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Quattro deputati USA a Trump: non allentare le sanzioni contro la Russia, applichi la “legge Graham”

Quattro membri bipartisan della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti — Marcy Kaptur, Brian Fitzpatrick, Mike Quigley e Joe Wilson, copresidenti dell'Ukrainian Caucus e membri del Congressional Ukraine Support Group — hanno inviato una lettera al presidente Donald Trump esortandolo a non indebolire le sanzioni contro la Russia e ad applicare invece la "legge Graham". L'appello giunge in risposta alle notizie di stampa secondo cui l'amministrazione Trump starebbe valutando uno scambio tra l'allentamento delle sanzioni e il ripristino dei legami economici con Mosca, da un lato, e il rilascio di prigionieri politici detenuti dalla Russia, dall'altro.

Punti chiave

  • La lettera è firmata dai deputati Marcy Kaptur, Brian Fitzpatrick, Mike Quigley e Joe Wilson, copresidenti dell'Ukrainian Caucus al Congresso.
  • L'appello chiede di non allentare le sanzioni contro la Russia e di applicare la "legge Graham", che prevede restrizioni definite "infernali".
  • La lettera risponde a notizie di stampa secondo cui l'amministrazione Trump valuterebbe un alleggerimento delle sanzioni in cambio del rilascio di prigionieri politici.
  • I legislatori affermano che indebolire le sanzioni incoraggerebbe la Russia e prolungherebbe la guerra.
  • La "legge Graham" fissa al 18 ottobre il termine entro cui il presidente USA è tenuto ad annunciare sanzioni contro la Russia.
  • I firmatari definiscono Vladimir Putin un criminale di guerra e sostengono che "la pace in Europa può essere raggiunta solo attraverso la forza".

Perché è importante

L'appello mostra una resistenza bipartitica all'interno del Congresso a qualsiasi allentamento delle sanzioni durante la guerra, e lega la discussione politica a una scadenza concreta: la "legge Graham" impone al presidente degli Stati Uniti di annunciare sanzioni contro la Russia entro il 18 ottobre. I legislatori collegano inoltre la questione delle sanzioni a un dibattito più ampio sullo scambio tra prigionieri politici e agevolazioni economiche a Mosca, segnalando che qualsiasi concessione di questo tipo sarebbe contestata in Congresso.

Che cosa è successo

Quattro membri della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti — i deputati democratici Marcy Kaptur e Mike Quigley, il repubblicano Brian Fitzpatrick e il repubblicano Joe Wilson, tutti copresidenti dell'Ukrainian Caucus e membri del Congressional Ukraine Support Group — hanno inviato una lettera aperta al presidente Donald Trump. Nel testo chiedono di non allentare le sanzioni contro la Russia e di dare invece piena applicazione alla "legge Graham", che prevede quella che è stata definita una serie di restrizioni "infernali" contro la Federazione Russa. L'iniziativa è una risposta diretta a notizie di stampa — in particolare un articolo pubblicato il 29 settembre da The Atlantic — secondo cui l'inviato pubblico per l'Europa orientale, John Coale, avrebbe proposto uno scambio in stile guerra fredda: il rilascio di prigionieri politici detenuti dalla Russia in cambio di un allentamento delle sanzioni e del ripristino dei legami economici con Mosca. I quattro legislatori avvertono che un simile passo incoraggerebbe Mosca e prolungherebbe la guerra, definiscono Vladimir Putin un criminale di guerra e affermano che "la pace in Europa può essere raggiunta solo attraverso la forza". Sollecitano inoltre un rafforzamento rapido della pressione economica sulla Russia.

Contesto

La "legge Graham" prende il nome dal senatore Lindsey Graham, che insieme al senatore Richard Blumenthal introdusse nell'aprile 2025 un disegno di legge che prevedeva un dazio del 500% sulle importazioni dai Paesi che continuano ad acquistare petrolio e altre materie prime russe. Nel giugno 2025 il Wall Street Journal riferì che l'amministrazione stava cercando di ammorbidire il testo, e Politico osservò che il provvedimento avrebbe potuto essere significativamente indebolito prima dell'approvazione. Il 10 luglio 2026, in occasione di una visita a Kyiv, il senatore Graham annunciò di aver raggiunto un accordo con la Casa Bianca su una nuova versione del disegno di legge; il giorno successivo morì improvvisamente. Il 16 settembre la Camera dei rappresentanti ha approvato il provvedimento, che il presidente Trump ha firmato nella notte tra il 18 e il 19 settembre come "Lindsey O. Graham Act on Imposing Sanctions against Russia and Iran of 2026". La legge autorizza dazi fino al 100% sui Paesi che continuano ad acquistare energia russa, amplia le restrizioni sulla leadership militare russa, sui settori finanziario ed energetico, sui fornitori esteri e sulle imunità della "flotta ombra", e rafforza i controlli sulle esportazioni di beni utilizzabili per la produzione di armamenti. In precedenza, un gruppo di senatori democratici USA aveva chiesto con una dichiarazione congiunta l'applicazione della legge, e lo stesso Trump, nel suo intervento all'Assemblea generale dell'ONU, si era detto pronto ad applicarla "se necessario".