Il premier slovacco Fico dichiara che non intende onorare l'Articolo 5 della NATO in caso di attacco russo
Il primo ministro della Slovacchia Robert Fico ha dichiarato, in un discorso tenuto davanti a studenti e personale di un ospedale a Prešov, di non avere intenzione di adempiere gli obblighi previsti dall'Articolo 5 del Trattato Nord-Atlantico né di partecipare alla difesa degli alleati in caso di attacco russo, aggiungendo che farà tutto il possibile per evitare che il Paese venga coinvolto in un conflitto armato. Nel discorso Fico non ha mai menzionato la Russia come aggressore, accusando invece i leader europei di «retorica bellicosa». Le dichiarazioni precedono di un giorno una sua visita annunciata a Kiev per incontrare il presidente Volodymyr Zelensky e il primo ministro Serhiy Koretsky.
Punti chiave
- Il premier slovacco Robert Fico ha detto di non voler onorare l'Articolo 5 della NATO in caso di attacco russo.
- Le dichiarazioni sono state rilasciate in un discorso davanti a studenti e personale di un ospedale a Prešov.
- Fico non ha mai menzionato la Russia come aggressore né come fonte di minaccia militare, accusandoli invece di «retorica bellicosa».
- Fico ha affermato che la probabilità di un conflitto militare pan-europeo non è mai stata «così seria e tesa come ora».
- Ha annunciato una visita a Kiev il 18 settembre per incontrare il presidente Zelensky e il primo ministro Koretsky.
- L'Articolo 5 del Trattato Nord-Atlantico prevede che un attacco armato contro uno o più membri sia considerato un attacco contro tutti gli alleati, pur lasciando a ciascuno Stato la scelta delle forme di assistenza.
Perché è importante
La dichiarazione proviene dal capo del governo di uno Stato membro della NATO e rifiuta in termini espliciti il rispetto dell'impegno centrale di difesa collettiva dell'Alleanza, proprio mentre nelle settimane precedenti si sono registrate incursioni di droni russi e atti di sabotaggio sospetti sul territorio di Paesi NATO. Il rifiuto di nominare la Russia come fonte di minaccia, unito all'accusa di «retorica bellicosa» rivolta ai leaders, è stato letto dai media ucraini come un segnale di allineamento con Mosca. Fico ha rilasciato queste affermazioni alla vigilia di una visita annunciata a Kiev, dove avrebbe incontrato il presidente Zelensky e il primo ministro Koretsky.
Che cosa è successo
Il 17 settembre il premier slovacco Robert Fico, in un discorso davanti a studenti e personale di un ospedale a Prešov, ha dichiarato di non avere intenzione di onorare gli obblighi derivanti dall'Articolo 5 del Trattato Nord-Atlantico né di partecipare alla difesa degli alleati in caso di attacco russo. Ha affermato di non volere che la Slovacchia venga coinvolta in alcun conflitto militare a causa dell'Articolo 5 e che, come premier, farà tutto il necessario per evitarlo, pur ribadendo l'importanza dell'adesione slovacca alla NATO e il rispetto degli impegni di cooperazione. Nel suo intervento Fico non ha mai menzionato la Russia come aggressore o fonte di minaccia per l'Europa, accusando invece i leader europei di «retorica bellicosa» e domandandosi contro chi la NATO dovrebbe difendersi. Ha inoltre definito la situazione sulla probabilità di un conflitto pan-europeo la più «seria e tesa» mai vista. Le dichiarazioni precedono di un giorno una visita annunciata a Kiev, dove Fico intendeva incontrare il presidente Volodymyr Zelensky e il primo ministro Serhiy Koretsky.
Come la raccontano le fonti ucraine
I sette articoli ucraini raccolti sull'evento — tutti provenienti da media e agenzie ucraine — incentrano la notizia sulla dichiarazione di un leader NATO che rifiuta pubblicamente l'impegno di difesa collettiva contro la Russia, sottolineando come le parole di Fico siano state pronunciate senza mai nominare Mosca come aggressore e con accuse di «retorica bellicosa» rivolte ai leader europei. I titoli e le analisi dei media ucraini inquadrano il rifiuto come un segnale di postura filorussa e lo collegano ai precedenti del premier slovacco: lo stop agli aiuti militari all'Ucraina dopo il suo ritorno al governo nell'autunno 2023, l'opposizione all'adesione ucraina alla NATO durante il 2024-2025 e la contrarietà espressa nel giugno 2026 a un ulteriore sostegno su larga scala prima del vertice NATO di Ankara. I pezzi mettono inoltre la dichiarazione in parallelo con i recenti incidenti ibridi russi sul territorio NATO — droni in Polonia, Lituania, episodi in Germania e in Slovacchia stessa — presentando il rifiuto di Fico sullo sfondo di una fase di pressione russa sull'Alleanza.
Dove le versioni divergono
I media ucraini raccolti differiscono nell'enfasi: alcuni presentano il rifiuto come una rinuncia agli obblighi NATO, altri come una rivendicazione della libertà della Slovacchia di scegliere come onorarli, pur citando le stesse parole di Fico. Le fonti divergono inoltre nella traslitterazione del nome del primo ministro ucraino atteso a Kiev — Koretsky, Koreckyi o Koretskyi.
Contesto
L'Articolo 5 del Trattato Nord-Atlantico stabilisce che un attacco armato contro uno o più membri dell'Alleanza è considerato un attacco contro tutti gli alleati, pur lasciando a ciascuno Stato la determinazione delle forme specifiche di assistenza, che non implicano necessariamente l'invio automatico di truppe. Robert Fico, dopo essere tornato alla guida del governo slovacco nell'autunno del 2023, ha immediatamente sospeso gli aiuti militari all'Ucraina e ha più volte rilasciato dichiarazioni che fonti ucraine descrivono come giustificative dell'invasione russa. Nel 2024-2025 si è opposto sistematicamente all'adesione dell'Ucraina alla NATO, minacciando di porre il veto, e nel giugno 2026 ha espresso contrarietà a un ulteriore sostegno finanziario e militare su larga scala prima del vertice NATO di Ankara. Nelle settimane precedenti il discorso si sono registrati diversi episodi: il 13 settembre un drone russo ha colpito una locomotiva di un treno passeggeri alla stazione di Yahodyn, a circa 2 km dal confine polacco; il 14 settembre un elicottero delle forze armate danesi è stato fatto bersaglio di razzi segnalatori da una fregata russa; il 15 settembre un drone russo è stato abbattuto in Lituania; il 17 settembre un altro drone russo è caduto vicino al valico di Yahodyn-Dorohusk. In agosto la polizia slovacca aveva annunciato di aver sventato un tentativo di incendio doloso presso lo stabilimento di droni Skyeton, arrestando tre sospetti — due lettoni e un ucraino — con l'azienda che ha collegato l'episodio a Mosca. Prima del governo Fico, la Slovacchia aveva trasferito all'Ucraina 13 pacchetti di aiuti militari per circa 671 milioni di euro e circa dieci MiG-29.