USA propongono di scongelare asset russi e trasferirli a un veicolo finanziario sotto controllo di Washington, gli europei rifiutano
Gli Stati Uniti hanno proposto ai partner europei di scongelare parte dei beni sovrani russi congelati dopo l'invasione su larga scala dell'Ucraina e di trasferirli in una struttura finanziaria controllata da Washington, con l'obiettivo dichiarato di rilanciare i colloqui al governo ucraino.
Punti chiave
- La proposta USA è stata discussa a Miami la settimana scorsa tra negoziatori rappresentativi ucraini, Francia, Germania, Regno Unito, UE e NATO.
- L'inviato speciale Steve Witkoff e il genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, hanno presentato diversi meccanismi tra asset recuperabili, un veicolo finanziario sotto controllo USA.
- I delegati europei hanno rifiutato la proposta; una fonte ha detto che sono stati informati che 'ciò semplicemente non accadrà'.
- Washington ha chiesto a Kyiv di presentare una proposta sulla spesa dei fondi e di cooperare con la Banca Mondiale su riforme anti-corruzione.
- Alla fine dell'anno scorso i leader UE si sono impegnati a usare i beni russi congelati per la ricostruzione dell'Ucraina se la Russia non pagherà riparazioni.
- Qualsiasi decisione richiederebbe il consenso di tutti i 27 Stati membri UE, descritto come improbabile.
- Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto mercoledì che Mosca farà 'ogni sforzo possibile' per recuperare i propri asset, anche tramite cause legali.
Perché è importante
La proposta segnala un nuovo e controverso approccio americano per fare pressione su Mosca attraverso il controllo dei beni russi congelati. Il rifiuto europeo evidenzia frizioni transatlantiche nel momento in cui si cercano trattative di pace. Poiché la maggior parte degli asset congelati è detenuta nell'UE, qualsiasi cambiamento necessita l'accordo dei 27 Stati membri, ritenuto improbabile. Kyiv sta già ricevendo un prestito del G7 garantito dai proventi di quei fondi, quindi una riallocazione potrebbe influenzare i meccanismi di finanziamento esistenti. Mosca ha pubblicamente giurato di rientrare in possesso degli asset con mezzi legali.
Che cosa è successo
Gli Stati Uniti hanno proposto ai paesi europei di scongelare parte dei beni sovrani russi congelati dopo l'invasione su larga scala dell'Ucraina e di trasferirli in una struttura finanziaria sotto il controllo di Washington. L'obiettivo dichiarato della proposta è rilanciare i colloqui di pace. La proposta è stata presentata la settimana scorsa a Miami durante incontri tra i negoziatori del presidente USA Donald Trump e rappresentanti di Ucraina, Francia, Germania, Regno Unito, UE e NATO. L'inviato speciale Steve Witkoff e il genero del presidente Jared Kushner hanno illustrato diversi possibili meccanismi per sbloccare lo strumento finanziario speciale sotto gestione americana. I funzionari americani hanno detto che Washington ha chiesto a Kyiv di presentare una proposta su come spendere i fondi provenienti da qualsiasi fonte e di cooperare con la Banca Mondiale su riforme anti-corruzione e di responsabilità. I delegati europei hanno respinto la proposta, opponendosi sia a cedere il controllo degli asset a Washington sia a restituirli a Mosca. Un funzionario americano ha detto che l'uso dei beni russi congelati è discusso come parte di un accordo di pace complessivo, ma i meccanismi e le destinazioni d'uso sono ancora in discussione.
Come la raccontano le fonti ucraine
La copertura in lingua ucraina presenta la proposta come un'iniziativa americana che ha sorpreso Kyiv e le capitali europee, sottolineando il rifiuto europeo di consegnare il controllo degli asset a Washington o di restituirli a Mosca. La copertura ucraina mette in primo piano la dichiarazione di Mosca di voler recuperare gli asset attraverso azioni legali e cause, presentando la richiesta russa e la proposta americana come rivendicazioni concorrenti sugli stessi fondi.
Come la raccontano le fonti internazionali
La cornice internazionale, basata sul resoconto del Financial Times ripreso dall'agenzia APA, dà rilievo all'incontro di Miami e ai negoziatori coinvolti, collegando la proposta a un accordo di pace complessivo ancora in discussione. La copertura internazionale enfatizza il rifiuto europeo e gli ostacoli legali e politici nell'UE, presentando la questione di chi controlla i beni congelati come un punto di attrito transatlantico centrale.
Contesto
Nel 2022 i paesi occidentali hanno congelato asset statali russi per circa 260 miliardi di euro in risposta all'invasione su larga scala dell'Ucraina, con la maggior parte detenuta nell'UE. Kyiv ha ricevuto un prestito di 45 miliardi di euro dai paesi del G7 garantito dai proventi di quegli asset congelati nell'UE. Alla fine dell'anno precedente i leader UE si sono impegnati a usare i beni russi congelati per finanziare la ricostruzione dell'Ucraina se la Russia non pagherà riparazioni dopo la guerra. Una proposta simile sui beni russi congelati faceva parte di un piano di pace in 28 punti dell'amministrazione Trump proposto l'anno prima, che non trovò consenso. Molte capitali europee si oppongono all'utilizzo di questi asset per preoccupazioni di natura legale.