secondo quanto riportato — come punto di arrivo per gli Shahed iraniani.

Che cosa è successo

Il presidente Volodymyr Zelensky ha comunicato tramite Telegram che nell'arco di 24 ore le forze di difesa ucraine hanno colpito otto obiettivi di infrastruttura russa definiti «al servizio della guerra». Tra questi, una raffineria di petrolio nella regione di Jamalo-Nenec, nel nord della Russia, e il porto commerciale marittimo di Machačkala, in Daghestan, sul Mar Caspio. Altri bersagli sono stati segnalati nelle regioni di Mosca, Voronež, Astrachan' e Brjansk.

Secondo quanto riferito, droni ucraini hanno colpito il porto di Machačkala durante la notte del 10 settembre, con residenti locali che hanno segnalato esplosioni in città. La società ucraina Fire Point ha dichiarato che l'attacco al porto caspico è stato condotto con droni FP-1. Il porto di Machačkala è descritto come l'unico porto russo profondo e senza ghiaccio sul Caspio, operativo tutto l'anno, e come uno dei punti di consegna degli Shahed iraniani verso la Russia.

Parallelamente, lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine ha comunicato che nella giornata del 9 settembre e nella notte tra il 9 e il 10 settembre le forze ucraine hanno colpito altri bersagli militari russi: un sito di stoccaggio, preparazione e lancio di droni d'attacco Geran/Gerbera nella Donetsk occupata, posti comando di unità UAV russe a Osipenko, Komyšuvate, Tokmak, Jasnogirsk e Ocerejtine, posti comando di truppe russe a Luhans'ke e Zajceve, tre stazioni radar Nebo-SV nel Brjansk (a Pavlyn, Kartušyn e Antonivka), un ripetitore terrestre per il controllo dei droni a Trubčevsk e un deposito di munizioni vicino a Dovžans'k nella regione di Luhansk. Lo Stato Maggiore ha precisato che l'entità dei danni è ancora in fase di accertamento e che il lavoro sui principali obiettivi militari russi continua.

Dove le versioni divergono

Le fonti ucraine concordano sulla sostanza degli attacchi. Un'unica divergenza riguarda la datazione: una fonte data gli strike dello Stato Maggiore al «9 settembre e alla notte del 10 settembre 2026», stabilendo quindi l'anno in modo esplicito, mentre le altre fonti indicano la data senza precisare l'anno.

Contesto

Zelensky ha annunciato gli attacchi in un post su Telegram, inquadrando tutti gli otto obiettivi come strutture che «lavorano per la guerra». La società ucraina Fire Point ha dichiarato che il porto di Machačkala è stato colpito con droni FP-1. Residenti locali hanno riferito di esplosioni nella città durante la notte del 10 settembre. Lo Stato Maggiore ucraino ha comunicato che l'entità dei danni è ancora in fase di accertamento e che il lavoro sui principali obiettivi militari russi prosegue.