Trump e Putin patteggiano l'ingresso di diesel russo nel mercato USA, il Congresso risponde con una proposta di legge
Il 9 ottobre 2026 il presidente USA Donald Trump ha concordato in una telefonata con Vladimir Putin la fornitura di centinaia di migliaia di tonnellate di diesel russo ai mercati americano e mondiale; il Dipartimento del Tesoro ha quindi concesso una licenza d'importazione valida fino al 7 aprile 2027. La decisione, che aggira il divieto del 2022 sulle importazioni energetiche russe, ha provocato una condanna bipartisan al Congresso — sette senatori hanno chiesto l'immediata revoca, e il 16 ottobre il deputato democratico Gregory Meeks ha presentato un disegno di legge bipartisan, il "Prohibit Corrupt Russia Oil Deals Act", per bloccare l'accordo. Lo stesso giorno, a Bruxelles, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha criticato l'intesa come un'indebolimento che finanzia la guerra russa, proponendo in alternativa un accordo diesel USA-Ucraina in cambio della protezione antibalistica delle infrastrutture energetiche ucraine.
Punti chiave
- Il 9 ottobre 2026 Trump e Putin hanno concordato per telefono la fornitura di centinaia di migliaia di tonnellate di diesel russo ai mercati americano e mondiale; il Tesoro USA ha rilasciato una licenza d'importazione valida fino al 7 aprile 2027.
- Sette senatori USA di entrambi i partiti hanno definito la decisione contraria alla legislazione americana e chiesto l'immediata revoca; il Congresso ha ricordato che dal 2022 vige il divieto d'importazione di energia russa.
- Il 16 ottobre il deputato democratico Gregory Meeks ha presentato alla Camera un disegno di legge bipartisan, "Prohibit Corrupt Russia Oil Deals Act", per vietare investimenti della DFC nel settore energetico russo, annullare le licenze OFAC e imporre sanzioni.
- Lo stesso 16 ottobre Trump ha firmato un ordine che sospende l'applicazione delle sanzioni e dei dazi previsti dalla "Graham Law" contro la Russia, citando interessi nazionali.
- L'amministrazione Trump ha minacciato di interrompere le forniture di armi, la condivisione di intelligence e gli acquisti europei di armi americane per l'Ucraina se Kyiv non fermerà gli attacchi alle raffinerie russe.
- A Bruxelles Zelensky ha definito l'accordo una "sorpresa" per Kiev e "un'ovvia debolezza" che dà a Mosca ulteriori fondi per la guerra; ha proposto un'intesa diesel USA-Ucraina in cambio di missili antibalistici per proteggere l'energia ucraina.
- Il Cremlino ha revocato in anticipo il divieto di esportazione di diesel introdotto nel luglio 2026 in risposta agli attacchi ucraini alle raffinerie russe.
Perché è importante
L'accordo aggira il divieto del 2022 sulle importazioni di energia russa ed è stato deciso senza consultare il Congresso, provocando una condanna bipartisan. Contemporaneamente, l'amministrazione Trump chiede all'Ucraina di interrompere gli attacchi alle raffinerie russe, minacciando di tagliare armi e intelligence — una pressione che i funzionari ucraini leggono come un'indebolimento che finanzia la guerra di Mosca e che rischia di ridefinire l'alleanza transatlantica.
Che cosa è successo
Il 9 ottobre 2026 il presidente USA Donald Trump e il leader russo Vladimir Putin hanno concordato in una telefonata l'ingresso di centinaia di migliaia di tonnellate di diesel russo nei mercati americano e mondiale, con l'obiettivo dichiarato di ridurne i prezzi. Il Dipartimento del Tesoro ha rilasciato una licenza d'importazione valida fino al 7 aprile 2027. Il Cremlino ha revocato in anticipo il divieto di esportazione di diesel introdotto nel luglio 2026 dopo gli attacchi ucraini alle raffinerie russe. Sette senatori di entrambi i partiti hanno definito la decisione contraria alla legislazione e chiesto l'immediata revoca, ricordando il divieto del 2022. Il 16 ottobre il deputato democratico Gregory Meeks ha presentato alla Camera il "Prohibit Corrupt Russia Oil Deals Act", un disegno di legge bipartisan sostenuto da 16–17 co-firmatari, che vieta gli investimenti della DFC nel settore energetico russo, annulla le licenze generali OFAC e impone sanzioni. Lo stesso giorno Trump ha firmato un ordine che sospende l'applicazione delle sanzioni previste dalla "Graham Law", e l'amministrazione ha minacciato di interrompere le forniture di armi e la condivisione di intelligence se l'Ucraina non fermerà gli attacchi alle raffinerie russe. A Bruxelles Zelensky ha criticato l'accordo come un'ovvia debolezza che dà soldi alla guerra russa e ha proposto in alternativa un'intesa diesel USA-Ucraina in cambio di missili antibalistici per proteggere l'energia ucraina.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti ucraine descrivono l'accordo come un tradimento imposto a Kyiv senza consultazione: Zelensky lo definisce una "sorpresa" e "un'ovvia debochezza" che finanzia la guerra, e propone un patto alternativo con gli USA sul diesel in cambio di garanzie di protezione del sistema energetico ucraino, inclusi missili antibalistici. I commentatori — tra cui l'ex capo di Ukrenergo Volodymyr Kudrytsky, l'ex capo di Naftogaz Andriy Kobolev e l'osservatore israeliano Yigal Levin — contestano la tesi di Trump che gli attacchi ucraini alle raffinerie causino l'aumento dei prezzi USA, giudicandola "assurdità pura", e leggono la pressione americana su Kyiv come mosse di politica interna in vista delle elezioni di midterm, come desiderio di riavvicinamento strategico a Mosca, o con una possibile componente di corruzione. La copertura sottolinea l'asimmetria del cosiddetto "cessate il fuoco energetico" annunciato da Trump: l'Ucraina ha una sola raffineria, la Russia una rete estesa.
Come la raccontano le fonti internazionali
Le fonti internazionali — concentrate sull'agenzia azera APA e sui resoconti francesi delle dichiarazioni di Macron — hanno un tono più diplomatico. Macron ha definito la decisione "inappropriata e inefficace", ricordando che i volumi di diesel russo già esistono sul mercato e che la mossa non risolve il problema dei prezzi mondiali, crea un fattore di divisione e richiede il ripristino della fiducia tra alleati. Il premier ungherese Péter Magyar ha invece accolto l'accordo come opportunità per giustificare il rinnovo dell'esenzione di Budapest dalle sanzioni energetiche contro la Russia. Nel complesso la copertura internazionale è più cauta e interessata, mentre quella ucraina è apertamente conflittuale verso Trump.
Dove le versioni divergono
Le fonti divergono sul volume esatto del diesel russo concordato: si parla genericamente di "centinaia di migliaia di tonnellate", Zelensky cita 300–500mila tonnellate al mese, mentre resoconti precedenti riportano una forbice 300mila–3 milioni di tonnellate. Anche sul consumo mondiale di diesel i numeri variano: Zelensky parla di 120 milioni di tonnellate al mese, Kudrytsky di 30–35 milioni, con cornici diverse dello stesso mercato. Sul numero di co-firmatari del disegno di legge Meeks la maggior parte delle fonti cita 16 (Politico), mentre altre ne indicano 17. L'opposizione bipartisan al Senato è descritta in forme diverse — un gruppo di 12 senatori, un gruppo separato di 7, e singoli senatori che hanno chiesto la cancellazione dell'accordo — indicando azioni parlamentari distinte ma sovrapposte.
Contesto
Nel 2022 il Congresso USA aveva vietato le importazioni di energia russa per evitare che fondi americani finanziassero la guerra di Mosca contro l'Ucraina. Nel luglio 2026 il Cremlino aveva introdotto un divieto di esportazione di diesel in seguito all'intensificarsi degli attacchi ucraini con droni contro le raffinerie russe — divieto revocato in anticipo dopo l'accordo con Trump. Una legge bipartisan sulle sanzioni, promossa dal compianto senatore Lindsey Graham, era passata con 86 voti contro 11 al Senato; Trump ha quindi firmato il 16 ottobre un ordine che ne sospende l'applicazione alla Russia. L'Ucraina dispone di una sola raffineria, ripetutamente colpita dalla Russia.