Zelensky alla FT: Putin ha ordinato di abolire le restrizioni sui raid aerei sull'Ucraina
In un'intervista al Financial Times del 1° ottobre 2026, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che Vladimir Putin ha ordinato a settembre al vertice militare russo di abbandonare le restrizioni che in precedenza disciplinavano i raid aerei sull'Ucraina. Zelensky ha citato intercettazioni dei servizi ucraini e riportato la frase di Putin «non ci sono più regole». Il Cremlino, per bocca di Dmitry Peskov, ha negato che le forze russe colpiscano infrastrutture civili.
Punti chiave
- Zelensky ha detto alla FT che Putin ha ordinato a settembre di eliminare le restrizioni sui raid aerei, citato come «non ci sono più regole».
- L'informazione proverrebbe da intercettazioni di funzionari del Cremlino ottenute dall'intelligence ucraina.
- Il 1° ottobre un drone russo ha colpito una scuola nel distretto di Solomianskyi a Kiev; 104 studenti e 60 membri del personale sono riusciti a raggiungere il rifugio, nessun ferito.
- Nelle 24 ore precedenti l'intervista la Russia ha lanciato circa 500 droni, circa la metade reattivi: Zelensky indica tassi di intercettazione del 57% sui droni reattivi e dell'85-90% sui convenzionali.
- Zelensky ha criticato gli alleati occidentali come insufficienti e ha chiesto di trasferire in Ucraina parte della manutenzione degli F-16, circa la metà dei quali è in Europa per riparazioni.
- Funzionari ucraini ed europei citati dalla FT indicano Kiev, Kharkiv, Odessa e Leopoli come obiettivi principali, con possibili attacchi a infrastrutture nucleari per fare pressione su Kiev all'inizio del 2027.
Perché è importante
L'intervista rende pubblica un'informazione d'intelligence su un presunto cambio di rotta deliberato di Mosca nell'uso dell'aviazione contro obiettivi civili, attribuito a un ordine personale di Putin e ricostruito tramite intercettazioni ucraine. Zelensky usa la piattaforma per fornire dati operativi dettagliati — volumi di droni lanciati, quote reattive, tassi di intercettazione — che pesano sulla valutazione del burden della difesa aerea ucraina, e per chiedere aiuti aggiuntivi, criticando apertamente gli alleati come insufficienti. Il quadro complessivo, con piani di attacco su Kiev, Kharkiv, Odessa e Leopoli e possibili bersagli nucleari in vista dell'inverno e dell'inizio del 2027, indica un'escalation mirata a isolare le grandi città.
Che cosa è successo
Il 1° ottobre 2026 il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha concesso un'intervista al Financial Times — realizzata nel rifugio di una scuola di Kiev colpita quello stesso giorno da un drone russo — in cui affermava che Vladimir Putin aveva ordinato a settembre al vertice militare russo di abbandonare le restrizioni che in precedenza governavano i raid aerei sull'Ucraina. Zelensky ha citato intercettazioni di funzionari del Cremlino ottenute dall'intelligence ucraina e ha riportato la frase attribuita a Putin «non ci sono più regole». Dopo l'ordine, ha detto, la Russia ha intensificato i raid su Kiev prendendo di mira scuole, ospedali e data center, anziché — come nelle fasi iniziali del conflitto — impianti energetici e militari. Zelensky ha fornito dati operativi: circa 500 droni lanciati nelle 24 ore precedenti, circa la metà reattivi, con tassi d'intercettazione ucraini del 57% sui droni reattivi e dell'85-90% sui convenzionali. Ha annunciato che l'Ucraina sta testando cinque modelli di droni intercettori ad alta velocità e prevede di produrne circa 400 unità di un modello entro fine ottobre, ma ha sottolineato la carenza di motori. Ha inoltre ricordato che circa metà degli F-16 ucraini è in Europa per manutenzione e chiesto di trasferirne parte in territorio ucraino. Ha criticato gli alleati — Usa e paesi europei — per il sostegno giudicato insufficiente. Funzionari ucraini ed europei citati dalla FT indicano come prossimi obiettivi russi Kiev, Kharkiv, Odessa e Leopoli, con possibili attacchi a infrastrutture nucleari. Nella notte tra il 2 e il 3 ottobre i russi hanno colpito per la terza volta il ponte Pivdennyi (Meridionale) di Kiev e un edificio residenziale nel distretto di Darnytskyi, causando una vittima. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto alla FT che le forze russe non colpiscono infrastrutture civili.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti fornite sono tutte ucraine e in lingua ucraina: Forbes Ukraine, hromadske, ЛІГА.net LB.ua, Інтерфакс-Україна, НВ, Бабель, ZN.UA, Укрінформ, Громадське радіо, Суспільне Новини e Радіо Свобода. Il racconto ucraino apre sulla rivelazione di Zelensky alla Financial Times — un ordine personale di Putin di eliminare le restrizioni sui raid, sostenuto da intercettazioni dell'intelligence ucraina — presentandola come decisione deliberata e documentata. L'attacco del 1° ottobre alla scuola di Kiev nel distretto di Solomianskyi viene messo in primo piano come prova concreta delle conseguenze dell'ordine. Le fonti ucraine danno ampio risalto alle critiche di Zelensky al sostegno insufficiente di Usa ed Europa e alla pressione ritenuta inadeguata su Mosca. La copertura insiste anche sulla risposta ucraina: test di cinque modelli di droni intercettori, produzione prevista di circa 400 unità di un modello entro fine ottobre, e spinta per trasferire in Ucraina parte della manutenzione degli F-16, segnalando al contempo le carenze di motori e il fatto che circa metà della flotta F-16 sia in Europa per riparazioni. L'intensificazione dei raid russi viene inoltre riletta come reazione agli attacchi ucraini contro raffinerie, porti e depositi in territorio russo e come conseguenza del fallimento russo nel Donbas.
Come la raccontano le fonti internazionali
L'insieme delle fonti fornite comprende esclusivamente testate e agenzie ucraine; non sono presenti fonti internazionali non ucraine, quindi non è possibile ricavare dal materiale una distinta cornice internazionale. Le uniche voci non ucraine citate sono fonti istituzionali e funzionari europei citati indirettamente dalla FT — ad esempio sulla lista dei prossimi obiettivi russi (Kiev, Kharkiv, Odessa, Leopoli) e su possibili attacchi a infrastrutture nucleari — ma sempre attraverso il filtro delle fonti ucraine.
Dove le versioni divergono
Sull'effettivo bersaglio delle infrastrutture civili ucraine le posizioni sono incompatibili. Zelensky, citando intercettazioni del Cremlino e i raid su scuole, ospedali e data center di Kiev, afferma che Putin ha ordinato di abbandonare le restrizioni e riporta la frase «non ci sono più regole». Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, in dichiarazioni alla FT, nega che le forze russe colpiscano infrastrutture civili. Le due versioni si escludono a vicenda. Sul sostegno occidentale, Zelensky risponde «non basta, certo, non basta» alla domanda se i partner facciano tutto il possibile e critica gli Stati Uniti e i paesi europei per la pressione insufficiente su Mosca; le fonti fornite non contengono controdichiarazioni di governi occidentali, ma la critica stessa di Zelensky diverge dall'implicito assunto, presente nelle dichiarazioni dei partner, che l'assistenza sia adeguata.
Contesto
Le forze russe colpiscono quasi ininterrottamente Kiev e la regione circostante con droni — anche reattivi — e missili balistici dalla fine di agosto 2026. Nelle fasi iniziali del conflitto la Russia prendeva di mira soprattutto impianti energetici e militari; nel nuovo schema i droni colpiscono sempre più scuole, ospedali, telecomunicazioni e data center. Nella notte del 2 ottobre la Russia ha lanciato oltre 100 droni, circa 50 dei quali reattivi, e ha colpito per la terza volta il ponte Pivdennyi (Meridionale) di Kiev e un edificio residenziale nel distretto di Darnytskyi, uccidendo una persona. Il 1° ottobre un drone russo aveva colpito una scuola nel distretto di Solomianskyi di Kiev; il direttore ha riferito che 104 studenti e 60 membri del personale hanno raggiunto il rifugio prima dell'impatto, senza feriti. Lo stesso 1° ottobre i russi avevano colpito il ponte Pivdennyi, danneggiandone le strutture e chiudendolo al traffico, con successiva interruzione dei collegamenti di trasporto pubblico anche sui ponti Metro e Paton. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto alla FT che le forze russe non colpiscono infrastrutture civili. Il 1° ottobre, al Valdai Discussion Club, Putin ha pubblicamente respinto una proposta Usa di cessazione reciproco degli attacchi alle infrastrutture energetiche e alle navi civili, definendola «assurda». Un report del New York Times, richiamato nei materiali, riferisce che l'Ucraina ha condiviso con i partner un piano russo intercettato mirato a mettere fuori servizio circa 15 GW di generazione e far crollare il sistema energetico ucraino.