La Russia colpisce l'infrastruttura energetica ucraina in 10 oblast in un'unica notte
Nella notte e nella mattina di sabato 17 ottobre le forze russe hanno lanciato massicci attacchi contro infrastrutture energetiche in dieci oblast ucraini, provocando blackout e l'attivazione di interruzioni di corrente programmate e limitazioni di potenza per industrie e aziende in tutta l'Ucraina. Il presidente Zelensky ha riferito che sono stati colpiti più di 15 impianti di generazione e trasmissione e che oltre 320 droni Shahed, missili da crociera e balistici sono stati utilizzati tra le 19:00 del giorno precedente e le 07:00. Gli operatori energetici hanno ripristinato l'elettricità per oltre mezzo milione di utenti, mentre i lavori di riparazione restano complicati dalle continue allerte aeree.
Punti chiave
- Attacchi russi sull'infrastruttura energetica in 10 oblast: Vinnytsia, Volinia, Doneck, Zaporižžja, Žytomyr, Odessa, Rivne, Ternopil', Chmel'nyc'kyj e Charkiv.
- Zelensky: colpiti più di 15 impianti di generazione e trasmissione elettrica; situazione più difficile a Luc'k, Rivne, Žytomyr, Vinnytsia, Šepetivka, Slavuta e Netišyn.
- Tra le 19:00 del giorno prima e le 07:00 del 17 ottobre usati oltre 320 droni Shahed, missili da crociera e balistici.
- Blackout a Vinnytsia con infrastrutture critiche passate a generatori di riserva.
- Ripristinata l'elettricità per oltre mezzo milione di utenti; riparazioni ostacolate dalle allerte aeree e dalla minaccia di nuovi attacchi.
- In vigore turni di interruzione oraria per i cittadini in parte delle oblast e restrizioni di potenza per industria e aziende in tutta l'Ucraina.
- Attacchi in continuità dopo la "tregua energetica" annunciata dagli USA, che l'Ucraina aveva accettato a condizione che Mosca fermasse i colpi sulle reti ucraine.
Perché è importante
In una sola notte centinaia di droni e missili hanno colpito la generazione e la trasmissione elettrica in almeno dieci oblast, mettendo a rischio l'approvvigionamento di milioni di persone e costringendo all'attivazione di blackout orari per le famiglie e di limitazioni di potenza per industria e aziende in tutta l'Ucraina. Gli attacchi sono arrivati pochi giorni dopo la cosiddetta "tregua energetica" annunciata dagli Stati Uniti, che l'Ucraina aveva accettato a condizione che Mosca fermasse i colpi sulla rete ucraina in cambio della rinuncia ucraina a colpire le raffinerie russe: la prosecuzione e l'intensificazione dei raid da parte russa segnalano una rottura di quell'intesa.
Che cosa è successo
Nella notte tra venerdì 17 e sabato 17 ottobre 2026 le forze russe hanno sferrato un bombardamento massiccio contro infrastrutture energetiche ucraine in dieci oblast: Vinnytsia, Volinia, Doneck, Zaporižžja, Žytomyr, Odessa, Rivne, Ternopil', Chmel'nyc'kyj e Charkiv. Il presidente Zelensky ha dichiarato che sono stati colpiti più di 15 importanti impianti di generazione e trasmissione elettrica e che tra le 19:00 del giorno precedente e le 07:00 sono stati impiegati oltre 320 droni Shahed a motore a reazione e a benzina, missili da crociera e balistici. La situazione più grave è stata registrata a Luc'k, Rivne, Žytomyr, Vinnytsia, Šepetivka, Slavuta e Netišyn; Vinnytsia ha subito un blackout e le infrastrutture critiche sono passate all'alimentazione di riserva. In risposta, in parte delle oblast sono stati attivati turni di interruzione oraria per evitare il sovraccarico della rete, mentre in tutta l'Ucraina sono in vigore limitazioni di potenza per l'industria e le imprese. Gli operatori del settore energetico hanno ripristinato l'elettricità per oltre mezzo milione di utenti, ma i lavori di riparazione restano ostacolati dalle continue allerte aeree e dalla minaccia di nuovi attacchi. L'episodio si inserisce in una campagna di raid avviata dalla mattina del 16 ottobre, con ondate di droni che avevano già colpito impianti a Kiev, nell'oblast di Kiev, a Charkiv, Rivne, Volinia e Odessa.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti ucraine incentrano la narrazione sulla responsabilità russa, descrivendo i raid come attacchi contro infrastrutture energetiche civili e sottolineando le conseguenze umanitarie: blackout, rischio per milioni di utenti e difficoltà di ripristino sotto continue allerte aeree. La copertura sottolinea la portata degli attacchi citando le cifre fornite dal presidente sul numero di impianti colpiti e di armi utilizzate, e contrappone la prosecuzione e l'intensificazione dei raid russi alla moderazione ucraina, che aveva accettato di non colpire le raffinerie russe nell'ambito della cosiddetta "tregua energetica" annunciata dagli USA.
Contesto
Il capo di Stato maggiore generale russo aveva annunciato pubblicamente l'avvio di una campagna di massicci attacchi contro l'infrastruttura energetica ucraina. Ondate di attacchi con droni erano in corso fin dalla mattina del 16 ottobre, colpendo impianti a Kiev, nell'oblast di Kiev, a Charkiv, Rivne, Volinia e Odessa prima del bombardamento notturno su larga scala. Vinnytsia aveva subito un blackout con le infrastrutture critiche passate all'alimentazione di riserva. Il presidente ucraino ha inquadrato la campagna come un tentativo di lasciare milioni di persone senza elettricità e riscaldamento e ha chiesto nuovi pacchetti di sostegno dai partner europei.