Russia lancia 39 missili balistici e 128 droni sull'Ucraina: colpita l'energia di Kiev, tre morti
Nella notte tra il 13 e il 14 ottobre la Russia ha sferrato un combinato massiccio sull'Ucraina con 39 missili balistici e 128 droni d'attacco, prendendo di mira la capitale, la regione di Kiev e quella di Kharkiv. A Kiev sono stati colpiti la centrale TEC-4 e altri impianti energetici, un condominio di nove piani nel distretto di Desnianskyi e vari edifici in diversi quartieri; tre persone sono morte e almeno 21 sono rimaste ferite, mentre oltre 600 000 utenze sono rimaste senza elettricità. Zelensky ha definito l'attacco deliberato e dimostrativo, due giorni dopo il cosiddetto «cessate il fuoco energetico» annunciato da Trump, e ha chiesto sanzioni contro Mosca e ulteriori missili Patriot.
Punti chiave
- У ніч на 14 жовтня Росія завдала комбінованого удару: 39 балістичних ракет (Іскандер-М/KN-23/С-400/Циркон/Онікс) та 128 ударних БпЛА, зокрема 77 реактивних Shahed.
- За даними Повітряних сил ЗСУ, збито або подавлено 119 цілей: 4 балістичні ракети та 115 безпілотників (близько 90%).
- Основні цілі — Київ, Київщина та Харківщина; влучання зафіксовано на 22 локаціях, падіння уламків — ще на 8.
- У Києві було влучання у ТЕЦ-4 і в дев'ятиповерхівку в Деснянському районі; вранці удар у Голосіївському районі забрав ще одне життя.
- Загалом у Києві загинули щонайменше троє людей, постраждали щонай21ше і більше», — заявив Зеленський, закликавши санкції та додаткові Patriot.
- Пошкоджено обʼєкти на 26 елементах електроенергетичного та 4 обʼєктах нафтогазового комплексу; понад 600 тисяч людей — без світла.
- Росія атакувала залізничні обʼєкти у пʼяти областях (Харківській, Київській, Вінницькій, Хмельницькій, Тернопільській); загиблих серед Укрзалізниці немає завдяки евакуації.
Perché è importante
L'attacco si colloca tra i più vasti lanciati da Mosca contro le infrastrutture energetiche ucraine: 39 missili balistici e 128 droni, con danni a 26 impianti elettrici e a 4 del complesso petrolifero e del gas, hanno lasciato oltre 600 000 persone senza elettricità e hanno colpito a Kiev tutti e tre le centrali termoelettriche urbane. La tempistica — a due giorni dall'annuncio trumpiano di un «cessate il fuoco energetico» — ha offerto al presidente Zelenskyy il destro per denunciare un'azione deliberata e dimostrativa di disprezzo verso Washington. Sul piano operativo, l'assenza di preavviso dei partner prima della prima ondata balistica (la seconda sera consecutiva) e la conferma che solo i Patriot possono intercettare questo tipo di missili rimettono al centro della discussione la fornitura di intercettori e di intelligence in tempo reale.
Che cosa è successo
Nella notte tra il 13 e il 14 ottobre la Russia ha lanciato sull'Ucraina una combinazione di 167 mezzi d'attacco aereo: 39 missili su traiettoria balistica (Iskander-M, KN-23, S-400, Tsirkon, Oniks) e 128 droni d'attacco, tra cui 77 reaktivti di tipo Shahed. I missili sono partiti dalle oblast russe di Kursk, Brjansk, Voronež e Rostov; i droni sono stati lanciati da Millerovo, Orël, dal Donetsk occupato, da Hvardiiske in Crimea e dal mare d'Azov. Le direzioni principali dell'attacco sono state Kiev, la regione di Kiev e quella di Kharkiv; obiettivo dichiarato l'infrastruttura energetica e critica ucraina.
Alle 23:00 circa del 13 ottobre una prima ondata balistica ha colpito la capitale, centrando la centrale termoelett TEC-4 e una colonna a 9 piani nel distretto di Desnianskyi: in quest'ultima un incendio si è propagato dal primo all'ottavo piano su circa 400 metri quadrati; i vigili del fuoco hanno estratto 16 residenti. Una terza ondata, dopo le 4 del 14 ottobre, ha continuato a colpire l'energia di Kiev e della regione; ulteriori incidenti sono stati registrati nei distretti di Darnytskyi, Dniprovskyi, Shevchenkivskyi, Holosiivskyi e Pecherskyi. Nelle prime ore del mattino un colpo su un edificio non residenziale a Holosiivskyi ha ucciso una persona e ne ha ferita un'altra.
Le difese aeree ucraine hanno dichiarato di aver abbattuto o neutralizzato 119 obiettivi: 4 missili balistici e 115 droni (59 dei quali reaktivvi), pari a circa il 90% dei droni lanciati; al suolo sono stati registrati impatti in 22 siti e caduta di detriti in altri 8. Zelensky ha parlato di danni a 26 impianti del comparto elettrico e a 4 del comparto petrolifero e del gas, con almeno 600 000 persone senza elettricità e possibili ulteriori distacchi. A Kiev sono state introdotte interruzioni di emergenza nei distretti Darnytskyi, Dniprovskyi, Pecherskyi, Solomianskyi e in parte di Holosiivskyi; le schedule di stabilizzazione sono state sospese; sono state segnalate interruzioni dell'elettrichetto e del trasporto elettrico, la sospensione temporanea dei treni Kyiv City Express e una diminuzione di pressione idrica a Pecherskyi per la disattivazione di una stazione di pompaggio.
Il bilancio a Kiev è di almeno 3 morti (2 nella colonna di Desnianskyi, 1 a Holosiivskyi) e almeno 21 feriti, tra cui una bambina di otto anni; gli psicologi del Servizio statale di emergenza hanno prestato assistenza a 110 persone sul posto.
La Russia ha inoltre colpito infrastrutture di Ukrzaliznytsia in cinque oblast (Kharkiv, Kiev, Vinnytsia, Khmelnytskyi e Ternopil): depositi di locomotive e carrozze, imprese di riparazione, stazioni e materiale rotabile. Grazie all'evacuazione preventiva non si registrano vittime tra il personale ferroviario; i danni materiali sono definiti significativi e i lavori di ripristino sono iniziati al mattino.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti ucrainine pongono al centro il bilancio umano e i danni infrastrutturali all'interno di Kiev, con elenchi dettagliati quartiere per quartier — Desnianskyi, Darnytskyi, Dniprovskyi, Shevchenkivskyi, Holosiivskyi, Pecherskyi, Solomianskyi — di incendi, feriti e interruzioni di emergenza. Ampio spazio è dato alla definizione data da Zelensky di un attacco deliberato e dimostrativo al settore energetico, malgrado il «cessate il fuoco energetico» annunciato da Trump, e ai suoi appelli per sanzioni e ulteriori Patriot. Diversi media e agenzie ucraini evidenziano l'assenza di preavviso dei partner prima delle ondate di missili balistici — sottolineata come questione politica e securitaria — e le prestazioni della difesa aerea (ad esempio il fatto che solo i Patriot possono attualmente contrastarli). Alcune testate citano come contesto il «piano russo» per gli attacchi invernali ottenuto dal progetto «Skhemy».
Come la raccontano le fonti internazionali
L'unica fonte in lingua inglese a disposizione è una testata con sede a Hong Kong, la cui titolazione incornicia l'attacco attorno alle vittime (un dato aggregato riferito per la città di Kiev) e al blackout nella capitale, mettendo in primo piano l'impatto umano e infrastrutturale. La copertura internazionale non presenta un framing politico separato rispetto al nucleo fattuale (attacco russo con missili e droni sull'energia ucraina) e non emergono divergenze di rilievo nell'enfasi rispetto al resto della coperatura.
Dove le versioni divergono
Le fonti non concordano sul bilancio delle vittime a Kiev: il sindaco Klitschko ha indicato 17 feriti nel distretto di Desnianskyi, il Servizio statale di emergenza in una fase iniziale 13 feriti e 1 morto e in seguito 21 feriti (tra cui un bambino), mentre i totali aggregati vanno da 3 morti e 21 feriti fino a 4 morti e 25-27 feriti.
Le fonti divergono anche sulla copertura delle centrali termoelettriche di Kiev: il capo dell'amministrazione militare di Kiev (KMVA) e diverse testate riferiscono che sono stati colpiti tutti e tre i CHP (TEC) cittadini, mentre Zelensky e le Forze aeree confermano nello specifico solo la TEC-4.
Sull'eventuale preavviso dei partner prima dell'attacco balistico, alcuni versanti (Zelenskyy, LIGA.net, Forbes Ukraine, Ukrainska Pravda, hromadske, Babel, NV) hanno detto che l'Ucraina non ha ricevuto alcuna intelligence preventiva; il portavoce delle Forze aeree Yuriy Ihnat ha invece precisato che la prima ondata (intorno alle 23:40) è giunta senza preavviso, ma le tre ondate successive sono state accompagnate da warning dei partner. Le cause di questa assenza sono ancora in fase di accertamento.
Contesto
L'attacco si inserisce in una campagna invernale russa contro l'infrastruttura energetica ucraina descritta da The New York Times e dal progetto «Skhemy» di Radio Liberty, che hanno ottenuto un documento di pianificazione russo contenente analisi delle capacità energetiche ucrainine e il calcolo del numero di missili, droni e bombe necessari a tagliare fuori città come Kiev, Kharkiv e Odessa da elettricità, calore, acqua e fognature; il documento elenca anche Dnipro, Zaporižžja, Mykolaiv, Kherson, Poltava, Černihiv, Kryvyj Rih, Čerkasy, Kropyvnyckyj, Leopoli, Vinnytsia e Ivano-Frankivsk tra le «città prioritarie» e indica come bersaglio anche le tre centrali nucleari ancora sotto controllo di Kiev. L'Institute for the Study of War (ISW) valuta che l'obiettivo della campagna sia rendere la vita «intollerabile» per gli ucraini e forzare Kyiv a capitolare alle richieste di Mosca. Sul piano politico, l'attacco è arrivato due giorni dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva annunciato — senza dettagli — un «cessate il fuoco energetico» tra Ucraina e Russia, una formula che fonti russe e ucraine interpretano in modo diverso: il Cremlino ha dichiarato di non avere nulla da dire al riguardo, mentre Zelensky ha denunciato il mancato rispetto dell'intesa da parte di Mosca e ha invocato l'attivazione della legge Lindsey Graham per nuove sanzioni e la fornitura di ulteriori intercettori Patriot. Sotto il profilo tecnico, i tipi di missili impiegati (Iskander-M, KN-23, S-400, Tsirkon, Oniks) sono, secondo il portavval delle Forze aeree Yuriy Ihnat, intercettabili attualmente solo dai sistemi Patriot, il che rende la fornitura di tali intercettori una delle richieste operative centrali di Kyiv.