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Gli Usa sanzionano la rete finanziaria russa A7, designata come organizzazione criminale transnazionale

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni contro la rete finanziaria russa A7, designandola come organizzazione criminale transnazionale e inserendola nella lista OFAC. Le misure, presentate nell'ambito dell'operazione "Economic Outcast" volta a isolare l'Iran, bloccano gli asset del network guidato dall'oligarca moldavo Ilan Shor e di proprietà anche di Promsvyazbank, e mirano a tagliare fuori le società intermediarie dal sistema finanziario americano.

Punti chiave

  • Il Tesoro Usa ha sanzionato la rete A7 e l'ha designata come organizzazione criminale transnazionale, nell'ambito dell'operazione "Economic Outcast".
  • A7 era guidata dall'oligarca moldavo Ilan Shor (già sotto sanzioni Usa) ed era posseduta insieme a Promsvyazbank, banca russa del settore difesa già sanzionata da Usa, Uk e Ue.
  • A gennaio 2026 la rete processava oltre 2.000 transazioni al giorno, per un volume totale superiore a 7.500 miliardi di rubli (circa 91,5 miliardi di dollari), equivalente a circa il 13% del commercio estero russo del 2025.
  • Secondo il Financial Times, A7 ha trasferito oltre 6,9 miliardi di dollari attraverso il sistema bancario internazionale nonostante le sanzioni; FinCEN stima oltre 17 miliardi di dollari solo tramite intermediari tra gennaio 2025 e giugno 2026.
  • A7 usava oltre 70 società di comodo in vari Paesi, criptovalute e un'applicazione basata su intelligenza artificiale per creare documenti commerciali fittizi e acquistare componenti per armi e droni.
  • Tutte le proprietà e gli interessi di A7 negli Usa o sotto controllo di persone americane sono bloccati; vietate le transazioni con imprese possedute al 50% o più da soggetti sanzionati; FinCEN ha proposto una regola per escludere gli intermediari dal sistema finanziario Usa.
  • Il Regno Unito aveva già sanzionato A7 a maggio 2026, descrivendola come un sistema sostenuto dal Cremlino per aggirare le sanzioni, finanziare gli acquisti militari e processare i pagamenti del petrolio russo.

Perché è importante

Le sanzioni prendono di mira un canale di evasione di dimensioni pari a circa il 13% del commercio estero russo del 2025, segnalando che Mosca ha costruito un'infrastruttura finanziaria parallela di scala sistemica. A7 è descritta come uno strumento che ha permesso a clienti russi sanzionati di acquistare componenti per armi e droni, collegando direttamente la rete alla catena di approvvigionamento bellica russa. L'azione è inquadrata come parte dell'operazione "Economic Outcast" per isolare l'Iran, intrecciando i binari sanzionatori su Russia e Iran. Il pacchetto va oltre il congelamento dei beni: include una proposta di regola FinCEN e un avviso alle istituzioni finanziarie per escludere gli intermediari di A7 dal sistema americano. La mossa arriva dopo le sanzioni britanniche del maggio 2026, segnalando un coordinamento tra alleati.

Che cosa è successo

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato il 1° ottobre un nuovo round di sanzioni contro la rete finanziaria russa A7, aggiungendola alla lista OFAC e designandola come organizzazione criminale transnazionale. Le misure, presentate come parte dell'operazione "Economic Outcast" annunciata dal segretario al Tesoro Scott Bessent ad agosto, mirano a isolare l'Iran. Sotto la decisione OFAC, tutti gli asset e gli interessi della rete A7 negli Stati Uniti o sotto controllo di persone americane devono essere bloccati, e sono vietate le transazioni con società che agiscono per conto di A7 o possedute al 50% o più da soggetti sanzionati. Il Tesoro ha inoltre proposto una regola FinCEN che di fatto taglia l'accesso delle società intermediarie di A7 al sistema finanziario americano e ha pubblicato per le banche un avviso speciale con indicatori per identificare le operazioni della rete. Secondo il Tesoro, A7 è guidata dall'oligarca moldavo Ilan Shor, già sotto sanzioni Usa, ed è posseduta insieme a Promsvyazbank, banca russa sotto sanzioni di Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea che serve il settore della difesa.

Come la raccontano le fonti ucraine

Tutte le sei fonti in lingua ucraina fornite inquadrano l'azione principalmente come un intervento degli Stati Uniti contro un canale russo di evasione delle sanzioni, più che come una misura contro l'Iran. I titoli ucraini enfatizzano il volume dei fondi russi trasferiti (ad esempio "6,9 miliardi di dollari", "oltre 90 miliardi di dollari") e il ruolo di A7 nell'aiutare aziende russe sanzionate, sottolineando in particolare i legami con gli acquisti di componenti per armi e droni. Le fonti evidenziano la proprietà da parte di Promsvyazbank e di Ilan Shor, e rilevano che le sanzioni britanniche hanno preceduto quelle americane.

Come la raccontano le fonti internazionali

La cornice internazionale non è sviluppata separatamente nelle fonti fornite. Le uniche voci non ucraine menzionate sono il Tesoro statunitense, FinCEN, il Dipartimento del Tesoro britannico e il Financial Times.

Dove le versioni divergono

Le fonti riportano cifre diverse che misurano aspetti differenti dell'attività di A7: il Financial Times attribuisce oltre 6,9 miliardi di dollari a trasferimenti effettuati con metodi tradizionali di riciclaggio attraverso il sistema bancario internazionale, mentre altre fonti descrivono un volume complessivo superiore a 91,5 miliardi di dollari e oltre 17 miliardi di dollari solo tramite intermediari tra gennaio 2025 e giugno 2026. Secondo la sintesi, la cifra di 6,9 miliardi va letta come un sottoinsieme del totale.

Contesto

OFAC aveva già sanzionato A7 ed entità correlate (A71, A7 Agent, Old Vector) nell'agosto 2025. A7 è descritta come guidata dall'oligarca moldavo Ilan Shor e posseduta insieme a Promsvyazbank. La stablecoin ancorata al rublo A7A5, emessa da Old Vector, è stata lanciata nel febbraio 2025 in Kirghizistan tramite l'exchange Grinex, con circa 9,3 miliardi di dollari mossi in quattro mesi. In precedenza gli Stati Uniti avevano preso provvedimenti contro alcune banche regionali e compagnie aeree iraniane, ma, secondo i fatti forniti, non contro alcuna grande istituzione finanziaria internazionale né contro la Cina, che acquista il 90% del petrolio iraniano.