Ucraina: chiusa l'indagine sull'ex vicepremier Stefanishyna per arricchimento illecito
Le agenzie anticorruzione ucraine NABU e SAPO hanno completato l'indagine preliminare sul caso dell'ex vicepremier e ministra della Giustizia Olha Stefanishyna, sospettata di arricchimento illecito per oltre 13,9 milioni di grivne e di dichiarazioni false. I fascicoli sono stati aperti alla difesa per la consultazione, in vista delle udienze giudiziarie.
Punti chiave
- NABU e SAPO hanno completato l'indagine preliminare sul caso dell'ex vicepremier e ministra della Giustizia Olha Stefanishyna
- I sospetti riguardano arricchimento illecito per oltre 13,9 milioni di grivne e dichiarazioni mendaci, ai sensi degli articoli 368-5 e 366-2 del codice penale ucraino
- Due appartamenti nel complesso residenziale Faina Town a Kiev, del valore di quasi 11 milioni di grivne, erano registrati a una stretta amica della sospettata
- Il Tribunale superiore anticorruzione ha disposto per Stefanishyna una cauzione di 6 milioni di grivne
- La cauzione è stata versata dallo studio legale Ilyashev e Partners, dove Stefanishyna aveva lavorato in precedenza come consulente
Perché è importante
Il caso riguarda un'ex alta funzionaria — ex vicepremier, ministra della Giustizia e ambasciatrice negli Stati Uniti — e mette alla prova le istituzioni anticorruzione ucraine. L'importo sospetto (oltre 13,9 milioni di grivne) e i beni specifici (due appartamenti a Kiev del valore di quasi 11 milioni di grivne, una Mercedes non dichiarata, l'uso non dichiarato di un appartamento) illustrano come le accuse siano costruite attorno al presunto utilizzo di prestanome e familiari. Una particolarità del caso è che la cauzione è stata versata dallo studio legale Ilyashev e Partners anziché personalmente dalla sospettata. Si tratta inoltre del secondo procedimento penale collegato a Stefanishyna, dopo quello risalente a oltre un decennio fa su presunti abusi al Ministero della Giustizia.
Che cosa è successo
NABU e SAPO hanno completato l'indagine preliminare nel caso che vede l'ex vicepremier e ministra della Giustizia Olha Stefanishyna sospettata di arricchimento illecito per oltre 13,9 milioni di grivne e di dichiarazioni mendaci. I materiali del fascicolo sono stati aperti alla difesa per la consultazione, dopodiché avranno inizio le udienze giudiziarie. Secondo l'accusa, due appartamenti nel complesso residenziale Faina Town a Kiev, del valore complessivo di quasi 11 milioni di grivne, erano registrati a una stretta amica della sospettata; nel fascicolo figurano inoltre un appartamento nel complesso di classe business Lvivska Ploshcha registrato a sua madre e un'auto Mercedes-Benz GLC 220 d registrata a un subordinato. Le informazioni su questi beni e sui relativi costi — tra cui ristrutturazioni, affitti, biglietti aerei e cure mediche per la madre — non sarebbero state dichiarate. Tra il'inizio del 2024 e la metà del 2025 il reddito ufficiale della sospettata sarebbe stato di circa 3,7 milioni di grivne, mentre dai soli conti bancari sarebbero stati spesi circa 4,2 milioni di grivne. Il Tribunale superiore anticorruzione ha disposto per Stefanishyna una cauzione di 6 milioni di grivne, versata dallo studio legale Ilyashev e Partners. L'inchiesta è formalmente il secondo procedimento penale che la riguarda: il primo, risalente a oltre dieci anni fa, riguardava presunti abusi al Ministero della Giustizia.
Come la raccontano le fonti ucraine
Tutti gli articoli forniti provengono da fonti ucraine in lingua ucraina, quindi le differenze di inquadramento all'interno di questo set sono limitate a scelte di enfasi piuttosto che a una prospettiva nazionale distinta. La copertura è centrata sugli attori istituzionali — NABU, SAPO e Tribunale superiore anticorruzione — e sottolinea le tappe procedurali (completamento dell'indagine, apertura dei materiali alla difesa, importo della cauzione) insieme alle specifiche accuse sui beni. Alcune testate evidenziano lo status giuridico ("ex vicepremier"), altre si limitano a indicare il caso come "caso Stefanishyna", riflettendo scelte differenti sul dare risalto alla carica o alla persona.
Dove le versioni divergono
La difesa contesta sia il fondamento di fatto sia quello giuridico della sospettata: sostiene che i due appartamenti nel complesso Faina Town siano stati acquistati dall'amica con il proprio reddito lecito, che i genitori di Stefanishyna abbiano autonomamente accumulato oltre 4 milioni di grivne per i propri beni, che la visione di una casa fuori Kiev non costituisca prova di acquisto, e che l'appartamento e la Mercedes non dovessero essere dichiarati perché non erano stati raggiunti i termini di utilizzo previsti dalla legge. L'accusa, al contrario, considera i beni come ricchezza non dichiarata della sospettata, con gli appartamenti acquisiti tramite l'amica come prestanome. Nel fascicolo figurano inoltre due elementi internamente inconsistenti e segnalati come tali nei dati di partenza: la datazione attribuita all'acquisto di uno degli appartamenti di Faina Town insieme a 7 milioni di grivne in contanti (collocata nel 2024–2025) e la data dell'avviso di sospetto (collocato nell'agosto 2026).
Contesto
NABU e SAPO sono gli organismi ucraini specializzati rispettivamente nelle indagini e nei procedimenti penali anticorruzione; il Tribunale superiore anticorruzione è l'organo competente per questi casi. Stefanishyna aveva completato il suo servizio diplomatico come ambasciatrice ucraina negli Stati Uniti poco prima dell'annuncio del sospetto. Un elemento contestato nel fascicolo data l'avviso di sospetto all'agosto 2026, mentre un altro dato della SAPO colloca l'acquisizione di uno degli appartamenti e di 7 milioni di grivne in contanti nel 2024–2025, indicando possibili incongruenze nella cronologia degli eventi registrati nel fascicolo.