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Trump sospende con un ordine esecutivo le sanzioni previste dalla "legge Graham" contro la Russia

Il 16 ottobre 2026 il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che sospende l'applicazione delle sanzioni, delle restrizioni e dei dazi previsti dalla "legge Graham" (Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026) contro la Russia. Trump ha invocato la sezione 115 della legge, che consente al presidente di rinunciare alle misure certificando al Congresso che la rinuncia è nell'interesse nazionale degli Stati Uniti. La sospensione resta in vigore finché Trump o il segretario di Stato non decideranno diversamente.

Punti chiave

  • Trump ha firmato il 16 ottobre 2026 un ordine esecutivo che sospende le sanzioni, le restrizioni e i dazi previsti dalla "legge Graham".
  • La "legge Graham" (H.R. 5334) era stata approvata dal Congresso il 17 settembre 2026 e firmata da Trump il 19 settembre 2026; il termine di 30 giorni per la sua attuazione scadeva il 18 ottobre 2026.
  • La legge prevedeva dazi del 100% sui beni provenienti dai cinque maggiori importatori di petrolio o gas russo e dazi del 500% sulle importazioni di energia russa negli USA, oltre a sanzioni contro entità russe, oligarchi e navi della flotta ombra.
  • Trump ha invocato la sezione 115 della legge, presentando al Congresso una certificazione scritta secondo cui la rinuncia è nell'interesse nazionale degli Stati Uniti.
  • L'ordine istituisce formalmente i dazi previsti dalla legge ma ne sospende l'applicazione, consentendo a Trump di attivarli in seguito se lo riterrà opportuno.
  • Secondo Bloomberg, la decisione è legata ai prezzi record del diesel negli USA e alle elezioni di midterm del 3 novembre 2026.
  • Il 14 ottobre 2026 un gruppo bipartisan di 12 senatori e 22 deputati di entrambi i partiti avevano chiesto a Trump di revocare la licenza OFAC sul diesel russo e di applicare pienamente la legge Graham.

Perché è importante

Trump ha sospeso un pacchetto di sanzioni ampio contro la Russia e i maggiori acquirenti delle sue esportazioni energetiche a meno di 48 ore dalla scadenza legale per la sua attuazione. L'ordine codifica formalmente i dazi ma li lascia inattivi, mantenendo aperta la possibilità di attivarli in seguito a discrezione del presidente. Trump ha addotto considerazioni di politica interna americana — i prezzi record del diesel e le elezioni di midterm del 3 novembre 2026 — come motivazione della rinuncia. La mossa è stata condannata da un gruppo bipartisan di 12 senatori e 22 deputati di entrambi i partiti, che avevano chiesto l'applicazione della legge e la revoca di una licenza OFAC che autorizzava le transazioni sul diesel russo. La decisione arriva in un contesto di deterioramento documentato delle relazioni tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, di pressioni americane su Kyiv per fermare gli attacchi alle infrastrutture petrolifere russe e di precedenti critiche pubbliche di Trump contro Zelensky. La rinuncia evita inoltre un potenziale scontro con i maggiori acquirenti di energia russa — Cina, India e Turchia — che avevano pubblicamente contestato la portata extraterritoriale della legge.

Che cosa è successo

Il 16 ottobre 2026 il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo, pubblicato sul sito della Casa Bianca lo stesso giorno, che sospende l'applicazione delle sanzioni, delle restrizioni e dei dazi previsti dalla "legge Graham" contro la Russia. La legge, formalmente denominata "Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026" (H.R. 5334), era stata approvata dal Congresso il 17 settembre 2026 e firmata dallo stesso Trump il 19 settembre 2026; il primo termine di 30 giorni per la sua attuazione scadeva il 18 ottobre 2026. La legge prevedeva dazi del 100% sui beni provenienti dai cinque maggiori importatori di petrolio o gas russo, dazi del 500% sulle importazioni di energia russa negli Stati Uniti e sanzioni contro numerose entità legali russe, oligarchi, banche, istituzioni finanziarie, fornitori esteri e navi della "flotta ombra". Per sospendere le misure Trump ha invocato la sezione 115 della legge, che consente al presidente di rinunciare alle sanzioni, alle restrizioni e ai dazi purché presenti al Congresso una certificazione scritta — accompagnata da una relazione che ne spieghi le motivazioni — secondo cui la rinuncia è nell'interesse nazionale degli Stati Uniti. L'ordine esecutivo istituisce formalmente i dazi previsti dalla legge ma ne sospende immediatamente l'applicazione, il che significa che Trump potrà attivarli successivamente se lo riterrà opportuno. La sospensione resta in vigore finché Trump o funzionari di alto livello della sua amministrazione non decideranno che sia opportuno adottare ulteriori misure. La legge non consente comunque alla rinuncia di cancellare le sanzioni precedentemente imposte contro la Russia tramite altri ordini esecutivi americani.

Come la raccontano le fonti ucraine

Tutte le fonti fornite sono media e agenzie ucraine, che inquadrano l'ordine esecutivo come una ritirata politicamente significativa da una legislazione sulle sanzioni firmata da Trump stesso poche settimane prima. La copertura sottolinea la tempistica rispetto alla scadenza di attuazione del 18 ottobre 2026 e il fatto che Trump abbia usato proprio la clausola di deroga della legge per sospendere le misure che essa aveva appena codificato. I media ucraini pongono in primo piano la reazione bipartisan del Congresso, tra cui la lettera dei 12 senatori che ha definito l'accordo sul diesel russo un "tradimento del popolo ucraino" e l'appello dei 22 deputati di entrambi i partiti. Le fonti ucraine evidenziano inoltre che la decisione è arrivata insieme alle pressioni americane su Kyiv per interrompere gli attacchi alle strutture petrolifere russe e nel contesto di un deterioramento delle relazioni Trump-Zelensky, inquadrandola come parte di un più ampio allontanamento dal sostegno all'Ucraina.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono su ciò che la rinuncia copre esattamente: la maggior parte descrive la sospensione di sanzioni, restrizioni e dazi previsti dalla legge Graham, mentre altre si concentrano strettamente sulla cancellazione dei dazi (in particolare delle sezioni 112 e 113) o inquadrano la sospensione come rivolta ai Paesi acquirenti di energia russa piuttosto che alla Russia stessa. Due fatti presentano dettagli contrastanti sul numero di Paesi interessati dai dazi del 100%: uno indica i cinque maggiori acquirenti di petrolio russo, un altro i cinque maggiori importatori di petrolio o gas russo più altri cinque Paesi che contribuiscono intenzionalmente all'evasione delle sanzioni. Le fonti sono inoltre in disaccordo sulla data della General License No. 135 dell'OFAC: un fatto la colloca al 9 ottobre 2026, un altro al 9 ottobre 2025.

Contesto

La "legge Graham" (H.R. 5334) era stata avviata dai senatori Lindsey Graham e Richard Blumenthal e originariamente registrata al Senato nell'aprile 2025. Il Congresso l'ha approvata il 17 settembre 2026 e Trump l'ha firmata il 19 settembre 2026; il primo termine di 30 giorni per la sua attuazione scadeva il 18 ottobre 2026. La legge imponeva dazi del 100% sui beni dei cinque maggiori importatori di petrolio o gas russo, dazi del 500% sulle importazioni di energia russa negli USA e sanzioni contro entità russe, oligarchi, banche, navi della flotta ombra e soggetti esteri che sostenevano la guerra della Russia contro l'Ucraina. Il senatore Lindsey Graham è morto l'11 luglio 2026, poco dopo aver annunciato un accordo con la Casa Bianca su una versione aggiornata del disegno di legge durante una conferenza stampa a Kiev; il 14 luglio 2026 è stata presentata una versione in parte ammorbidita. Il 9 ottobre 2026 l'OFAC del Dipartimento del Tesoro ha emesso la General License No. 135 che autorizzava le transazioni sul diesel russo, e Trump ha annunciato un accordo per l'immissione di diesel russo sui mercati mondiali. Il 14 ottobre 2026 un gruppo bipartisan di 12 senatori ha inviato a Trump una lettera definendo l'accordo sul diesel un "tradimento del popolo ucraino" e chiedendo la piena attuazione della legge Graham; 22 deputati di entrambi i partiti hanno avanzato una richiesta analoga. L'ordine esecutivo porta la data del 16 ottobre 2026 ed è stato pubblicato sul sito della Casa Bianca lo stesso giorno. La sospensione resta in vigore finché Trump o funzionari di alto livello della sua amministrazione non decideranno che siano opportune ulteriori misure. La legge non consente comunque alla rinuncia di cancellare le sanzioni precedentemente imposte contro la Russia tramite altri ordini esecutivi. La decisione è maturata sullo sfondo di un deterioramento delle relazioni tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e delle preoccupazioni europee per un possibile indebolimento del sostegno americano a Kiev. La Casa Bianca ha inoltre fatto pressione sull'Ucraina perché interrompesse gli attacchi alle strutture petrolifere russe, minacciando di bloccare gli acquisti di armi e la condivisione di intelligence; l'Ucraina ha inizialmente acconsentito ma ha poi ripreso gli attacchi, mentre la Russia ha continuato a colpire le infrastrutture energetiche ucraine.