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L'Europa accelera sulle sanzioni alla Russia dopo l'accordo Trump-Putin sul diesel

I leader europei considerano l'intesa di Donald Trump con Vladimir Putin sulle forniture di diesel russo ai mercati mondiali come una mossa dettata dalle pressioni politiche interne americane in vista delle elezioni di midterm di novembre. In risposta, l'UE ha approvato il 12 ottobre la più ampia espansione del proprio elenco di sanzioni contro la Russia, mentre la Commissione europea prepara un 23° pacchetto di sanzioni settoriali. Polonia, Germania, Regno Unito e Norvegia chiedono di inasprire le restrizioni, e Kiev respinge l'affermazione di Trump su un cessate il fuoco energetico con Mosca.

Punti chiave

  • Il 9 ottobre Trump ha annunciato un accordo con Putin per la fornitura di diesel russo ai mercati mondiali.
  • Secondo funzionari europei e ucraini, i 4,8 milioni di tonnellate di diesel promessi coprirebbero solo circa 10 giorni di consumo statunitense.
  • Il 12 ottobre i ministri degli Esteri UE hanno approvato la più ampia espansione mai effettuata dell'elenco di sanzioni, con oltre 1.600 persone fisiche e giuridiche.
  • La Commissione europea sta lavorando a un 23° pacchetto di sanzioni settoriali, atteso entro la fine del 2026.
  • Il governo ucraino e i governi UE respingono l'affermazione di Trump su un cessate il fuoco energetico con la Russia; l'11 ottobre, dopo l'annuncio, la Russia ha colpito la centrale TEC-5 di Kharkiv e il villaggio di Pisochyn.
  • Il primo ministro polacco Donald Tusk e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno chiesto un significativo inasprimento delle sanzioni contro Mosca.

Perché è importante

L'accordo sul diesel russo è letto dai funzionari europei come un indebolimento della leva energetica su Mosca, dettato da esigenze di politica interna americana prima delle elezioni di midterm del 3 novembre 2026. I 4,8 milioni di tonnellate di diesel promesse coprirebbero solo circa 10 giorni di consumo USA, limitando l'effetto sui prezzi. In risposta, l'UE ha varato la più ampia espansione del proprio elenco di sanzioni e sta preparando un 23° pacchetto settoriale, segnalando una divergenza crescente con Washington sulla politica verso la Russia.

Che cosa è successo

Il 9 ottobre Donald Trump ha annunciato, durante una telefonata con Vladimir Putin, un'intesa per la fornitura di diesel russo ai mercati americano e mondiale, per un volume stimato di 4,8 milioni di tonnellate nei mesi successivi. Il 12 ottobre i ministri degli Esteri dell'UE hanno approvato la più ampia espansione mai effettuata del loro elenco di sanzioni, con oltre 1.600 persone fisiche e giuridiche aggiunte; la Commissione europea sta preparando un 23° pacchetto di sanzioni settoriali, atteso entro la fine del 2026. Il primo ministro polacco Donald Tusk e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno chiesto un significativo rafforzamento delle sanzioni, mentre Regno Unito e Norvegia si sono detti pronti ad aumentare la pressione su Mosca.

Come la raccontano le fonti ucraine

Kiev ha ufficialmente smentito l'esistenza di un accordo con la Russia sulla cessazione dei colpi contro le infrastrutture energetiche e ha chiesto a Washington di fornire i dettagli. Secondo la sintesi, Zelenskyy ha definito qualsiasi allentamento delle sanzioni senza un chiaro e duraturo accordo di de-escalation con il Cremlino una «evidente debolezza che gioca a favore della Russia». L'11 ottobre, dopo l'annuncio trumpiano del cessate il fuoco, le forze russe hanno colpito la centrale termoelettrica TEC-5 di Kharkiv e il villaggio di Pisochyn, uccidendo tre persone e ferendone più di venti.

Come la raccontano le fonti internazionali

Funzionari europei e diplomatici attribuiscono la mossa di Trump principalmente a considerazioni di politica interna in vista delle elezioni di midterm del 3 novembre 2026, in un contesto di prezzi dei carburanti in crescita negli Stati Uniti. Un alto funzionario UE ha definito la convinzione «piuttosto diffusa» tra i funzionari europei, e un diplomatico UE ha dichiarato che «la realtà è che le forniture aggiuntive avranno un impatto minimo sui prezzi negli USA». I leader europei si preparano a chiedere nuove sanzioni e misure contro i proventi petroliferi di Mosca al vertice del Consiglio europeo di giovedì a Bruxelles, mentre la maggior parte dei funzionari europei evita di criticare pubblicamente Trump.

Dove le versioni divergono

Trump ha dichiarato l'11 ottobre che tra Ucraina e Russia sarebbe iniziato un cessate il fuoco energetico e che entrambe le parti lo avevano accettato. Il governo ucraino ha smentito ufficialmente l'esistenza di qualsiasi accordo ufficiale per fermare i colpi contro le infrastrutture energetiche e ha chiesto a Washington di fornirne i dettagli. I governi europei respingono l'affermazione di Trump, e il giorno stesso dell'annuncio le forze russe hanno colpito la TEC-5 di Kharkiv e Pisochyn.

Contesto

Il 9 ottobre Trump ha annunciato l'accordo sul diesel russo durante una telefonata con Putin, mentre una delegazione ucraina negoziava con rappresentanti UE a Miami. Il giorno dopo l'annuncio trumpiano del cessate il fuoco, l'11 ottobre, la Russia ha colpito la TEC-5 di Kharkiv e Pisochyn, provocando tre morti e oltre venti feriti. I leader europei considerano i proventi energetici russi un punto di leva chiave per costringere Mosca a negoziare, e funzionari di Regno Unito e Norvegia hanno espresso la disponibilità a inasprire la pressione su Mosca.