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SBU arresta due dipendenti di una società di certificazione agricola a Odessa per aver aiutato la Russia a legalizzare grano ucraino rubato

Il 19 ottobre il Servizio di sicurezza ucraino (SBU) ha annunciato la detenzione a Odessa del direttore di una filiale di una società straniera di certificazione agricola e della responsabile del suo laboratorio, accusati di aver aiutato la Russia a legalizzare quasi 8.000 tonnellate di grano ucraino rubato dalla città temporaneamente occupata di Mariupol. Il valore della merce supera i 60 milioni di grivnie. Entrambi sono stati formalmente sospettati di concorso in aiuto allo Stato aggressore, commesso da un gruppo di persone previo accordo, e posti in custodia cautelare.

Punti chiave

  • SBU ha arrestato a Odessa il direttore di una filiale di una società straniera di certificazione agricola e la responsabile del suo laboratorio
  • Sono accusati di aver contribuito a legalizzare 7.857 tonnellate di grano ucraino rubato, per un valore superiore a 60 milioni di grivnie
  • Il grano è stato caricato nel 2024 nel porto occupato di Mariupol sulla nave sanzionata «Alfa M»
  • La merce è stata trasportata al porto russo di Temryuk (Krasnodar), dove sono stati falsificati i documenti di origine
  • Secondo l'inchiesta i sospettati sapevano dell'origine ucraina del grano e hanno rilasciato un falso referto di laboratorio attestante la presunta origine russa
  • Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati computer, telefoni, documenti e referti falsificati
  • Entrambi i sospettati sono stati posti in custodia cautelare e rischiano fino a 12 anni di carcere con confisca dei beni

Perché è importante

Il caso rivela il presunto meccanismo con cui il grano ucraino prelevato dai territori occupati sarebbe stato immesso sul mercato internazionale tramite certificazioni false e un trasporto via nave sanzionata, evidenziando il ruolo di attori del settore privato nella catena di esportazioni illegali. Le accuse, che prevedono fino a 12 anni di carcere, segnalano la determinazione ucraina a perseguire i casi di collaborazione con lo Stato aggressore legati all'occupazione, e pongono interrogativi sull'efficacia delle sanzioni e dei controlli all'esportazione sulle rotte del Mar d'Azov.

Che cosa è successo

Il 19 ottobre la portavoce del SBU ha comunicato la detenzione, avvenuta a Odessa, di due dipendenti di alto livello di una società straniera specializzata nella certificazione di prodotti agricoli: il direttore della filiale odessita e la responsabile del laboratorio subordinato a lui. Secondo le indagini, nel 2024 i russi hanno caricato 7.857 tonnellate di grano ucraino sulla nave sanzionata «Alfa M» nel porto della temporaneamente occupata Mariupol. La merce è stata trasportata al porto russo di Temryuk, nel Krasnodar, dove sono stati redatti documenti falsi che ne attestavano l'origine russa, per essere poi venduta tramite un esportatore locale in un Paese del Medio Oriente. Il direttore e la responsabile del laboratorio, pur consapevoli dell'origine ucraina del grano rubato, avrebbero organizzato un'analisi fittizia e rilasciato un referto falso per mascherare la vera provenienza. Le perquisizioni nelle abitazioni e nell'ufficio della società hanno portato al sequestro di computer, telefoni, documenti e referti contraffatti. Entrambi sono stati formalmente sospettati ai sensi della parte 2 dell'articolo 28 e della parte 1 dell'articolo 111-2 del Codice penale ucraino (concorso in aiuto allo Stato aggressore, commesso da un gruppo di persone previo accordo) e posti dal tribunale in custodia cautelare; in caso di condanna rischiano fino a 12 anni di carcere con confisca dei beni.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono sulla destinazione finale del grano rubato: SBU e la maggior parte delle agenzie indicano genericamente «un Paese del Medio Oriente» venduto tramite un esportatore locale, mentre un'altra fonte attribuisce all'Ufficio del Procuratore Generale l'indicazione che il grano sarebbe stato consegnato in Turchia, con verifiche in corso sull'eventuale successiva reintroduzione in Paesi dell'UE e in Ucraina. Un'ulteriore divergenza riguarda il regime di custodia cautelare: la maggior parte delle fonti parla di detenzione senza menzionare la cauzione, mentre una fonte specifica che il tribunale ha ammesso la possibilità di cauzione oltre alla custodia.

Contesto

Il grano è partito dal porto di Mariupol, temporaneamente occupato dalle forze russe, ed è stato trasportato attraverso il Mar d'Azov fino al porto russo di Temryuk nel Territorio di Krasnodar, dove la sua origine è stata falsificata prima dell'esportazione. La nave «Alfa M» impiegata nell'operazione è descritta come soggetta a sanzioni. L'incriminazione contestata è quella di concorso in aiuto allo Stato aggressore, commesso da un gruppo di persone previo accordo, prevista dal Codice penale ucraino.