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Piano russo per colpire il sistema energetico ucraino: fino a 1.000 missili e obiettivo le tre centrali nucleari

Il New York Times ha pubblicato i dettagli di un documento presentato due settimane fa dal ministro dell'Energia ucraino Denys Shmyhal ai partner europei a Parigi, che descrive un piano russo in tre fasi per distruggere il sistema energetico ucraino durante l'inverno. Il piano prevede fino a 1.000 missili, droni e bombe contro sottostazioni elettriche, centrali idroelettriche e le tre centrali nucleari operative, con l'obiettivo di tagliare elettricità, riscaldamento e acqua alle principali città. Il NYT ha dichiarato di non poter verificare autonomamente l'autenticità del documento.

Punti chiave

  • Il piano prevede una campagna con fino a 1.000 missili, droni e bombe
  • Obiettivo dichiarato: ~15 GW di capacità di generazione, pari a circa quella disponibile a fine estate
  • Tre fasi: sottostazioni al confine occidentale, centrali idroelettriche, poi le tre centrali nucleari (Rivne, Sud Ucraina e Khmelnytskyi)
  • Per fermare le centrali nucleari, si colpirebbero gli interruttori che le collegano alla rete
  • Città principali nel piano: Kyiv, Kharkiv e Odessa con tagli fino al 90% di elettricità e riscaldamento
  • Zelenskyy aggiunge Leopoli tra le città bersaglio e cita l'ordine di Putin di settembre: «non ci sono più regole»
  • Il NYT dichiara di non poter verificare autonomamente l'autenticità del documento, datato agosto e scritto in russo

Perché è importante

Il piano delinea un tentativo sistematico di far crollare la rete elettrica ucraina e di provocare una crisi umanitaria in vista dell'inverno, colpendo esplicitamente le tre centrali nucleari operative attraverso gli interruttori vicino ai reattori, con conseguenti rischi per la sicurezza nucleare. La scala descritta — fino a 1.000 missili, droni e bombe e l'obiettivo di eliminare circa 15 GW di capacità — supererebbe il margine che l'Ucraina è riuscita a ricostruire. Putin ha pubblicamente confermato l'intenzione di lanciare una grande campagna invernale contro le infrastrutture energetiche ucraine. La rivelazione viene utilizzata da Kyiv per sollecitare un maggiore sostegno europeo, in particolare difesa aerea e assistenza alla rete.

Che cosa è successo

Il New York Times ha pubblicato i dettagli di un documento presentato circa due settimane prima a Parigi dal ministro dell'Energia ucraino Denys Shmyhal ai partner europei. Il documento, datato agosto e scritto in russo, descrive un piano russo in tre fasi per distruggere il sistema energetico ucraino: prima le sottostazioni al confine occidentale usate per importare elettricità dall'Europa, poi le centrali idroelettriche, infine le tre centrali nucleari operative — Rivne, Sud Ucraina e Khmelnytskyi — colpendo gli interruttori aperti che le collegano alla rete. La campagna prevista impiega fino a 1.000 missili, droni e bombe contro sottostazioni elettriche, centrali idroelettriche, centrali termiche e centrali termiche di quartiere, oltre a sistemi idrici come stazioni di pompaggio e impianti di trattamento. Kyiv, Kharkiv e Odessa sono indicate come città bersaglio principali, con l'obiettivo di tagliare fino al 90% elettricità e riscaldamento e di interrompere gravemente la rete fognaria; Zelenskyy ha aggiunto Leopoli alla lista. L'obiettivo finale è eliminare quasi 15 GW di capacità di generazione — circa quella che l'Ucraina aveva alla fine dell'estate — e tagliare fuori le grandi città da elettricità, riscaldamento e acqua, con il rischio di una crisi umanitaria. Il NYT ha dichiarato di non poter verificare autonomamente l'autenticità del documento. Putin ha pubblicamente dichiarato che le forze russe condurranno una grande campagna invernale contro le infrastrutture energetiche ucraine come risposta agli attacchi ucraini alle raffinerie russe.

Come la raccontano le fonti internazionali

La cornice internazionale, centrata sulla pubblicazione del NYT, presenta il piano come un'intenzione russa riportata piuttosto che come un'azione confermata, dato che il NYT stesso ha dichiarato di non poter verificare l'autenticità del documento. L'elenco dei bersagli si concentra sulle tre città nominate nel documento — Kyiv, Kharkiv e Odessa — senza includere Leopoli, e viene data rilievo alla struttura in tre fasi. Le dichiarazioni pubbliche di Putin, che inquadra la campagna come ritorsione per gli attacchi ucraini alle raffinerie russe, ricevono pari peso rispetto a quelle ucraine. Il piano viene trattato come una previsione di una possibile crisi umanitaria, sottolineando che né la sua attuazione né il suo esito sono conosciuti.

Dove le versioni divergono

Sulle città principali del piano: il documento ottenuto dal NYT indica Kyiv, Kharkiv e Odessa, mentre Zelenskyy nell'intervista al Financial Times aggiunge Leopoli, descritto da fonti ucraine ed europee come snodo logistico chiave vicino al confine polacco. Sull'autenticità del documento, il NYT afferma di non poterlo verificare autonomamente, mentre i funzionari ucraini lo presentano come un piano russo intercettato. Sulla motivazione della campagna, Zelenskyy sostiene che l'obiettivo è piegare l'Ucraina alle richieste russe entro l'inizio del 2027 e provocare una nuova ondata di rifugiati verso l'Ue; Putin presenta pubblicamente la campagna come risposta agli attacchi ucraini contro le raffinerie russe.

Contesto

Dopo i massicci attacchi russi del novembre 2024, tutte e tre le centrali nucleari ucraine operative hanno dovuto ridurre la produzione e un reattore della centrale di Rivne è stato scollegato dalla rete; l'AIEA ha avvertito che l'affidabilità dell'alimentazione elettrica esterna per le centrali era significativamente indebolita. Ad agosto l'Ucraina disponeva di circa 15 GW di capacità di generazione, con la proiezione governativa di superare i 21 GW entro fine anno a fronte di una domanda di picco nell'inverno precedente di circa 18 GW. Il Paese ha speso centinaia di milioni di dollari in riparazioni, nella distribuzione di turbine a gas e nel rafforzamento della rete in vista dell'inverno, ma gli esperti ritengono che queste misure possano solo mitigare, non impedire, i danni su larga scala, e avvertono che pochi attacchi massicci potrebbero bastare a distruggere circa 5 GW di capacità recentemente ripristinata. Il NYT ha dichiarato di non poter verificare autonomamente l'autenticità del documento.