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Trump e Putin intrecciano i negoziati sulla pace in Ucraina con un affare miliardario sugli asset internazionali di Lukoil

I colloqui tra Washington e Mosca per porre fine alla guerra in Ucraina si sono ampliati fino a includere un'intesa miliardaria sulle attività internazionali della compagnia petrolifera russa Lukoil. Secondo quanto riportato dal New York Times, Vladimir Putin ha sollevato la questione durante un incontro al Cremlino il 5 settembre con gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner, proponendo l'operazione come un modo per dimostrare ai russi che si può fare business con gli Stati Uniti. La parte americana ha risposto di voler lavorare all'accordo, considerandolo un mezzo per costruire relazioni con il Cremlino e abbassare i prezzi energetici globali. L'intesa richiede l'approvazione sia del governo americano sia del Cremlino.

Punti chiave

  • I colloqui Usa-Russia sulla guerra in Ucraina sono stati ampliati per includere un'intesa miliardaria sugli asset internazionali di Lukoil, che coprono giacimenti petroliferi, raffinerie e stazioni di servizio in tutto il mondo.
  • Putin ha sollevato la questione dell'accordo durante un incontro al Cremlino il 5 settembre 2026 con Steve Witkoff e Jared Kushner.
  • L'approvazione Usa farebbe decadere le sanzioni americane sui beni, aumentandone istantaneamente il valore.
  • L'investitore americano Todd Boehly, che ha donato 2 milioni di dollari ai progetti politici di Trump, guida il gruppo dei potenziali acquirenti.
  • Del gruppo fanno parte anche due gruppi del Medio Oriente che hanno fatto affari con Kushner o con la famiglia di Witkoff, oltre a un'unità del governo americano.
  • La US International Development Finance Corporation (DFC) parteciperà potenzialmente all'operazione, e Witkoff e Kushner hanno preso parte direttamente ai negoziati sui termini finanziari dell'investimento della DFC.
  • L'amministrazione Trump ha ripetutamente prorogato la scadenza per la vendita delle attività di Lukoil; l'attuale permesso scade il 29 ottobre 2026.

Perché è importante

Un'intesa energetica miliardaria è stata intrecciata con i negoziati di pace sulla guerra in Ucraina, confondendo il confine tra diplomazia e affari commerciali. L'approvazione americana farebbe decadere le sanzioni sugli asset di Lukoil, una delle più grandi compagnie petrolifere di Russia, aumentandone istantaneamente il valore e ridefinendo la politica delle sanzioni. L'esito dell'operazione dipende direttamente da Putin e Trump, con la partecipazione di agenzie governative Usa, intermediari legati a Trump e investitori mediorientali. L'amministrazione Trump ha segnalato la disponibilità a concludere importanti accordi economici con la Russia ancora prima della fine della guerra, indicando una strategia di coinvolgimento economico come leva negoziale.

Che cosa è successo

I colloqui tra l'amministrazione Trump e la Russia per porre fine alla guerra in Ucraina sono stati ampliati fino a includere un'intesa miliardaria sulle attività internazionali di Lukoil, coprendo giacimenti petroliferi, raffinerie e stazioni di servizio in tutto il mondo — tra cui giacimenti in Camerun, raffinerie in Europa e stazioni di servizio nel New Jersey. Vladimir Putin ha sollevato la questione dell'accordo durante un incontro al Cremlino il 5 settembre 2026 con Steve Witkoff e Jared Kushner, proponendolo come un modo per dimostrare ai russi che si può fare affari con gli Stati Uniti. Gli inviati americani hanno risposto che avrebbero lavorato all'intesa, vedendola come un mezzo per costruire buone relazioni con il Cremlino e abbassare i prezzi globali dell'energia. L'accordo richiede l'approvazione sia del governo americano sia del Cremlino; nonostante Lukoil sia formalmente un'azienda privata, l'esito dipende in ultima istanza da Putin e Trump.

Alla guida del gruppo di potenziali acquirenti c'è l'investitore americano Todd Boehly, che ha donato 2 milioni di dollari ai progetti politici di Trump. Del gruppo fanno parte anche due gruppi mediorientali che hanno fatto affari con Kushner o con la famiglia di Witkoff — tra cui i qatarioti Mutaz e Ramez Al-Hayati, partner di Kushner e Ivanka Trump in un progetto di resort di lusso in Albania, e un fondo di Abu Dhabi controllato dallo sceicco Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti — oltre a un'unità del governo americano, la US International Development Finance Corporation (DFC). Un alto funzionario dell'amministrazione americana ha confermato che Witkoff e Kushner hanno preso parte direttamente ai negoziati sui termini finanziari dell'investimento della DFC. Il New York Times non ha trovato prove che Kushner o Witkoff ricaveranno profitti personali; il portavoce di Witkoff ha dichiarato che non ha conflitti di interesse né partecipazioni finanziarie nell'operazione.

L'approvazione americana farebbe decadere le sanzioni americane sugli asset, aumentandone istantaneamente il valore. L'accordo deve ancora ottenere l'approvazione del Dipartimento del Tesoro americano, che vigila sull'applicazione delle sanzioni contro Lukoil. Washington ha ripetutamente prorogato i permessi legati alle sanzioni per le attività di Lukoil; la scadenza attuale è fissata al 29 ottobre 2026. All'inizio dell'anno Lukoil aveva stimato le proprie attività internazionali intorno ai 20 miliardi di dollari; il prezzo finale dell'operazione non è ancora noto.

Come la raccontano le fonti ucraine

Tutte le fonti fornite sono media in lingua ucraina, che riprendono la notizia attribuendola al New York Times. I titoli ucraini incorniciano uniformemente l'accordo petrolifero come parte o in collegamento con i negoziati sulla guerra in Ucraina, sottolineando il nesso tra l'operazione Lukoil e i colloqui di pace piuttosto che i dettagli commerciali. La copertura ucraina colloca l'intesa nel contesto più ampio del confronto Usa-Russia, con titoli che legano esplicitamente l'accordo miliardario alla guerra in Ucraina.

Come la raccontano le fonti internazionali

Le fonti internazionali non sono rappresentate in modo distinto tra i materiali forniti: tutti i testi di partenza sono media ucraini che riprendono un'inchiesta del New York Times.

Dove le versioni divergono

Le fonti differiscono su alcuni dettagli minori: l'ortografia dell'investitore americano principale varia tra 'Todd Boehly' e 'Todd Boelie'; gli investitori qatarioti sono citati come 'Mutaz Alhayat e Ramez Alhayat' in alcune versioni e come 'Mutaz e Ramez Al-Hayati' in altre; la data dell'accordo Lukoil-Carlyle è riportata come 'fine gennaio 2026' in alcuni articoli e in modo ambiguo come 'fine gennaio 2025/2026' in un altro.

Contesto

Nell'ottobre 2025, per la prima volta nel suo secondo mandato, Trump ha imposto nuove sanzioni alla Russia, prendendo di mira le due più grandi compagnie petrolifere russe, Rosneft e Lukoil. Dopo le sanzioni, Lukoil ha annunciato l'intenzione di vendere le proprie attività estere. Lukoil ha accettato un'offerta dal trader internazionale di materie prime Gunvor e concordato i termini principali, ma l'operazione non è potuta andare avanti perché il Dipartimento del Tesoro americano non l'ha approvata. Alla fine di gennaio 2026, Lukoil ha firmato un accordo con la società di investimento americana Carlyle per la vendita di LIG, ma l'intesa attende ancora l'approvazione dell'OFAC. L'amministrazione Trump ha ripetutamente prorogato la scadenza per la vendita delle attività di Lukoil; l'attuale permesso scade il 29 ottobre 2026. All'inizio dell'anno Lukoil aveva stimato le proprie attività internazionali intorno ai 20 miliardi di dollari; il prezzo finale dell'operazione non è ancora noto. Nel settembre 2025 era emerso che l'investitore americano Todd Boehly — che nel 2022 aveva co-acquistato il Chelsea FC da Roman Abramovich — aveva preparato un'offerta per rilevare le attività estere di Lukoil che Carlyle aveva precedentemente concordato di acquistare. Trump promuove l'idea di affari con la Russia fin dall'inizio del 2025, definendo il paese una 'grande opportunità'. Kushner e Witkoff hanno visitato ripetutamente la Russia per incontrare Putin, sostenendo che la prospettiva di ripristinare i legami economici con l'Occidente potrebbe convincere Putin a scendere a compromessi sull'Ucraina.