Pubblicato: · Aggiornato:

Operazione «Velese»: le forze ucraine sono avanzate sottoterra per oltre 15 km

Nell’ambito dell’operazione «Velese» sul fronte di Kupyansk, il 2° Corpo della Guardia Nazionale ucraina «Charția» è avanzato per oltre 15 km attraverso comunicazioni sotterranee del gas. Le autorità ucraine affermano che durante l’operazione sono stati uccisi o neutralizzati oltre 100 occupanti russi e catturati più di 30 militari. Zelensky ha ascoltato gli aggiornamenti sui primi risultati.

Punti chiave

  • L’operazione «Velese» si svolge sul fronte di Kupyansk
  • A condurla è il 2° Corpo della Guardia Nazionale ucraina «Charția»
  • Le forze ucraine sono avanzate sottoterra per oltre 15 km
  • Sono stati uccisi o neutralizzati oltre 100 occupanti russi
  • Più di 30 militari russi sono stati catturati
  • Il 26 ottobre «Charția» ha pubblicato interviste a cinque prigionieri russi

Perché è importante

L’operazione ha permesso alle forze ucraine di percorrere oltre 15 km sottoterra e avvicinarsi al fianco delle truppe russe. Dimostra inoltre la capacità ucraina di adattare e modernizzare una tattica precedentemente impiegata dai russi nelle comunicazioni sotterranee del gas, trasformandola in un metodo per aggirare le posizioni nemiche.

Che cosa è successo

Il 2° Corpo della Guardia Nazionale ucraina «Charția» ha condotto sul fronte di Kupyansk l’operazione «Velese», utilizzzando comunicazioni sotterranee del gas. Le forze ucraine vi hanno avanzato per oltre 15 km, avvicinandosi al fianco delle posizioni russe e raggiungendo una zona di gasdotto a nord di Kupyansk. Durante l’operazione, secondo le autorità ucraine, sono stati uccisi o neutralizzati oltre 100 occupanti russi e sono stati catturati più di 30 militari. Zelensky ha ascoltato gli aggiornamenti sui primi risultati e sullo svolgimento dell’operazione da Mykhailo Drapatyi, commander del 2° Corpo della Guardia Nazionale «Charția» Igor Obolenskyi e deputy head of the President’s Office Pavlo Palisa.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine sottolineano la modernizzazione tecnologica delle avanzate sotterranee e la capacità dei militari di percorrere oltre 15 km sotto terra. L’operazione è presentata come un modo per avvicinarsi al fianco delle truppe russe, cacciare gli assalitori dal gasdotto e liberare parte delle comunicazioni. L’attenzione è concentrata sui risultati militari: oltre 100 occupanti uccisi o neutralizzati e più di 30 prigionieri russi.

Contesto

Le forze russe avevano utilizzato le comunicazioni sotterranee del gas per attraversare di nascosto le posizioni ucraine e passare ad azioni d’assalto. Il 26 ottobre il corpo «Charția» ha pubblicato interviste con cinque militari russi catturati durante l’operazione «Velese».