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Camera USA verso il voto sul disegno di legge Graham-Blumenthal sulle sanzioni alla Russia

La Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti dovrebbe votare la settimana prossima il disegno di legge sulle sanzioni contro la Russia (e l'Iran) co-firmato dai senatori Lindsey Graham e Richard Blumenthal, noto come H.R. 5334. Il testo, già approvato dal Senato, è oggetto di forti resistenze bipartisan per i poteri tariffari che conferirebbe al presidente Donald Trump.

Punti chiave

  • Voto previsto nella settimana del 14 settembre 2026; il Comitato regole della Camera ha calendarizzato l'esame per il pomeriggio del 14 settembre
  • Il disegno di legge è formalmente intitolato H.R. 5334 'Lindsey Graham Sanctions on Russia and Iran Act' e può essere approvato a maggioranza semplice
  • Autorizza il presidente Trump a imporre dazi fino al 100% sui cinque maggiori acquirenti di petrolio e gas russi e sui cinque paesi che aiutano la Russia a eludere le sanzioni energetiche
  • Prevede dazi fino al 500% sulle merci importate direttamente dalla Russia e sanzioni obbligatorie contro la leadership russa, il settore energetico, l'industria della difesa e la cosiddetta flotta ombra
  • Il Senato ha approvato il testo il 7 agosto con 86 voti favorevoli e 11 contrari
  • Il coautore Lindsey Graham è morto il 12 luglio 2026, due giorni dopo aver annunciato a Kiev un accordo con la Casa Bianca su una versione rivista del provvedimento
  • Democratici (Hakeem Jeffries, Gregory Meeks, Richard Neal, Don Beyer) e senatori Wyden e Warren si oppongono al testo; la US Chamber of Commerce chiede di stralciare le disposizioni tariffarie

Perché è importante

Se approvato, il disegno di legge rappresenterebbe una delle più ampie escalation delle sanzioni americane contro Mosca dall'inizio dell'invasione, colpendo il settore energetico, l'industria della difesa e la flotta ombra, e introducendo dazi punitivi fino al 500% contro la Russia e fino al 100% contro i principali acquirenti delle sue materie prime energetiche. L'esito del voto segnalerà il livello di determinazione del Congresso USA a esercitare pressione economica su Mosca e avrà ricadute dirette sulla posizione ucraina nel conflitto, mentre l'opposizione bipartisan — inclusi i timori di concedere al presidente Trump poteri tariffari eccessivi — rende il passaggio tutt'altro che scontato.

Che cosa è successo

La Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti è pronta a votare la settimana prossima il disegno di legge sulle sanzioni contro Russia e Iran (H.R. 5334), co-firmato dai senatori Lindsey Graham e Richard Blumenthal. Secondo Bloomberg, che ha riportato la notizia l'11 settembre, il Comitato regole della Camera ha calendarizzato l'esame del provvedimento per il pomeriggio del 14 settembre, in una procedura che ne consente l'approvazione a maggioranza semplice. Il testo, già passato al Senato il 7 agosto con 86 voti favorevoli e 11 contrari, autorizza il presidente Donald Trump a imporre dazi fino al 100% sui cinque maggiori acquirenti di petrolio e gas russi e sui cinque paesi che aiutano la Russia a evadere le sanzioni energetiche, e prevede dazi fino al 500% sulle importazioni dirette dalla Russia, oltre a sanzioni obbligatorie contro la leadership russa, il settore energetico, l'industria della difesa e la cosiddetta flotta ombra. Il provvedimento è formalmente intitolato 'Lindsey Graham Sanctions on Russia and Iran Act'. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla conferenza Yalta European Strategy, ha chiesto al Congresso americano di approvarlo immediatamente. Tuttavia, il disegno di legge incontra una forte opposizione bipartisan: il leader democratico alla Camera Hakeem Jeffries e altri democratici — tra cui Gregory Meeks, Richard Neal e Don Beyer, insieme ai senatori Ron Wyden ed Elizabeth Warren — temono che il testo conferisca a Trump poteri tariffari eccessivi. Anche l'entusiasmo dei repubblicani alla Camera è tiepido, e l'US Chamber of Commerce ha chiesto in una lettera al leadership della Camera di stralciare le disposizioni tariffarie. La senatrice democratica Jeanne Shaheen, figura di punta alla commissione Esteri del Senato, ha lanciato un appello pubblico a sostenere il testo.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le testate ucraine — tra cui NV, ZN.UA, Radio Svoboda, Babel e LIGA.net — presentano il voto come un momento decisivo per l'Ucraina. Evidenziano l'appello del presidente Zelensky alla YES affinché il Congresso approvi subito il disegno di legge e danno risalto al sostegno esterno al provvedimento, come l'appello pubblico della senatrice Jeanne Shaheen e il commento di un funzionario europeo anonimo che ha definito il testo un importante segnale politico e simbolico di sostegno a Kiev, pur riconoscendone i limiti. Le fonti ucraine insistono sulla portata delle sanzioni previste — settore energetico, industria della difesa, flotta ombra — e sui dazi che colpirebbero i maggiori acquirenti di idrocarburi russi, senza omettere le resistenze interne al Congresso USA.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono sull'esito e la data del voto al Senato del disegno di legge Graham-Blumenthal: una fonte riporta 86 voti favorevoli e 11 contrari l'8 agosto, un'altra indica 86 voti favorevoli e 12 contrari il 28 luglio.

Contesto

Il disegno di legge era stato introdotto al Senato degli Stati Uniti all'inizio di aprile 2025; una versione precedente prevedeva un dazio del 500% sulle importazioni dai paesi che continuavano ad acquistare energia russa. Il 10 luglio 2026 il senatore Lindsey Graham aveva annunciato a Kiev, in una conferenza stampa, di aver raggiunto un accordo con la Casa Bianca su una versione rivista del testo, morendo improvvisamente due giorni dopo, il 12 luglio. Il Senato ha poi approvato il provvedimento il 7 agosto 2026 con 86 voti favorevoli e 11 contrari. Tra i maggiori acquirenti di prodotti petroliferi russi figurano Cina, India e Turchia, che rientrerebbero tra i paesi potenzialmente colpiti dai dazi. Nel giugno 2025 il Wall Street Journal aveva riferito che l'amministrazione Trump stava cercando di spingere Graham ad ammorbidire il testo; il 31 agosto Politico ha ipotizzato che il disegno di legge potesse essere bocciato alla Camera a causa delle divisioni tra repubblicani e democratici.