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Ex manager di «Progress» accusato di aver distratto oltre 1,1 miliardi di grivne

Le autorità anticorruzione ukraini hanno notificato un accusa a un ex responsabile dell'impresa statale «Progress», che fa parte di «Ukrspetseksport». Secondo l'indagine, avrebbe organizzato pagamenti a una società estera per servizi intermediari non effettivamente prestati, causando oltre 1,1 miliardi di grivne di danni. Le operazioni riguardavano la vendita di prodotti militari ucraini a un cliente dell'Vicino Oriente.

Punti chiave

  • Il sospettato è l'ex direttore di «Progress» Taras Shijko
  • L'accusa riguarda una distrazione di oltre 1,1 miliardi di grivne
  • I danni ammontano a oltre 43 milioni di dollari, pari al 30% del valore del contratto
  • Nel 2015 «Progress» firmò con una società esterna un accordo per servizi di intermediazione
  • Nel 2018-2019 vennero firmati atti per servizi mai effettivamente fornuti
  • Підозру оголошено за ч. 5 ст. 191 та ч. 1 ст. 366 Кримінального кодексу України

Perché è importante

La vicenda riguarda un'impresa statale con competenze esclusive nell'importazione e nell'esportazione di beni militari. Secondo gli inquirenti, le spese per intermediari non risultavano giustificate da servizi effettivamente prestati e i documenti redatti contenevano informazioni false. Il caso mostra quindi l'attenzione delle autorità ucraine verso le strutture intermedie e la documentazione nelle esportazioni statali di equipaggiamento militare.

Che cosa è successo

NABU e SAP hanno notificato un'accusa, nell'ambito di un'indagine preliminare, all'ex responsabile di un'impresa della struttura «Ukrspetseksport». Secondo il materiale diffuso, il sospettato è Taras Shijko, già direttore dell'impresa statale di commercio estero «Progress». All'epoca dei fatti contestati ricopriva anche la carica di vicedirettore generale di «Ukroboronprom».

Nel 2015 «Progress» firmò un contratto con una società estera che avrebbe ricevuto una commissione per servizi di intermediazione nella vendita di prodotti militari ucraini. L'impresa statale, tuttavia, condusse da sola i negoziati con il cliente di un Paese del Vicino Oriente, senza la partecipazione della società estera.

Nel 2018 e nel 2019 l'ex responsabile firmò atti riferiti a presunti servizi di agenzia e organizzò i trasferimenti di denaro alla società estera. Secondo l'indagine, i servizi non erano stati effettivamente forniti e i documenti contenevano dati non veritieri. Il danno stimato per l'impresa statale supera i 43 milioni di dollari, equivalenti a oltre 1,1 miliardi di grivne e al 30% del valore complessivo del contratto.

Gli atti sono stati contestati ai sensi della parte 5 dell'articolo 191 del Codice penale ucraino, relativa all'appropriazione indebita di beni altrui mediante abuso di posizione in misure particolarmente consistenti, e della parte 1 dell'articolo 366, relativa alla compilazione e all'emissione da parte di un funzionario di documenti ufficiali deliberatamente falsi. La comunicazione cita un massimo di 12 anni di reclusione con confisca dei beni. Specialisti della State Audit Service hanno assistito l'indagine.

Come la raccontano le fonti ucraine

La copertura delle fonti ucraine si concentra sulle autorità investigative, sul sospettato, sull'accusa di falsificazione documentale e sull'entità dei danni subiti dall'impresa statale. I resoconti presentano la cronologia delle transazioni e le qualificazioni giuridiche, oltre a collegare il sospettato a un'altra causa anticorruzione. Secondo quanto riferito, Shijko è anche indagato separatamente per l'appropriazione di 32 milioni di grivne di fondi pubblici e per un tentativo di sottrarre alle imprese statuali oltre 19 milioni di grivne.

Dove le versioni divergono

Una delle pubblicazioni, oltre alle norme correttamente indicate, riporta un riferimento giuridico palesemente errato. Le altre fonti indicano concordemente la parte 5 dell'articolo 191 e la parte 1 dell'articolo 366 del Codice penale ucraino.

Contesto

Nel marzo, NABU e SAP avevano individuato un gruppo criminale organizzato sospettato di aver appropriato oltre 32 milioni di grivne dai conti delle imprese del gruppo «Ukroboronprom» tra il 2014 e il 2019 e di aver tentato di sottrarre oltre 19 milioni di grivne. Taras Shijko è indicato come uno dei soggetti coinvolti in questo procedimento separato. L'impresa «Progress» dispone di competenze esclusive per l'esportazione e l'importazione di beni militari.