Trump tratta con Putin per il diesel russo e annuncia una “tregua energetica”: Zelensky la definisce “debolezza”
Il 9 ottobre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di aver raggiunto, in una conversazione telefonica con Vladimir Putin, un accordo per la fornitura di 300.000-3 milioni di tonnellate di diesel russo ai mercati americano e mondiale, con la sospensione per sei mesi delle sanzioni sull'esportazione di carburante russo. Il Cremlino ha revocato in anticipo il divieto di esportazione di diesel introdotto a luglio 2026 in risposta agli attacchi ucraini alle raffinerie russe. L'11 ottobre Trump ha proclamato una “tregua energetica” tra Ucraina e Russia, ma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che l'annuncio lo ha colto di sorpresa, ha criticato l'indebolimento delle sanzioni come “ovvia debolezza” e ha accusato la Russia di aver già violato l'intesa.
Punti chiave
- Il 9 ottobre Trump ha concordato per telefono con Putin la fornitura di 300.000-3 milioni di tonnellate di diesel russo ai mercati americano e mondiale, legando l'intesa a un calo dei prezzi dei carburanti.
- Gli USA hanno sospeso per sei mesi le sanzioni sulle esportazioni di carburante russo; il Cremlino ha revocato in anticipo il divieto di export di diesel introdotto a luglio 2026.
- L'11 ottobre Trump ha annunciato su Truth Social una “tregua energetica” tra Ucraina e Russia; secondo la Casa Bianca l'accordo riguarda solo gli attacchi alle raffinerie, non alle infrastrutture energetiche in generale.
- Zelensky ha definito l'allentamento delle sanzioni “debolezza evidente” che avvantaggia la Russia; Trump ha riscritto che “è tempo per l'Ucraina di scegliere un nuovo presidente” e ha accusato Zelensky di non voler concludere un accordo di pace.
- Il premier Mark Carney ha detto a Zelensky che l'intesa contraddice gli sforzi dei Paesi alleati per la pace in Europa; la responsabile UE Kaja Kallas l'ha definita sbilanciata a favore di Mosca perché la Russia ha molte raffinerie e l'Ucraina una sola.
- Il 12 ottobre i ministri degli Esteri europei hanno approvato la più ampia lista di sanzioni mai varata contro la Russia, con 1.646 voci.
Perché è importante
L'accordo segna un significativo allentamento delle sanzioni americane sulle esportazioni di carburante russo per sei mesi, che critici e alleati ritengono possa dare a Mosca nuove entrate per finanziare la guerra contro l'Ucraina. L'annunciata “tregua energetica”, secondo i critici, è asimmetrica perché la Russia ha molte raffinerie e l'Ucraina una sola. Lo scontro pubblico Trump-Zelensky, con l'attacco personale del primo al leader ucraino, e la reazione critica di UE e Canada hanno spinto Bruxelles ad approvare il pacchetto di sanzioni più ampio mai varato contro la Russia.
Che cosa è successo
Il 9 ottobre il presidente americano Donald Trump ha annunciato, al termine di una telefonata con Vladimir Putin, un'intesa che prevede la fornitura tra 300.000 e 3 milioni di tonnellate di diesel russo ai mercati americano e mondiale, con l'obiettivo dichiarato di ridurre i prezzi dei carburanti. Gli USA hanno sospeso per sei mesi le sanzioni sull'export di carburante russo; il Cremlino ha revocato in anticipo il divieto di esportazione di diesel introdotto a luglio 2026 in risposta agli attacchi ucraini alle raffinerie. La sera dello stesso 9 ottobre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito “debole” la decisione americana e ha accusato Trump di aver negoziato con Putin mentre erano in corso colloqui ucraino-americani a Miami. Trump ha risposto attaccando Zelensky personalmente, affermando che “è tempo per l'Ucraina di scegliere un nuovo presidente” e accusandolo di poter chiudere la guerra ma di non farlo. L'11 ottobre Trump ha proclamato su Truth Social una “tregua energetica” tra Ucraina e Russia; poco prima del post, Kiev ha segnalato un attacco russo a un'infrastruttura energetica della capitale con blackout in più quartieri. La Casa Bianca ha poi chiarito che la tregua riguarda solo gli attacchi alle raffinerie. Lo stesso giorno Zelensky ha detto che l'annuncio lo aveva colto di sorpresa, ma ha dichiarato che l'Ucraina è pronta a fermare i suoi attacchi alle raffinerie se la Russia smette di colpire la rete energetica ucraina, e ha accusato Mosca di aver già violato l'intesa. Il primo ministro canadese Mark Carney ha detto a Zelensky che l'accordo contraddice gli sforzi alleati per la pace in Europa. Il 12 ottobre i ministri degli Esteri UE a Lussemburgo hanno approvato la più ampia lista di sanzioni mai varata contro la Russia, con 1.646 voci.
Dove le versioni divergono
Trump ha motivato l'intesa come misura necessaria per abbassare i prezzi dei carburanti, ma analisti citati da CNN dubitano che i volumi russi possano influire in modo significativo sui prezzi globali del diesel. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha definito “ipocrita” la reazione europea, accusando i Paesi UE di aver pagato più soldi alla Russia che all'Ucraina perché non riescono a rinunciare all'energia russa; al contrario, la responsabile UE Kaja Kallas, il premier canadese Mark Carney e il ministro degli Esteri lettone Baiba Braže hanno criticato l'accordo come incoerente con gli sforzi alleati per la pace e come segnale contraddittorio verso Mosca. Trump ha presentato l'11 ottobre come una “tregua energetica” pienamente concordata; la Casa Bianca ha poi precisato che riguarda solo gli attacchi alle raffinerie, Zelensky ha detto di aver appreso la notizia dai media e ha accusato la Russia di averla già violata. Nel dibattito su Fox & Friends, Campos-Duffy ha sostenuto che Zelensky bombarda le raffinerie russe per “aiutare i Democratici” e ha chiesto un cambio di leadership a Kiev; Kilmeade lo ha difeso, ricordando che le raffinerie fanno parte della macchina da guerra russa e attribuendo a Putin la responsabilità esclusiva del conflitto.
Contesto
Nel luglio 2026 la Russia aveva introdotto un divieto di esportazione di diesel in risposta agli attacchi ucraini alle proprie raffinerie; il Cremlino lo ha revocato in anticipo per consentire i flussi verso gli USA. Trump aveva firmato a settembre la legge di sanzioni nota come Lindsey Graham Bill, con la maggior parte delle disposizioni in vigore dal 18 ottobre ma con una clausola di eccezione presidenziale che l'amministrazione sta utilizzando. Il 22 settembre il presidente francese Emmanuel Macron aveva discusso con Trump la possibilità di una “tregua energetica” tra Ucraina e Russia, e il 23 settembre il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva detto che entrambe le parti erano interessate a una tregua su energia e grano.