Trump firma la legge sulle 'sanzioni infernali' contro la Russia: tariffe fino al 500% e termine fissato al 18 ottobre
Il presidente Donald Trump ha firmato la cosiddetta legge sulle "sanzioni infernali", originariamente promossa dal senatore Lindsey Graham e approvata da entrambe le camere del Congresso. La normativa codifica le sanzioni USA contro la Russia in cinque ambiti — energia, flotta ombra, settore finanziario, forniture al complesso militare-industriale russo e meccanismi di elusione — prevedendo tariffe fino al 500% sui beni russi e fino al 100% su quelli dei Paesi terzi che acquistano petrolio o gas russo. L'Ucraina, tramite il commissario presidenziale Vladyslav Vlasiuk, sta già collaborando con Washington trasmettendo proposte concrete e liste di trader, navi e intermediari.
Punti chiave
- Il presidente Trump ha firmato la legge circa una settimana prima della pubblicazione dell'articolo.
- La legge, originariamente promossa dal senatore Lindsey Graham, è stata approvata da entrambe le camere del Congresso USA.
- Sono previste tariffe fino al 500% sui beni russi e fino al 100% sui beni dei Paesi terzi che acquistano volumi significativi di petrolio o gas russo o facilitano l'elusione delle sanzioni.
- Gli ambiti codificati sono: energia, flotta ombra, settore finanziario, forniture al complesso militare-industriale russo e meccanismi di elusione.
- Le sanzioni acquistano forza di legge e possono essere revocate solo quando la Russia firmi un accordo di pace accettato da un governo ucraino indipendente e cessi le ostilità.
- L'amministrazione USA ha tempo fino al 18 ottobre per attuare le misure previste dalla legge.
- L'Ucraina ha già trasmesso a Washington proposte concrete, incluse liste di trader, petroliere, capitani e intermediari.
Perché è importante
La legge trasforma le sanzioni USA contro la Russia in norme con forza di legge, non più rimovibili con una semplice decisione esecutiva. Introduce dazi punitivi senza precedenti — fino al 500% sui beni russi e fino al 100% su quelli dei Paesi terzi — colpendo in particolare i grandi acquirenti di idrocarburi russi come Cina e India. Fissa un termine concreto, il 18 ottobre, entro il quale l'amministrazione deve agire, e amplia il perimetro delle sanzioni a fornitori esteri, banche, intermediari finanziari e operatori di asset digitali che alimentano l'apparato militare-industriale e le esportazioni energetiche di Mosca.
Che cosa è successo
Il presidente Donald Trump ha firmato la cosiddetta legge sulle "sanzioni infernali", originariamente promossa dal senatore Lindsey Graham e approvata da entrambe le camere del Congresso degli Stati Uniti. La normativa codifica le sanzioni americane contro la Russia in cinque ambiti: energia, flotta ombra, settore finanziario, forniture al complesso militare-industriale russo e meccanismi di elusione. Prevede tariffe fino al 500% sui beni russi e fino al 100% sui beni provenienti da Paesi terzi che acquistano volumi significativi di petrolio o gas russo o facilitano l'aggiramento delle sanzioni. Le sanzioni esistenti acquistano forza di legge e possono essere revocate solo quando la Russia firmi un accordo di pace accettato da un governo ucraino indipendente e cessi le ostilità. La legge fissa al 18 ottobre il termine entro cui l'amministrazione USA deve attuare le misure previste. È previsto un meccanismo di "waiver" che consente al presidente di non applicare singole disposizioni per ragioni di interesse nazionale, lasciando all'esecutivo un'ampia discrezionalità su chi sanzionare, quali Paesi includere e il livello dei dazi. L'Ucraina, attraverso il commissario presidenziale per la politica delle sanzioni Vladyslav Vlasiuk, considera la legge una base per il lavoro congiunto e ha già trasmesso a Washington proposte concrete su tutti gli ambiti codificati — incluse liste di trader, petroliere, capitani, aziende, rotte e intermediari — e sta collaborando con il Congresso, in particolare il Senato, per sollecitare la Casa Bianca a non ritardare l'applicazione della legge.
Come la raccontano le fonti internazionali
Cina e India, principali acquirenti di energia russa, hanno reagito con durezza alla legge. Il provvedimento è pensato anche per colpire le banche straniere — segnalate in particolare negli Emirati Arabi Uniti, Turchia, Asia centrale e Hong Kong — che facilitano i pagamenti russi, nonché gli operatori di sistemi di messaggistica finanziaria e i partecipanti a transazioni in asset digitali.
Contesto
La legge è stata originariamente promossa dal senatore Lindsey Graham e approvata da entrambe le camere del Congresso USA prima della firma presidenziale. Nel febbraio 2026, dopo le precedenti sanzioni contro Rosneft e Lukoil, le entrate petrolifere russe si attestavano a 9,75 miliardi di dollari e le esportazioni erano scese a circa 6,6 milioni di barili al giorno, con la Russia che ha dirottato parte del proprio commercio verso acquirenti precedentemente non sanzionati. Mosca continua inoltre a ricevere tecnologie e componenti critici attraverso Paesi terzi, anche tramite istituti bancari con sede negli Emirati Arabi Uniti, in Turchia, in Asia centrale e a Hong Kong. La legge include un meccanismo di "waiver" che consente al presidente USA di esentare singole disposizioni per ragioni di interesse nazionale, lasciando all'amministrazione un'ampia discrezionalità implementativa.